Pakistan: Corte costituzionale convalida matrimonio tra musulmano e cristiana 13enne
Riconosciuto il matrimonio di Maria Bibi di Lahore, dopo una presunta conversione all’Islam. Respinto il ricorso del padre che ne chiedeva il rilascio. Indignazione tra attivisti e Chiesa locale. Vescovo di Faisalabad denuncia lacune nella legge: chieste riforme urgenti per fissare a 18 anni l’età per le nozze e rafforzare la tutela delle minorenni.
Lahore (AsiaNews) - La Corte costituzionale federale del Pakistan, presieduta dal giudice Syed Hasan Azhar Rizvi, ha riconosciuto la validità del matrimonio tra Maria Bibi, 13enne cristiana, e un uomo musulmano identificato come Shehryar Ahmad. La stessa Corte ha anche respinto l’istanza di habeas corpus - per la tutela della libertà personale - presentata dal padre della giovane, che chiedeva il suo rilascio.
Nella sentenza, la Corte ha reputato nulla l’istanza del padre Shahbaz Masih, cristiano residente a Lahore, che chiedeva il rilascio della figlia, sostenendo che fosse minorenne e trattenuta illegalmente dopo aver contratto un matrimonio non valido. D’altra parte, un collegio di due giudici ha ritenuto che la donna, che aveva abbracciato l’Islam, fosse maggiorenne e quindi sotto la legittima custodia del marito.
Shahbaz Masih aveva presentato un ricorso ai sensi della Sezione 491 del Codice di Procedura Penale (CrPC) dinanzi a un giudice di sessione aggiuntivo (ASJ) di Lahore, chiedendo il suo rilascio, ma il ricorso era stato respinto il 9 ottobre 2025, poiché il tribunale aveva tenuto conto delle dichiarazioni della ragazzina rese sia davanti al magistrato sia a un giudice di pace. Anche un altro ricorso era stato respinto dall’Alta Corte di Lahore (LHC) il 17 ottobre 2025, spingendo il padre a rivolgersi alla Corte costituzionale federale.
Il ricorrente ha presentato una denuncia ai sensi degli articoli 363 e 365-B del Codice penale pakistano, denunciando un rapimento. Tuttavia, nel corso delle indagini, Maria Bibi è comparsa dinanzi a un magistrato e ha reso una dichiarazioneaffermando di aver sposato Shehryar Ahmad di sua spontanea volontà e di non essere stata rapita.
La Corte costituzionale federale (FCC) ha inoltre osservato che Maria Bibi aveva abbracciato l’Islam e ha sottolineato che per la conversione non erano richiesti rituali formali oltre alla dichiarazione di fede. La Corte ha accettato una dichiarazione giurata allegata al Nikahnama - contratto matrimoniale islamico tradizionale - e un certificato del Darul-Afta Ahle-Sunnat - centro religioso sunnita - come prova sufficiente della sua conversione.
P. Shahzad Arshad, direttore dell’ufficio Commissione per la Giustizia e la Pace dell’arcidiocesi di Karachi, ha detto: “Esprimo la mia profonda preoccupazione e condanno fermamente la recente decisione del tribunale nel caso della tredicenne cristiana Maria Shahbaz, e chiedo alle autorità giudiziarie di rivedere la loro decisione”. E ancora: “In una società giusta e sicura, ogni cittadino dovrebbe ricevere protezione e giustizia senza alcuna discriminazione; è fondamentale che le indagini sui presunti casi di conversioni forzate e matrimoni di minori siano condotte con serietà e trasparenza, nel rispetto delle garanzie costituzionali”.
Profonda preoccupazione è stata espressa anche dal vescovo di Faisalabad, mons. Indrias Rahmat, unita a quella della Commissione nazionale per la giustizia e la pace (NCJP). In una dichiarazione hanno sottolineato le lacune nell’attuale quadro giuridico, tra cui l’assenza di disposizioni esplicite che dichiarino nulli i matrimoni infantili, la natura non obbligatoria della registrazione del matrimonio e la mancanza di chiare linee guida giuridiche relative alla custodia di bambine e ragazze minorenni.
Alla luce di queste preoccupazioni, il vescovo Indrias Rehmat e la Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Faisalabad invitano congiuntamente il governo del Pakistan e il Parlamento ad adottare misure legislative immediate per dichiarare il matrimonio infantile giuridicamente nullo e invalido, fissare l’età minima legale per contrarre matrimonio a 18 anni, garantire che l’affidamento delle ragazze minorenni rimanga esclusivamente ai genitori o a istituzioni riconosciute per la tutela dei minori. Si chiede anche di rendere obbligatoria l’indagine giudiziaria e la registrazione del matrimonio, applicando sanzioni severe a officiante, testimoni e facilitatori coinvolti in eventuali violenze.
Anche l'organizzazione della Minority Rights March di Karachi ha dichiarato di essere sconvolta e indignata per l’ordinanza emessa da un collegio di due giudici della Corte costituzionale federale. Sottolineando che Maria è vittima dei reati di rapimento e matrimonio infantile, e potrebbe inoltre essere costantemente esposta ad altri crimini efferati da parte del suo rapitore.
Danny Waqas, attivista per i diritti umani, ha dichiarato: “Desidero esprimere la mia preoccupazione riguardo alla recente sentenza del tribunale che consente agli uomini musulmani di sposare donne cristiane. Se tali matrimoni interreligiosi sono consentiti, allora l’equità e l’uguaglianza dovrebbero valere per tutti. Sorge spontanea una domanda: se gli uomini musulmani possono sposare donne cristiane, perché agli uomini cristiani non è consentito, allo stesso modo, sposare donne musulmane? La vera libertà religiosa dovrebbe basarsi sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sulla libera scelta, non su permessi unilaterali”.





