18/03/2026, 12.12
VATICANO
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Leone XIV: 'Cristiano strumento di pace, amore e riconciliazione'

Venticinquemila fedeli hanno accolto il papa in piazza San Pietro per l'udienza generale. La catechesi sulla costitiuzione Lumen gentium: "Ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione". "La Chiesa non può errare nella fede". Ai fedeli di lingua araba in Medio Oriente: "La vera pace possa prevalere tra tutti i popoli". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - All’udienza generale di oggi un desiderio di pace per l’umanità sofferente ha scandito i saluti che Leone XIV ha dedicato ai fedeli presenti. Ai pellegrini di lingua araba, in particolare dal Medio Oriente, ha detto: “Il cristiano è chiamato ad essere strumento di pace, amore e riconciliazione, affinché la vera pace possa prevalere tra tutti i popoli”. Invece, ai pellegrini di lingua cinese: “Perseverate a condurre un’esistenza ispirata ai valori cristiani per essere strumenti di pace nella società”. Stamane si sono riunite 25mila persone in piazza San Pietro.

Una giornata ventosa e soleggiata ha accolto il pontefice sul sagrato della Basilica. Da lì, papa Leone XIV ha letto in apertura la catechesi, che si inserisce nel ciclo dedicato ai Documenti del Concilio Vaticano II. “Costituzione dogmatica Lumen gentium. La Chiesa popolo sacerdotale e profetico” è il titolo della riflessione odierna. E il brano biblico di riferimento, letto nelle diverse lingue, è tratto dalla Prima Lettera di Pietro (1Pt 2,9-10). Prevost si è soffermato sul secondo capitolo del documento conciliare.

Il papa ha ricordato che i padri conciliari hanno insegnato che Gesù ha istituito “un regno di sacerdoti”. Infatti, c’è un “sacerdozio comune dei fedeli”, che “viene donato con il Battesimo”. “Questa consacrazione sta alla radice della comune missione che unisce i ministri ordinati e i fedeli laici”, ha spiegato.

Leone XIV ha continuato ricordando che papa Francesco osservava che “guardare al popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici”. Così, “l’esercizio del sacerdozio regale avviene in molti modi”. Per esempio, “mediante la preghiera, l’ascesi e la carità” per testimoniare “una vita rinnovata dalla grazia di Dio”, ha aggiunto. 

“La Commissione Dottrinale del Concilio precisava che questo sensus fidei ‘è come una facoltà di tutta la Chiesa’”, ha detto Prevost. “Il senso della fede appartiene dunque ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”. Per questo motivo la Chiesa - “comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori” - “non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondato sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli”, ha continuato.

“Da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione”, ha aggiunto. Ricordando una “dimostrazione peculiare” della “vitalità carismatica” proveniente dallo Spirito Santo: la vita consacrata. Ma anche le “forme associative ecclesiali”. “Carissimi, risvegliamo in noi la consapevolezza e la gratitudine di aver ricevuto il dono di far parte del popolo di Dio; e anche la responsabilità che questo comporta”, ha detto il papa concludendo. 

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