Primo maggio a Seoul: scontro sui bonus ai lavoratori della Samsung
Un sindacato minaccia un blocco di 18 giorni della produzione se non verrà accolta la richiesta di premi proporzionali alle entrate record registrate dal gruppo. L'interruzione della produzione creerebbe un buco da quasi 700 milioni di dollari. Il presidente Lee richiama alla “responsabilità” lavoratori e sindacati contro le richieste eccessive e invita a una maggiore “solidarietà”.
Seoul (AsiaNews) - In occasione della festa dei lavoratori, che si celebra oggi Primo maggio, il presidente sud-coreano Lee Jae Myung mette in guardia da richieste “eccessive” in tema di diritti e tutele, che finirebbero per nuocere a sindacati come ai colleghi, invocando al contempo un approccio più “responsabile”. “Mentre le aziende dovrebbero trattare i lavoratori come partner preziosi nella gestione aziendale, i lavoratori e i sindacati - ha ammonito il capo dello Stato incontrato i collaboratori alla Cheong Wa Dae (Casa Blu, la residenza presidenziale) - devono anche avere un senso di responsabilità”.
L’intervento di ieri del leader sud-coreano giungono in una fase turbolenta per il Paese, con un importante sindacato presente all’interno della Samsung Electronics Co. che ha minacciato di indire uno sciopero generale di 18 giorni a partire dal 21 maggio. Fra le richieste avanzate all’azienda quella di bonus erogati in proporzione alle entrate record registrate negli ultimi tempi. Tuttavia, analisti e studiosi osservano che uno sciopero di così ampia portata potrebbe causare perdite operative fino a 10mila miliardi di won (673,6 milioni di dollari).
“Se alcune organizzazioni sindacali promuovono proteste pubbliche per richieste eccessive o ingiuste ed egoistiche, danneggerebbero - avverte il presidente Lee - non solo i sindacati stessi ma anche altri lavoratori”. Da qui la richiesta di maggiore “solidarietà” fra colleghi lavoratori.
Ieri mattina la stessa Samsung aveva riconosciuto che il suo profitto netto del primo trimestre è aumentato di oltre cinque volte, toccando quota a 47,22 trilioni di won dagli iniziali 8,22 trilioni di won dell’anno precedente. Un picco legato alla robusta domanda di chip di memoria di fascia alta utilizzati nelle applicazioni di intelligenza artificiale (AI). “In un momento in cui la transizione dell’intelligenza artificiale sta esponendo i settori del lavoro e industriale a un cambiamento fondamentale, vi è bisogno - ha sottolineato - di uno spirito di convivenza e cooperazione per superare questa sfida critica”.
Infine, il capo dello Stato ha anche ricordato come per la prima volta il Primo maggio sia riconosciuto come festa ufficiale per il Paese, rimarcando al tempo stesso la necessità di maggiori sforzi per ridurre le disparità del mercato e garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Egli ha avvertito che il forte aumento dei prezzi di produzione del mese scorso potrebbe portare ad aumenti dei beni di consumo entro i prossimi due mesi, esortando i funzionari a compiere ogni sforzo in una prospettiva di stabilizzazione. In particolare preoccupano i costi dei prodotti agricoli, zootecnici e della pesca, unitamente alla logistica che richiede politiche di stabilizzazione più efficaci.
In questa fase a preoccupare, come ha ricordato il capo dello Stato, è la vicenda legata al gigante della tecnologia Samsung Electronics, coi sindacati sul piede di guerra nel tentativo di vedere riconosciuti premi di produzione maggiorati, in linea con il boom di ricavi. Al di là delle potenziali perdite che lo sciopero potrebbe causare all’azienda di quasi 700 milioni di dollari - e delle possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento dei chip di memoria a livello mondiale - questa minaccia rappresenta una prova più ampia per la Corea: solleva interrogativi su come dovrebbero essere ripartiti i profitti straordinari, quali potranno essere le conseguenze in futuro in controversie analoghe e su come l’opinione pubblica e gli interessi politici potrebbero influenzarne l’esito.
