31/03/2026, 12.07
PAKISTAN
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Pakistan: Corte costituzionale convalida matrimonio tra musulmano e cristiana 13enne

di Shafique Khokhar

Riconosciuto il matrimonio di Maria Bibi di Lahore, dopo una presunta conversione all’Islam. Respinto il ricorso del padre che ne chiedeva il rilascio. Indignazione tra attivisti e Chiesa locale. Vescovo di Faisalabad denuncia lacune nella legge: chieste riforme urgenti per fissare a 18 anni l’età per le nozze e rafforzare la tutela delle minorenni.

Lahore (AsiaNews) - La Corte costituzionale federale del Pakistan, presieduta dal giudice Syed Hasan Azhar Rizvi, ha riconosciuto la validità del matrimonio tra Maria Bibi, 13enne cristiana, e un uomo musulmano identificato come Shehryar Ahmad. La stessa Corte ha anche respinto l’istanza di habeas corpus - per la tutela della libertà personale - presentata dal padre della giovane, che chiedeva il suo rilascio.

Nella sentenza, la Corte ha reputato nulla l’istanza del padre Shahbaz Masih, cristiano residente a Lahore, che chiedeva il rilascio della figlia, sostenendo che fosse minorenne e trattenuta illegalmente dopo aver contratto un matrimonio non valido. D’altra parte, un collegio di due giudici ha ritenuto che la donna, che aveva abbracciato l’Islam, fosse maggiorenne e quindi sotto la legittima custodia del marito.

Shahbaz Masih aveva presentato un ricorso ai sensi della Sezione 491 del Codice di Procedura Penale (CrPC) dinanzi a un giudice di sessione aggiuntivo (ASJ) di Lahore, chiedendo il suo rilascio, ma il ricorso era stato respinto il 9 ottobre 2025, poiché il tribunale aveva tenuto conto delle dichiarazioni della ragazzina rese sia davanti al magistrato sia a un giudice di pace. Anche un altro ricorso era stato respinto dall’Alta Corte di Lahore (LHC) il 17 ottobre 2025, spingendo il padre a rivolgersi alla Corte costituzionale federale. 

Il ricorrente ha presentato una denuncia ai sensi degli articoli 363 e 365-B del Codice penale pakistano, denunciando un rapimento. Tuttavia, nel corso delle indagini, Maria Bibi è comparsa dinanzi a un magistrato e ha reso una dichiarazioneaffermando di aver sposato Shehryar Ahmad di sua spontanea volontà e di non essere stata rapita.

La Corte costituzionale federale (FCC) ha inoltre osservato che Maria Bibi aveva abbracciato l’Islam e ha sottolineato che per la conversione non erano richiesti rituali formali oltre alla dichiarazione di fede. La Corte ha accettato una dichiarazione giurata allegata al Nikahnama - contratto matrimoniale islamico tradizionale - e un certificato del Darul-Afta Ahle-Sunnat - centro religioso sunnita - come prova sufficiente della sua conversione.

P. Shahzad Arshad, direttore dell’ufficio Commissione per la Giustizia e la Pace dell’arcidiocesi di Karachi, ha detto: “Esprimo la mia profonda preoccupazione e condanno fermamente la recente decisione del tribunale nel caso della tredicenne cristiana Maria Shahbaz, e chiedo alle autorità giudiziarie di rivedere la loro decisione”. E ancora: “In una società giusta e sicura, ogni cittadino dovrebbe ricevere protezione e giustizia senza alcuna discriminazione; è fondamentale che le indagini sui presunti casi di conversioni forzate e matrimoni di minori siano condotte con serietà e trasparenza, nel rispetto delle garanzie costituzionali”.

Profonda preoccupazione è stata espressa anche dal vescovo di Faisalabad, mons. Indrias Rahmat, unita a quella della Commissione nazionale per la giustizia e la pace (NCJP). In una dichiarazione hanno sottolineato le lacune nell’attuale quadro giuridico, tra cui l’assenza di disposizioni esplicite che dichiarino nulli i matrimoni infantili, la natura non obbligatoria della registrazione del matrimonio e la mancanza di chiare linee guida giuridiche relative alla custodia di bambine e ragazze minorenni. 

Alla luce di queste preoccupazioni, il vescovo Indrias Rehmat e la Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Faisalabad invitano congiuntamente il governo del Pakistan e il Parlamento ad adottare misure legislative immediate per dichiarare il matrimonio infantile giuridicamente nullo e invalido, fissare l’età minima legale per contrarre matrimonio a 18 anni, garantire che l’affidamento delle ragazze minorenni rimanga esclusivamente ai genitori o a istituzioni riconosciute per la tutela dei minori. Si chiede anche di rendere obbligatoria l’indagine giudiziaria e la registrazione del matrimonio, applicando sanzioni severe a officiante, testimoni e facilitatori coinvolti in eventuali violenze. 

Anche l'organizzazione della Minority Rights March di Karachi ha dichiarato di essere sconvolta e indignata per l’ordinanza emessa da un collegio di due giudici della Corte costituzionale federale. Sottolineando che Maria è vittima dei reati di rapimento e matrimonio infantile, e potrebbe inoltre essere costantemente esposta ad altri crimini efferati da parte del suo rapitore.

Danny Waqas, attivista per i diritti umani, ha dichiarato: “Desidero esprimere la mia preoccupazione riguardo alla recente sentenza del tribunale che consente agli uomini musulmani di sposare donne cristiane. Se tali matrimoni interreligiosi sono consentiti, allora l’equità e l’uguaglianza dovrebbero valere per tutti. Sorge spontanea una domanda: se gli uomini musulmani possono sposare donne cristiane, perché agli uomini cristiani non è consentito, allo stesso modo, sposare donne musulmane? La vera libertà religiosa dovrebbe basarsi sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sulla libera scelta, non su permessi unilaterali”.

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