04/02/2026, 12.46
VATICANO
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Leone XIV all'udienza: 'Scongiurare nuova corsa agli armamenti'

L'invito del papa alla preghiera per "fratelli e sorelle dell'Ucraina", provati da freddo e bombardamenti. Gratitudine a diocesi polacche e di altri Paesi per aiuti alla popolazione. Sul Trattato New START tra Mosca e Washington in scadenza: "Garantirgli un seguito concreto". La catechesi sulla "Parola di Dio in parole umane".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Al termine dell’udienza generale di oggi, mercoledì 4 febbraio 2026, svolta in Aula Paolo VI, Vaticano, Leone XIV ha esortato a “sostenere con la preghiera i nostri fratelli e sorelle dell’Ucraina duramente provati dalle conseguenze dei bombardamenti che hanno ripreso a colpire anche le infrastrutture energetiche”. La gratitudine del papa è per le iniziative delle diocesi polacche e di altri Paesi “che si adoperano per aiutare la popolazione a resistere in questo tempo di grande freddo”. 

Il pontefice di origini statunitensi ha ricordato che domani, 5 febbraio 2026, giunge a scadenza il Trattato New START (New Strategic Arms Reduction Treaty) sugli armamenti strategici, sottoscritto da Mosca e Washington nell’aprile 2010 a Praga. “Un passo significativo nel contenere la proliferazione delle armi nucleari”, ha ricordato. Il papa ha incoraggiato “ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca”. Rivolgendo a quanti hanno il potere e la responsabilità di rinnovarlo “un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto ed efficace”.

“La situazione attuale esige di fare tutto il possibile per scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le nazioni”, ha aggiunto. “È quanto mai urgente sostituire la logica della paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti”. 

In apertura di udienza, il papa ha continuato il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, incentrando la riflessione odierna - dal titolo “La Sacra Scrittura: Parola di Dio in parole umane” - ancora una volta sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum. Il documento dice che la Scrittura è “spazio privilegiato d’incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo”. In essa, “le parole di Dio”, sottolinea la Dei Verbum, “si sono fatte simili al parlare degli uomini”, ha ricordato Prevost. 

Dacché “farsi comprendere dall’altro è un primo atto di amore”, anche Dio ha scelto “di parlare servendosi di linguaggi umani”, per mezzo degli autori, “ispirati dallo Spirito Santo”. “Non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino”, ha aggiunto il papa. La Dei Verbum sottolinea l’autorialità di Dio, come quella degli agiografi, “veri autori”. Costoro non sono da vedere come semplici amanuensi: “Dio non mortifica mai l’essere umano e le sue potenzialità!”. 

Dunque, “la Scrittura è parola di Dio in parole umane”. Se si trascurano le due dimensioni della Scrittura - umana e divina - si corre il rischio “di sfociare in letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura, che ne tradiscono il significato”. “Questo principio vale anche per l’annuncio della Parola di Dio: se esso perde contatto con la realtà, con le speranze e le sofferenze degli uomini, se utilizza un linguaggio incomprensibile, poco comunicativo o anacronistico, esso risulta inefficace”, ha detto.

E ancora: “In ogni epoca la Chiesa è chiamata a riproporre la Parola di Dio con un linguaggio capace di incarnarsi nella storia e di raggiungere i cuori”. Prevost ha ricordato le parole di papa Francesco: “Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo, spuntano nuove strade […] per il mondo attuale”. Così, “la Scrittura intende parlare ai credenti di oggi, toccare la loro vita presente con le sue problematiche, illuminare i passi da compiere e le decisioni da assumere”. Ed essa “serve ad alimentare la vita e la carità dei credenti”. A tal proposito, Leone XIV ha citato Sant’Agostino : “Chiunque crede di aver capito le divine Scritture [...], se mediante tale comprensione non riesce a innalzare l’edificio di questa duplice carità, di Dio e del prossimo, non le ha ancora capite”

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