06/09/2022, 12.03
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Missionarie della Carità accolgono 50 transgender nella festa di Madre Teresa

di Sumon Corraya

Nel quartiere di Tejgaon a Dhaka le suore hanno raccolto così l'invito a cercare i più emarginati nel giorno dei 25 anni dalla morte della fondatrice. "Mostriamo l'amore di Gesù a quanti qui sono trascurati e non amati". A Jakarta con il cardinale Suharyo la celebrazione di un movimento laicale locale che in tutto il Paese tiene vivo lo spirito e i gesti di Madre Teresa.

Dhaka (AsiaNews) - Accogliere nella propria casa di Dhaka 50 persone transgender per vivere insieme con loro nella ricorrenza dei 25 anni dalla morte di Madre Teresa l’invito a stare accanto ai più emarginati in un Paese come il Bangladesh. È il gesto che le Missionarie della Carità hanno compiuto ieri nella loro Casa della compassione, nel quartiere di Tejgaon.

Così la superiora sr. M. Bondita ha voluto spiegare ad AsiaNews questo gesto: “Abbiamo chiamato le Hijras - come vengono chiamate le persone transgender in Bangladesh - perché sono messe ai margini della società in Bangladesh. La nostra fondatrice ha mostrato il suo amore e la sua compassione a tutti quanti sono trascurati e non amati. È lo stesso segno d'amore che vogliamo portare anche noi”.

In Bangladesh le stime sulle persone LGBT variano tra 1,6 e 4,8 milioni su una popolazione di oltre 160 milioni di abitanti: sono indicate tra le categorie più vulnerabili e messe ai margini. Le Missionarie della Carità hanno aperto loro le porte, offrendo anche dei doni: un sari, due pezzi di sapone, un pacchetto di biscotti, una piccola somma in denaro.

“Siamo stati sopraffatti dall’amore, dal rispetto e dal sostegno delle suore di Madre Teresa - ha detto ad AsiaNews a nome del gruppo Hor Ram -. In genere la nostra comunità non è ben accoltà nella società, le suore invece ci sono venute a chiamare, sono state gentili con noi e ci hanno amato, conquistando i nostri cuori”.

“Conosco personalmente la figura di santa Madre Teresa – ha continuato Hor Ram - se tutte le persone fossero gentili e altruiste come lei il Bangladesh e questa terra sarebbero un paradiso. Non ci sarebbero discriminazioni e violenze. Tutti vivremmo insieme e in pace”.

La festa di Madre Teresa ieri è stata celebrata in tutte le comunità cattoliche del Bangladesh. Le Missionarie della Carità sono presenti nel Paese dal 1972 e prestano il loro servizio in tutte le otto diocesi cattoliche per le persone estremamente bisognose, vulnerabili e trascurate, diventando così testimoni di Gesù.

Anche in Indonesia il Kelompok Kerabat Kerja Ibu Teresa - I Thirst Movement, movimento legato alla spiritualità e all’opera di Madre Teresa, ha promosso una novena e una celebrazione eucaristica nella cattedrale di Jakarta per ricordare i 25 anni dalla morte della santa degli ultimi. Il cardinale Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo - che è anche presidente della Conferenza episcopale indonesiana - ha lodato le attività caritative svolte in tutto il Paese da questo movimento in favore favore delle persone più trascurate nello spirito insegnato da Madre Teresa.

La signora Sinta Ekoputri Hidayat, moglie di un noto imprenditore indonesiano e tra le promotrici di questa realtà, racconta ad AsiaNews: “La mia vita è cambiata totalmente quando ho conosciuto Madre Teresa incontrandola personalmente nei bassifondi di Khaligat a Calcutta e osservando da vicino la sua vicinanza nei confronti dei malati più disperati e dei moribondi lungo le strade”.

La stessa esperienza è condivisa dalle signore Threes Suwadji e Widyastuti, responsabili della casa per anziani "Sahabat Baru" (Nuovi Amici) di Giacarta Ovest, istituita dal KKIT-ITM Indonesia per gli anziani abbandonati dalle loro famiglie. “Nel 1973, non avevamo nulla per avviare questo programma di beneficenza se non la buona volontà e il forte desiderio di servire la gente", ricorda la signora Suwadji. Oggi con lo stesso spirito l’opera di Madre Teresa continua anche in tante altre in tutta l’Indonesia.

(ha collaborato Mathias Hariyadi)

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