07/11/2005, 00.00
LIBANO
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Libano, il catechismo è "la strada per costruire l'unità nazionale"

di Youssef Hourany

Si è celebrata ieri in tutta la nazione la Giornata nazionale del catechismo. Il cardinale Sfeir ha ricordato che "l'uomo non può credere in Gesù senza conoscerlo" ed ha invitato i genitori a dare ai figli "la formazione necessaria per illuminare la loro vita in Cristo".

Beirut (AsiaNews) - Il catechismo è "la strada sicura per costruire l'unità nazionale ed inter-cristiana" in Libano. Con queste parole mons. Francis Baissari, presidente della Commissione episcopale libanese per la catechesi, commenta ad AsiaNews la Giornata nazionale del catechismo - dal tema "Gesù Cristo, Pane di vita per la salvezza del mondo" - che si è svolta ieri, in concomitanza con la conclusione dell'Assemblea generale del Sinodo dei vescovi.

Mons. Baissari ha ribadito la necessità di offrire una formazione "esauriente" ai catechisti "laici impegnati e pieni di zelo per la causa del Vangelo" ed ha sottolineato il "grande merito" dei centri - più di 30 diffusi in tutto il Libano - che "garantiscono la formazione adatta e necessaria ai futuri catechisti".

Parlando delle difficoltà che sta affrontando la sua Commissione, mons. Baissari ha parlato di "difficoltà a più livelli". "La carenza della Biblioteca araba – dice – è da non sottovalutare, perché quasi tutte le opere teologiche e spirituali contemporanee sono scritte in lingue occidentali. Anche se siamo in difficoltà finanziarie, bisognerebbe da una parte arricchire questa biblioteca e dall'altra assicurare a formatori e professori un contributo, anche modesto".

Un'altra difficoltà si trova nell'insegnamento del catechismo nelle scuole pubbliche. In quelle miste a maggioranza cristiana "a volte il catechismo in classe può divenire motivo di scontro", mentre in quelle a maggioranza musulmana "si deve prendere in considerazione l'obbligo imposto agli studenti cristiani di seguire i corsi di formazione religiosa musulmana". Questo obbligo porta a dover "difendere la fede cristiana degli alunni e, in alcuni casi, riportare di nuovo i valori cristiani nelle loro vite".

Il prelato lancia un appello a tutti i responsabili scolastici "perché si assumano le loro responsabilità ed offrano il giusto appoggio alla Commissione nazionale per la catechesi", che indica con la sua presenza "la necessità di mantenere accesa la fiamma cristiana in questo Medio Oriente tanto minacciato".

Anche il patriarca maronita, cardinale Sfeir, ha ricordato ieri la Giornata nazionale durante la solenne concelebrazione eucaristica nella basilica di Nostra Signora del Libano a Harissa. Alla funzione hanno partecipato 10 vescovi e superiori generali degli ordini religiosi, oltre 100 sacerdoti incaricati della pastorale catechetica e 2 mila catechisti impegnati nell'insegnamento all'interno delle scuole pubbliche.

Il patriarca Sfeir ha parlato dell'importanza della catechesi, perché "l'uomo non può credere in Gesù senza conoscerlo" e perché senza catechesi la vita cristiana "rimane sterile". Il porporato ha ribadito la necessità di assicurare ai catechisti una formazione spirituale e umana degna della loro missione: "Il catechista – ha detto - è un uomo di fede".

Un appello anche ai genitori, che ricoprono "un ruolo insostituibile" e che "devono incoraggiare i loro figli a ricevere una sufficiente catechesi, capace di illuminare la loro fede in Cristo". "Voi – ha aggiunto – dovete essere i primi formatori perché l'esempio di vita e di pratica religiosa è un fattore insostituibile". "La famiglia – ha concluso – deve essere vissuta come una chiesa domestica, dove il fanciullo impara la prima catechesi".

Su invito della commissione episcopale, i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione di domenica hanno raccolto i fondi a favore della catechesi, per aiutare le parrocchie, le scuole, i  catechisti ed i formatori religiosi.

In Libano esistono più di 1500 scuole pubbliche, e la Chiesa si impegna ad assicurare la formazione e la retribuzione di oltre 2 mila catechisti.

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