29/06/2026, 11.27
FILIPPINE
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Manila: la marcia dei nastri bianchi per non arrendersi alla corruzione

di Santosh Digal

In migliaia hanno preso parte sull'EDSA alla manifestazione promossa dal Consiglio dei leader interreligiosi con il sostegno della Conferenza episcopale. Il vescovo di Kidapawan mons. Bagaforo: "Si affrontino con decisione gli abusi di potere, le impunità e le dinastie politiche nell'interesse del bene comune".

Manila (AsiaNews) - Migliaia di filippini hanno partecipato domenica 28 giugno alla White Ribbon March (La Marcia dei nastri bianchi), organizzata da gruppi religiosi e organizzazioni della società civile, per chiedere verità, responsabilità, buon governo e giustizia presso il monumento del People Power sull'EDSA.

Il vescovo Colin Bagaforo, della diocesi di Kidapawan e principale promotore del Consiglio dei leader interreligiosi per la trasformazione nazionale della Conferenza episcopale filippina (CBCP), ha dichiarato che la marcia è stata organizzata per chiedere alle autorità governative di promuovere trasparenza e assunzione di responsabilità nei casi di corruzione che da tempo affliggono il Paese.

Secondo Bagaforo, la manifestazione ha chiesto integrità, responsabilità, trasparenza e buon governo da parte dei funzionari pubblici in tutti i programmi e le politiche. Ha inoltre evidenziato la necessità di affrontare con decisione la corruzione, l'abuso di potere, l'impunità e le dinastie politiche, nell'interesse del bene comune.

Ha anche precisato che la marcia di protesta, promossa dai cittadini, è rimasta apartitica e non schierata politicamente. È stata guidata dal Consiglio dei leader interreligiosi per la trasformazione nazionale, che, tra le altre attività, mobilita il sostegno pubblico per le riforme elettorali.

I cattolici che hanno preso parte alla manifestazione, indossando abiti bianchi o mostrando nastri bianchi come simbolo della richiesta di verità, hanno partecipato alla Messa celebrata a mezzogiorno presso il santuario dell'EDSA e presieduta dal vescovo Bagaforo.

Il vescovo protestante Efraim Tendero, anche lui tra i promotori della White Ribbon March, ha affermato che alla manifestazione hanno partecipato leader cattolici, musulmani, evangelici e protestanti, uniti nel comune appello ad affrontare il problema della corruzione.

Pochi giorni prima della marcia, la CBCP aveva invitato i cattolici di tutto il Paese a organizzare analoghe manifestazioni in modo pacifico. "Coloro che, guidati dalla propria coscienza e dalle circostanze locali, desiderano partecipare a questo raduno pacifico possono farlo con spirito di preghiera e rispetto", ha scritto l'arcivescovo di Lipa, Gilbert Garcera, presidente della CBCP, in una lettera pastorale datata 22 giugno. Il presule ha esortato tutti a mantenere la speranza nonostante il calo della fiducia pubblica nelle istituzioni e i numerosi episodi di corruzione e ingiustizia, aggravati dalle sfide sociali.

La manifestazione del 28 giugno si ricollega alle proteste del Trillion Peso March, svoltesi il 25 febbraio in occasione del 40º anniversario della People Power Revolution del 1986. "Ho partecipato alla manifestazione perché offre uno spazio pubblico per chiedere responsabilità e trasparenza alle autorità pubbliche e ai funzionari coinvolti in scandali di corruzione", ha dichiarato ad AsiaNews Michael Pineda, studente universitario.

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