07/06/2026, 14.23
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Papa, Corpus Domini a Madrid: 'Nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello'

Nel secondo giorno in Spagna, Leone XIV ha presieduto la Messa in Plaza de Cibeles, con oltre un milione di persone. Processioni non siano "sopravvivenza folkloristica", ma "presenza del Signore Risorto". Gesù "non rimane chiuso nel tempio, ma esce incontro a noi". Abbandonare una "fede comoda e privata" per "uscire sulle strade della vita". Ieri sera, la veglia con i giovani: "Siate scintilla di un’umanità nuova". 

Madrid (AsiaNews) - Il viaggio apostolico di papa Leone XIV in Spagna - dove è giunto ieri con un volo da Roma - continua con la Santa Messa di oggi, solennità del Corpus Domini, in Plaza de Cibeles a Madrid. Prevost ha celebrato “con il cuore colmo di gioia” davanti a oltre un milione di persone. Guidando, al termine della celebrazione, la processione per le strade della città. “Solenni processioni” hanno per secoli plasmato la vita del popolo spagnolo. “Non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico: qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto”, ha detto.

Nell’omelia il papa ha ricordato che Cristo si dona “come alimento” nella Messa, ma la processione rammenta che “non rimane chiuso nel tempio ma, anzi, esce incontro a noi. Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana”. Così, si fa vicino al popolo, come “consolazione dei deboli, luce per le famiglie, speranza per i più fragili, pace per chi soffre. Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”, ha affermato.

Allora, uscire all’aperto per portare l’ostensorio per le strada assume un significato profondo, che riguarda tutte le persone. Ovvero, per l’opportunità di lasciarsi abbandonare “dall’egoismo, dall’indifferenza, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo”. Per questo la solennità del Corpus Domini non dev’essere solamente “un ricordo nostalgico”, ma “un invito per l’oggi”. Anche per “non cadere nella tentazione di affidarsi ad altri idoli e nutrirsi di un pane che non sazia”.

Il papa, dalla celebre Plaza de Cibeles, ha affidato quindi una “consegna” alla Spagna, affinché la religiosità che da secoli la anima “non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi”. “Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello”, ha detto. Ma anche una scuola che insegni “la gratuità dell’amore”, per apprendere che “Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società”, ha continuato.

Nell’omelia di oggi Leone XIV ha ricordato lo spagnolo San Manuel González, conosciuto come “il vescovo dei Tabernacoli abbandonati”. “La sua vita ricorda che l’Eucaristia non può essere onorata soltanto nelle grandi celebrazioni o in modo occasionale, ma anche nella fedeltà silenziosa di chi accompagna il Signore quando sembra dimenticato e in un’amicizia umile e discreta che si alimenta di giorno in giorno”, ha detto, ricordando poi alcuni versi di San Giovanni della Croce.

Infine, il papa ha invitato a tornare a Gesù “con amore sincero”. “Lasciamo che Egli disseti le aridità del nostro cuore, per uscire poi sulle strade della vita e della storia e portare tra la gente questa corrente di acqua fresca, corrente di amore, di pace, di giustizia e di gioia”. Accostandosi all’Eucaristia non per chiudersi in una “devozione privata”, ma per “irrigare” tutte le persone che s’incontrano, in particolare coloro che soffrono e sono senza speranza

Ieri sera, al termine del primo giorno del viaggio apostolico - che, oltre a Madrid, lo condurrà a Barcellona e alle Canarie -, papa Leone ha presieduto la veglia in Plaza de Lima a Madrid, davanti a oltre 600mila persone. Prevost ha risposto alla domande dei giovani, ricordando anche gli anni di missione in Perù, in mezzo a un popolo “segnato da molte difficoltà, ma pieno di speranza”. “È stato proprio l’incontro con le ferite e le gioie del popolo a farmi crescere nel cammino di sequela di Gesù. Mentre lo annunciavo, anch’io venivo trasformato dal Vangelo”. “Ho visto come la Parola di Dio possa trasformare il conflitto in pace, possa essere fonte di riconciliazione”.

Nelle sue parole, Prevost ha ricordato anche l’importanza del silenzio. “Liberandoci dal frastuono di mille voci, riconosciamo che alcune illudono i nostri desideri, altre ci comprano senza nutrirci, altre parlano per tornaconto. Nel silenzio capiamo che le ideologie passano, mentre la verità resta”, ha detto. Invitando i giovani a cercare “sempre” la verità, anche nei “social”. “Dio è la Verità, e se qualcosa vi allontana da Dio, non è vero. Non dimenticatelo”, ha affermato.

Invitando i giovani presenti, così come coloro che erano in ascolto, a discernere la propria verità. “Non abbiate mai paura di pensare a una vocazione alla vita sacerdotale, alla vita religiosa o ad altri servizi nella Chiesa!”. Ricordando che “anche il matrimonio è una vocazione. Non abbiate paura del matrimonio e di mettere su famiglia!”, ha detto.

“Vedendo voi, cari giovani, pieni di questo entusiasmo contagioso motivato dalla fede, penso con speranza alla capacità che avete di testimoniare Cristo nel mondo, inclusa la realtà digitale, per comunicare i valori e la bellezza del Vangelo”, ha aggiunto. “Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna, siate voi stessi scintilla di un’umanità nuova”.

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