31/12/2008, 00.00
SRI LANKA
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Liberati i sedici orfani rapiti dalle Tigri Tamil

di Melani Manel Perera
La notizia arriva dopo giorni di incertezza sulla sorte dei ragazzi e le vicende del sequestro. Lo sfruttamento dei minori nella guerra tra militari e ribelli rimane un problema diffuso nonostante entrambe le fazioni neghino.
Colombo (AsiaNews) - Liberati nella notte i 16 orfani rapiti dalle Tigri Tamil il 26 dicembre. La notizia è giunta ad AsiaNews dal vicario generale della diocesi di Mannar, padre Victor Soosai. La vicenda, denunciata il giorno stesso sul sito del ministro delle difesa di Colombo, era avvolta dal mistero: uniche fonti erano quelle governative e diverse personalità pensavano che la notizia fosse una mossa pubblicitaria del governo per screditare ancora di più le Tigri. I contatti con l'orfanotrofio erano impossibili a causa di mancanze di linea telefonica. Ieri sera finalmente è giunta ad AsiaNews la conferma del rapimento e quella della liberazione dei bambini.
 
Padre Soosai racconta che nella notte di Santo Stefano un gruppo di ribelli del Ltte ha fatto irruzione nell’orfanotrofio cattolico Boys Home D-8 Killinochci situato a Dharmapuram. Nella struttura hanno trovato i ragazzi che non erano andati a trascorrere le feste da amici e conoscenti. Padre Arush Eric Roshan, responsabile della struttura, si è opposto ai ribelli insieme al suo assistente. Dopo aver picchiato i due sacerdoti il gruppo ha legato mani e piedi dei ragazzi, per lo più dodicenni, portandoli via. Erano destinati a diventare soldati tra le file delle Tigri tamil. Dopo il sequestro una gruppo di una trentina di sacerdoti della zona ha inviato un appello ai membri del Ltte chiedendo la liberazione dei 16. Gli stessi preti avevano promesso di iniziare da oggi uno sciopero della fame per riottenere i ragazzi. Questa notte l'Ltte li ha liberati.
 
Nei giorni seguiti all'annuncio del rapimento anche la Chiesa locale faticava a ottenere notizie più precise sui fatti. Ancora il 29 dicembre Padre Peppi, direttore del Valvuthayam centre della Caritas Mannar, raccontava ad AsiaNews: “ Non ci sono mezzi per comunicare. Per questo non abbiamo novità dalla regione. È triste! Non sappiamo nulla di quello che succede. Non posso fare nessun commento perchè non ho ancora nessuna informazione sul quanto accaduto”.
 
Mentre si attendevano notizie più chiare sui fatti di Dharmapuram, anche Chamila Livera, buddista e project manager della ong Amurt International, spiegava ad AsiaNews: “Se è vero, il rapimento dei 16 bambini dall’orfanotrofio cattolico è l’ennesimo fatto che prova l’uso che l’Ltte fa dei bambini nella guerra”.
 
Da tempo infatti i ribelli Tamil sono accusati di far ricorso a bambini soldato nelle loro azioni contro il governo di Colombo. Cifre non ufficiali documentavano che dal 2002 al 2007 l’Ltte aveva reclutato almeno 2mila bambini tra le sue fila. Le proteste della comunità internazionale avevano portato i ribelli a lasciare liberi i ragazzi affermando che si trattava per lo più di volontari e che molti di essi avevano mentito sulla loro reale età al momento del reclutamento.
 
Il problema dello sfruttamento di minori nella guerra tra forze governative (Sla) e ribelli Tamil è ormai annoso. Nei giorni successivi alla notizia del rapimento dei 16 ragazzi dell’orfanotrofio di Dharmapuram, i ribelli del Ltte avevano diffuso le foto dei documenti di un soldato dello Sla ucciso il 28 dicembre in combattimento a fuoco nel distretto di Mullaiththeevu. Il militare aveva 17 anni.
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