16/06/2010, 00.00
KIRGHIZISTAN
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Osh, carri armati dell’esercito riprendono il controllo del sud

Mezzi pesanti pattugliano l'area. Ma la situazione resta tesa. Almeno 700 i morti. Le Nazioni Unite inviano viveri agli oltre 200mila profughi fuggiti in Uzbekistan. Sospetti sull'ex presidente e su suo figlio.

Bishkek (AsiaNews/Agenzie) –  I carri armati dell’esercito kirghiso pattugliano Osh e cercano di mantenere una fragile tregua dopo giorni di scontri tra bande armate nel sud del Paese. Intanto l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati ha detto oggi che ad Andijan è atterrato il primo di sei aerei cargo, che porteranno ciascuno 40 tonnellate di generi di prima necessità per i circa 200mila profughi riparati in Uzbekistan.

L’Onu parla di 75mila profughi, ma altre fonti stimano che oltre 275mila kirghisi sono fuggiti oltre confine, da quando ad aprile è stato deposto il presidente Kurnambek Bakiyev. L’Uzbekistan ha ora chiuso la frontiera e al confine bivaccano centinaia di persone in attesa di poter passare.

Intanto a Osh e in altre grandi città del sud l’esercito ha ripreso il controllo delle strade, dove ancora ci sono carcasse di auto arse, negozi incendiati e barricate (nella foto: barricate davanti a una pompa di benzina), dopo giorni di violenze senza legge. Su alcune case spiccano scritte in vernice rossa come: “Morte agli uzbeki”. Il dato ufficiale è di 179 morti ma Roza Otunbayeva, presidente del governo provvisorio, ha parlato di almeno 700. Anche Christian Cardon, portavoce della Croce Rossa, parla di “alcune centinaia” di morti.

La tensione resta al massimo, anche perché molti ritengono che i gruppi armati dei giorni scorsi siano riferibili anche alla criminalità locale, che secondo alcuni godeva di protezioni nel precedente governo e che ora non vuole perdere il controllo del territorio. Rupert Colville, portavoce dell’Alto Commissario Onu per i Diritti umani, parla di una “situazione di estremo pericolo per la composizione etnica di questa parte del Kirghizistan”, con circa 80 gruppi etnici diversi, e dice che ci sono prove che la violenza è stata coordinata ed è esplosa con almeno 5 attacchi simultanei il 10 giugno a Osh di uomini col volto coperto.

Anche Almazbek Atambayev, vicepremier del governo provvisorio, parla di “un’operazione pianificata con attenzione” da seguaci di Bakiyev, mirante a impedire il referendum del 27 giugno sulla nuova Costituzione. Comunque l’ex presidente, riparato in Bielorussia, nega alcun coinvolgimento. Fonti locali indicano come organizzatore dei disordini Maxim Bakiyev, figlio dell'ex presidente. Egli è stato arrestato il 14 giugno appena sceso con un aereo privato all'aeroporto di Fernborough nell'Hampshire (Gran Bretagna). La Otunbayeva ha annunciato che ne chiederà l'estradizione per processarlo perché ci sono "prove di delitti".

Etnici uzbeki accusano a loro volta il governo provvisorio di avere imposto una severa censura di fatto ai media per non far sentire le loro ragioni e di avere chiesto di non parlare di conflitto interetnico perché sarebbe “chiaro” che invece promuove interessi politici contro lo stesso governo.

Il Kirghizistan ha una grande importanza strategica, pressato tra Russia, Afghanistan e Cina. Stati Uniti e Russia hanno entrambi una base aerea nel Paese, ad aprile hanno dato 50milioni di dollari al governo provvisorio ma non sembrano voler dargli ora aiuto militare. Secondo l’Air Force Usa, ieri i suoi militari hanno portato viveri e carburante alla zona dei disordini.

Esperti prevedono che simili disordini possono avere gravi ripercussioni sull’economia statale già in difficoltà. Il Paese riceve circa il 40% del proprio reddito tramite le rimesse dei lavoratori migranti in Russia e Kazakistan, la paga mensile media a gennaio era di circa 132 dollari, meno di 160 euro. Circa un terzo della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà.

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