21/09/2011, 00.00
INDONESIA
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Minacce contro chiese cristiane: torna la strategia della tensione anche nelle Sulawesi

di Mathias Hariyadi
Messaggi telefonici avvertono di attacchi contro chiese cattoliche e protestanti, ma si rivelano infondati. La polizia indaga ma non chiarisce se si tratta di propaganda politica o di uno scontro a sfondo religioso. Sacerdote nelle Sulawesi invita “i concittadini” a non farsi trascinare “da sentimenti di odio”.
Jakarta (AsiaNews) – In Indonesia è in atto una campagna volta a esasperare le tensioni interconfessionali, che potrebbe sfociare in nuovi scontri fra cristiani e musulmani dopo le recenti violenze nelle Molucche e ad Ambon. Al momento non è dato sapere chi sia la “mente” interessata a provocare nuovi incidenti; la polizia non chiarisce se si tratta di propaganda politica o a sfondo religioso. Resta il fatto che più volte, nei giorni scorsi, sono circolati sms e messaggi – privi di fondamento – che denunciavano attacchi a chiese cattoliche o luoghi di culto cristiani in varie zone dell’arcipelago.

P. Jimmy Tumbelaka, sacerdote della diocesi di Manado, nelle Sulawesi del Nord, rettifica le voci circolate fra giornalisti e attivisti per i diritti umani, secondo cui sarebbero state bruciate due chiese cattoliche e una casa di preghiera protestante a Poso. È stato incendiato, chiarisce il prete originario di Manado, “solo l’ingresso principale della chiesa di Santa Teresa a Poso, non l’intero edificio”. In passato il luogo di culto era la più importante chiesa cattolica a Poso; il 23 maggio 2000 ha subito un violento attacco da parte di gruppi estremisti, che hanno appiccato il fuoco all’edificio. P. Tumbelaka ha vissuto in prima persona le violenze confessionali fra cristiani e musulmani a Poso fra il 1998 e il 2001. Egli si è anche battuto con forza per il rilascio di tre fedeli cattolici – Fabianus Tibo, Marinus Riwu e Dominggus da Silva – condannati a morte e giustiziati per gli scontri islamo-cristiani. Il sacerdote invita con forza “i miei concittadini indonesiani, di tutte le fazioni, a non lasciarsi trascinare da sentimenti di odio contro gli altri”.

La propaganda volta a esasperare la tensione interconfessionale è confermata da Teophilus Bela, attivista per i diritti umani e il dialogo interreligioso, sul cui cellulare di recente sono apparsi messaggi che parlavano di attacchi contro le minoranze. “Dopo Ambon, ora qui a Poso – riferisce l’attivista, leggendo ad AsiaNews un sms – Una chiesa pentecostale sta per essere incendiata, insieme a una chiesa cattolica a Poso”. Ma è bastata una rapida verifica, per confermare che la notizia era priva di fondamento. Si tratta, conclude, di notizie “montate ad arte”.

Ifdhal Kasim, presidente della Commissione nazionale per i diritti umani, non esclude che anche le violenze dell’11 settembre 2011 nelle Molucche (cfr. AsiaNews 19/09/11 Ambon: torna la calma, ma i radicali islamici diffondono Sms per la guerra santa) siano frutto di una manovra “orchestrata” per fomentare la strategia della tensione nel Paese.
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