Un altro aspetto che rende degna di nota questa minaccia di sciopero è il limitato sostegno che ha raccolto. Anche considerando che il sindacato che guida la vertenza tra i cinque - il Samsung Electronics Labor Union (Selu) - non è affiliato a nessuna delle due confederazioni sindacali coreane, così come i politici e i gruppi civici si sono in gran parte astenuti dall’esprimere solidarietà. Persino l’amministrazione di Lee Jae Myung, favorevole ai lavoratori, ha manifestato opposizione al potenziale sciopero, indicando che la questione in Samsung non viene vista come una normale vertenza tra lavoratori e datori di lavoro.
Il primo sciopero nella storia di Samsung Electronics risale al 2024, quando le ingenti perdite registrate l’anno precedente dalla divisione Device Solutions (DS), specializzata in chip, hanno portato alla sospensione dei premi di rendimento per poi sfociare in un’astensione dal lavoro. In realtà oggi vale il discorso opposto: sulla scia di picco della domanda, Samsung Electronics ha iniziato a registrare una forte ripresa degli utili nella seconda metà dello scorso anno e un incredibile utile operativo di 57,2 trilioni di won solo nel primo trimestre 2026, diventando la quarta azienda più redditizia al mondo. L’attuale controversia verte su come questi elevati profitti debbano essere ripartiti tra i dipendenti: i sindacati chiedono l’eliminazione del tetto massimo sui bonus legati al rendimento e una ripartizione pari al 15% dell’utile operativo annuale; l’azienda si oppone, sostenendo che tali misure comprometterebbero la sostenibilità futura.
È opinione diffusa che la richiesta dei sindacati sia correlata al caso della SK hynix, principale concorrente di Samsung nel settore dei chip di memoria, che ha anch’essa beneficiato di guadagni straordinari grazie alla fase di espansione del mercato dei chip. A settembre, i sindacati e la dirigenza hanno concordato di eliminare il tetto massimo sui bonus legati alle prestazioni e di destinare il 10% dell’utile operativo a tali pagamenti nei prossimi 10 anni. In base all’accordo, si stima che ogni dipendente di SK hynix potrebbe ricevere circa 700 milioni di won solo per l’anno in corso. Questa stima di bonus così elevata è vista dai membri del sindacato Samsung come un fattore che amplia il divario retributivo con i dipendenti della rivale, anche se le operazioni nel settore delle memorie della divisione DS di Samsung e quelle di SK hynix sono simili.
Analisti ed esperti sottolineano come in Corea del Sud non si sia discusso a sufficienza di come ripartire i profitti quando le aziende si trovano ad affrontare un super-ciclo produttivo e nelle rendite di questa portata. “Il conflitto tra lavoratori e datori di lavoro non riguarda solo il denaro, ma rappresenta una prova di come una delle principali aziende coreane possa costruire una governance basata sulla fiducia in un contesto lavorativo mutato” spiega Kim Dae-jong, professore di economia all’Università di Sejong. “Uno sciopero prolungato - avverte - potrebbe causare danni irreversibili, quindi è necessario trovare un equilibrio tra l’aumento dei bonus di rendimento e il mantenimento del tetto massimo”. Il docente invita le aziende a introdurre una maggiore flessibilità diversificando la struttura dei bonus di rendimento o ampliando gli incentivi di rendimento a lungo termine, in modo che i dipendenti siano incoraggiati a contribuire alla creazione di valore a lungo termine. Per gli esperti e studiosi le aziende dovrebbero determinare il giusto equilibrio nella ripartizione degli utili, tenendo presente il proprio futuro nel lungo periodo, per non uccidere un settore che oggi è considerato alla stregua di “una gallina dalle uova d’oro”.
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