Modi in Malaysia per ricucire i rapporti: Delhi punta su commercio e semiconduttori
Dopo un anno di tensioni diplomatiche, la visita del premier indiano a Kuala Lumpur il 7 e l'8 febbraio ha segnato un riavvicinamento tra India e Malaysia, che ha portato alla firma di 11 accordi in vari settori. Modi ha anche ricordato l’importanza dei legami con i cittadini di origine indiana, terza comunità etnica in Malaysia. Rilanciati gli investimenti e la cooperazione tecnologica.
Kuala Lumpur (AsiaNews) - La visita del primo ministro indiano Narendra Modi in Malaysia, Paese in maggioranza musulmano, ha segnato un rilancio delle relazioni bilaterali dopo un anno di leggere tensioni. Arrivato a Kuala Lumpur lo scorso fine settimana, Modi ha voluto innanzitutto ricucire i rapporti dopo la cancellazione, all’ultimo momento, di un viaggio previsto a ottobre, in concomitanza con i festeggiamenti per il Diwali, durante il quale avrebbe dovuto partecipare a un vertice dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN).
Tra il 7 e l'8 febbraio, i colloqui con il premier malese, Anwar Ibrahim, hanno portato alla firma di 11 accordi e memorandum d’intesa incentrati su commercio, investimenti, difesa, energia, nuove tecnologie, manifattura avanzata e semiconduttori. In particolare, l’intesa sui semiconduttori rafforza una collaborazione già avviata tra l’IIT Madras Global e l’Advanced Semiconductor Academy of Malaysia.
Le relazioni tra i due Paesi avevano attraversato una fase delicata nel 2025. Sebbene Kuala Lumpur avesse condannato l’attacco terroristico di Pahalgam, Anwar aveva chiesto un’indagine approfondita e auspicato una de-escalation tra India e Pakistan, arrivando a offrirsi come mediatore. Il premier malese aveva poi ospitato a ottobre il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif, irritando New Delhi. La dichiarazione congiunta rilasciata nei giorni scorsi ha però ribadito la condanna “inequivocabile” del terrorismo, incluso quello transfrontaliero, e l’impegno a rafforzare la cooperazione di intelligence multilaterale.
Modi ha inoltre sottolineato l’importanza dei legami tra le persone, definendoli il cuore dell’amicizia “speciale” tra i due Paesi. La comunità indiana in Malaysia è una delle minoranze etniche più importanti e consistenti. Secondo stime ufficiali circa il 6,5-7% dei cittadini malesi è di origine indiana, corrispondente a oltre 2 milioni di persone, mentre considerando anche residenti di origine indiana non cittadini il totale raggiunge circa 2,7-2,9 milioni, pari a circa l’8-9% della popolazione. Gli indiani rappresentano la terza minoranza più numerosa dopo i Bumiputera (principalmente di etnia malese) e i cinesi.
Molti indiani arrivarono in Malaysia durante il periodo coloniale britannico per lavorare nelle piantagioni, nei trasporti e nelle infrastrutture, e tuttora la loro presenza è radicata in molteplici settori della società. La maggioranza è di discendenza tamil, ma sono presenti anche minoranze linguistiche e culturali come telugu, malayala, punjabi e gujarati.
Per gli osservatori, gli accordi appena siglati, il visto elettronico gratuito per turismo e l’introduzione dell’UPI (sistema di pagamento digitale) in Malaysia contribuiranno a rafforzare ulteriormente i legami tra i cittadini dei due Paesi. Lo stesso Modi ha incontrato esponenti politici di origine indiana e leader industriali malesi, invitandoli a investire in India in diversi settori strategici.
Anche la cooperazione nel settore dei semiconduttori potrebbe rivelarsi fondamentale per le aspirazioni dell’India. La Malaysia è tra i principali esportatori mondiali, sesta a livello globale, con un settore che contribuisce per circa il 25% al PIL nazionale. Modi ha evidenziato l’interesse delle imprese indiane a collaborare con Kuala Lumpur, in particolare nel settore della ricerca e della costruzione di impianti di produzione e test.
È stato infine annunciata anche l’apertura di un consolato generale indiano nella capitale malese.
Le due parti hanno scelto di non affrontare pubblicamente questioni sensibili, come la permanenza in Malaysia del predicatore Zakir Naik, ricercato in India con accuse di riciclaggio di denaro e incitamento all’odio. Finora Kuala Lumpur non ha acconsentito all’estradizione malgrado le pressioni diplomatiche. I due Paesi hanno anche evitato di riportare a galla le divergenze su temi come l’accordo commerciale tra ASEAN e India, criticato in passato dai funzionari indiani perché a loro detta sarebbe troppo sbilanciato a favore dei Paesi del sud-est asiatico, che possono esportare con più facilità i loro prodotti di quanto non faccia l’India nel mercato ASEAN.
In prospettiva del vertice BRICS, che l’India presiederà quest’anno, la dichiarazione congiunta rilasciata a fine visita prende atto delle aspirazioni malesi a entrare nel gruppo, a cui partecipa già come Paese partner.
“INDIAN MANDALA" È LA NEWSLETTER DI ASIANEWS DEDICATA ALL'INDIA
VUOI RICEVERLA OGNI VENERDI’ SULLA TUA MAIL? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER A QUESTO LINK
08/01/2020 11:14





