06/08/2004, 00.00
SRI LANKA
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Monaci buddisti contro le leggi anti-conversione

Colombo (AsiaNews/Ucan) – Diversi esponenti buddisti si sono pronunciati contro le leggi anti-conversione. Il monaco buddista Thibbotuwawe Sri Sumangala Mahanayake Thero, della setta Siamese, ha dichiarato al settimanale Ravaya:  "Non è possibile fermare con una legge quei buddisti che vogliano convertirsi ad altre religioni". Il monaco ha invece sottolineato l'importanza di migliorare il livello di vita dei buddisti poveri. Anche Madampagama Assaji Thero, buddista, co-presidente della Fondazione per la pace fra le religioni, si è opposto alle leggi: "Il buddismo promuove e incoraggia la libertà religiosa" afferma Assaji, sottolineando che "le persone devono essere libere non solo di praticare la loro religione, ma anche di cambiarla in base ai propri studi e alla ricerca personale".

La Corte Suprema decide oggi sulla costituzionalità delle proposte di legge. Più di 20 alte personalità religiose si erano rivolte alla Corte per verificarne la costituzionalità. Tra i firmatari della petizione, il vescovo cattolico di Chilaw, mons. Frank Marcus, il presidente dell'Assemblea degli indù di Ceylon, Kandiah Neelakandan, e il membro dell'Assemblea dei teologi musulmani, Maulana Rilwan Rahim.

Nei giorni scorsi circa 3 mila cattolici hanno manifestato nella strade della città di Chilaw contro le leggi. I cristiani temono che possano verificarsi abusi contro la libertà religiosa grazie a queste norme così restrittive.

Una prima proposta di legge contro le conversioni forzate è stata presentata da un parlamentare del partito Jathika Hela Urumaya. In seguito, anche il governo ha stilato una sua bozza. Le leggi prevedono colui che cambia religione e chi ha "facilitato" la conversione devono informare il funzionario governativo locale. L'omissione di tale segnalazione è perseguibile con una pena fino a 5 anni di carcere e una multa di 150 mila rupie (circa 1500 dollari).

Sostenitori buddisti delle leggi, invece, hanno dichiarato che l'iniziativa vuole "controllare le attività dei fondamentalisti cristiani", accusati di attentare alla "millenaria armonia religiosa del Paese".

Lo Sri Lanka conta 19 milioni di abitanti: il 69% sono buddisti, il 15% indù, l'8% musulmani e il 7,5% cristiani.

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