12/01/2022, 11.44
CINA
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Muore negli Usa la moglie dell’attivista Guo Feixiong: Pechino gli ha impedito di vederla

La donna combatteva da tempo un cancro al colon. Invece di permettere al dissidente di raggiungerla, le autorità lo hanno arrestato: è irrintracciabile da quasi un anno. Da studente, Guo ha partecipato alle proteste di Tiananmen. Durante diversi periodi di  prigionia ha subito torture.

Pechino (AsiaNews) – La moglie dell’avvocato per i diritti Guo Feixiong è morta il 10 gennaio negli Usa per un cancro al colon. Ne ha dato notizia Human Rights Watch, ricordando che il governo cinese ha impedito più volte all’attivista di riunirsi con la coniuge.

Circa un anno fa la 55enne Zhang Qing aveva subito un intervento per estirpare il tumore, per poi affrontare la chemioterapia. Guo (il cui vero nome è Yang Maodong) è irrintracciabile dal 28 gennaio 2021, subito dopo che gli agenti di sicurezza dell’aeroporto di Shanghai gli hanno impedito di imbarcarsi per gli Stati Uniti. Poco prima egli aveva inviato una lettera al governo cinese implorandolo di “avere compassione per la gente comune” e permettergli di lasciare la Cina per riunirsi con la moglie morente.

Per protestare contro il divieto di espatrio, il noto dissidente aveva iniziato uno sciopero della fame. Egli è accusato di aver messo in pericolo la sicurezza nazionale. Guo lotta per il rispetto dei diritti umani in Cina dalle proteste di Tiananmen del 1989, quando il regime ha massacrato migliaia di studenti che chiedevano libertà e democrazia.

Arrestato una prima volta nel 2006, Guo ha trascorso 11 anni in prigione. Era finito nel mirino delle autorità per aver aiutato gli abitanti di un villaggio nel Guangdong contro un capo locale del Partito: lo accusavano di essersi arricchito con la vendita illegale della loro terra.

Per aver chiesto al governo di ratificare la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, Guo è tornato in carcere nel 2013. Nel dicembre 2015 l’attivista ha lanciato una profezia contro il Partito: “Continuando a condannare i democratici e chi cerca la giustizia non farete altro che renderli più forti, accelerando la vostra caduta”. Uscito dal carcere nell’agosto del 2019, la polizia lo ha messo sotto costante controllo.

Per sfuggire alle persecuzioni, nel 2009 Zhang era scappata negli Stati Uniti, portando con se i loro due figli. La donna aveva più volte denunciato le torture inflitte al marito in carcere: incatenato mani e piedi al letto per giorni, egli subiva privazioni del sonno e scariche elettriche ai genitali.

Chinese Human Rights Defenders ha definito “crudele e disumano” il trattamento riservato dal governo cinese alla coppia. L’organizzazione umanitaria chiede a Pechino di permettere a Guo di assistere almeno al funerale della moglie.

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