20/02/2026, 11.04
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Olimpiadi: Alysa Liu, la medaglia d'oro che arriva da piazza Tiananmen

La pattinatrice che ha riportato agli Stati Uniti dopo vent'anni il titolo olimpico nella gara del singolo femminile del pattinaggio di figura è la figlia di un dissidente fuggito nel 1989. Nel 2022 la sua famiglia denunciò "attenzioni" da parte di agenti cinesi prima dei Giochi di Pechino. Una storia speculare a quella di Eileen Gu, la stra del freestyle cresciuta in una famiglia della California che ha scelto la Repubblica popolare cinese. 

Milano (AsiaNews/Agenzie) - Ha riportato dopo più di vent’anni negli Stati Uniti la medaglia d’oro del singolo femminile nel pattinaggio di figura, una delle gare più affascinanti delle Olimpiadi invernali. Ma sulla pista di Assago ai Giochi di Milano-Cortina 2016 la ventenne Alysa Liu con il suo sorriso ha portato indirettamente anche il volto dei cinesi costretti a fuggire all’estero dopo il massacro di piazza Tiananmen del 1989. La giovane pattinatrice è infatti la figlia di un ex studente del Sichuan che scelse l’esilio prima a Hong Kong e poi in California per fuggire alla repressione. Anche per questo nelle cronache dai Giochi di Milano-Cprtina 2016 il volto di Alysa Liu è diventato l’alter ego di Eileen Gu, la 22 atlete del freestyle, anche lei nata in una famiglia cinese della California, che fin dai giochi di Pechino 2022 ha scelto di competere sotto la bandiera della Repubblica popolare cinese.

Il legame tra Alysa Liu e il mondo dei dissidenti cinesi non è solo una storia del passato. Nel 2022 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato cinque uomini accusati di agire per conto del governo cinese per aver sorvegliato e intimidito dissidenti cinesi. Tra questi figura anche Arthur Liu, il padre di Alysa, ex attivista pro-democrazia. Secondo lui, anche la figlia sarebbe stata indirettamente presa di mira.

Poco prima delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022 - a cui l’allora sedicenne Alysa già partecipò, classificandosi al sesto posto - un uomo che si presentò come funzionario olimpico statunitense telefonò ad Arthur Liu chiedendo copie via fax dei passaporti della famiglia. Arthur rifiutò, insospettito. In seguito emerse che uno degli uomini arrestati nell’indagine federale sarebbe stato incaricato di sorvegliare la famiglia Liu. Nei documenti giudiziari, Arthur è indicato come “Dissidente 3” e Alysa come “familiare”. La pattinatrice ha raccontato di aver reagito con incredulità alla notizia, chiedendosi se fosse tutto reale, ma ha anche detto che, conoscendo la storia del padre, la cosa in fondo aveva senso.

Nel 1989 Arthur Liu era studente all’Università di Zhongshan a Guangzhou e leader dell’Unione Autonoma degli Studenti Universitari. Organizzò manifestazioni e scioperi della fame a sostegno delle proteste studentesche di Pechino, culminate il 4 giugno nel massacro di Piazza Tiananmen, con centinaia di civili uccisi dall’esercito. Indignato dall’uso della forza contro gli studenti, Arthur continuò a protestare. Interrogato più volte rifiutò di fornire nomi di altri partecipanti, assumendosi la responsabilità delle azioni del movimento. Temendo l’arresto imminente, con l’aiuto di conoscenti fuggì via mare verso Hong Kong, rischiando fino a tre anni di prigione o un campo di lavoro in caso di cattura. Successivamente Arthur si trasferì nel nord della California, dove conseguì una laurea in legge e aprì uno studio legale. Padre single di cinque figli, ha trasmesso ad Alysa una storia di coraggio e perseveranza che la pattinatrice ha scoperto gradualmente, anche attraverso amici e conoscenti.

Dopo aver gareggiato a Pechino nel 2022, la pattinatrice sorprese il mondo dello sport ritirandosi a soli 16 anni: spiegò di voler trascorrere del tempo lontano dalla pista. Quando è tornata alle gare nel 2024, lo ha fatto alle sue condizioni. Ha scelto la musica, ha modellato il proprio allenamento e ha voluto che suo padre facesse un passo indietro rispetto al coinvolgimento quotidiano. Nel 2025 aveva già vinto i Campionati del mondo; ora l’oro olimpico davanti alla campionessa giapponese Kaori Sakamoto è confermato la sua ascesa ai vertici di questo sport.

 

Foto: Di FloweringDagwood - Opera propria, CC BY 4.0

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