Papa: 'Quaresima sia tempo di incontro con Cristo, attraverso opere di misericordia'
Oggi, Mercoledì delle Ceneri, Leone XIV sulla Quaresima: "Conduca a una vera conversione". Per giungere "interiormente rinnovati" alla Pasqua, "rivelazione suprema dell'amore di Dio". La catechesi sulla Lumen gentium: nella liturgia "diversità sono relativizzate". "Amore di Cristo ha abbattuto il muro di separazione tra persone e gruppi sociali".
Città del Vaticano (AsiaNews) - “Accogliere con cuore aperto le grazie [del Signore] che ci vuole donare in questo tempo di Quaresima, affinché possano portare frutti abbondanti di salvezza per noi e per i fratelli”. Oggi, Mercoledì delle Ceneri, Leone XIV all’udienza generale in piazza San Pietro ha ricordato l’inizio della Quaresima nei saluti rivolti ai fedeli nelle diverse lingue. Dopo i saluti ai tedeschi, ha detto ai pellegrini di lingua portoghese: “Con questa giornata di digiuno e preghiera, iniziamo il nostro cammino”. “Il Signore […] ci conduca ad una vera conversione”.
Prevost ha rivolto come di consueto un pensiero a giovani, malati e sposi novelli: “All’inizio della Quaresima vi esorto a vivere con intenso spirito di preghiera questo tempo liturgico per giungere, interiormente rinnovati, alla celebrazione del grande mistero della Pasqua di Cristo, rivelazione suprema dell’amore misericordioso di Dio”. Si è rivolto anche ai fedeli polacchi, nel 95esimo anniversario della prima apparizione a Santa Faustina Kowalska. “Quaresima sia un tempo di incontro con Cristo attraverso il Sacramento della Penitenza e le opere di misericordia”, ha detto.
Il pontefice darà avvio al cammino quaresimale verso la Pasqua (che sarà domenica 5 aprile 2026) oggi pomeriggio, con la processione dalla chiesa romana di Sant’Anselmo alla Basilica di Santa Sabina. E la Santa Messa da lui presieduta con la benedizione e l’imposizione delle ceneri, prevista alle ore 17 di oggi.
In apertura di udienza, papa Prevost ha continuato il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, incentrando la riflessione odierna sulla costituzione dogmatica Lumen gentium, promulgata da Paolo VI nel 1964. Con essa, la Chiesa si è premurata di spiegare da dove proviene la sua “origine”. Lo fa scegliendo il termine “mistero”, traendolo dalle Lettere di San Paolo. Con esso, l’Apostolo delle Genti volle “indicare una realtà che prima era nascosta e ora è stata rivelata”, ha detto Leone XIV.
“Si tratta del disegno di Dio che ha uno scopo: unificare tutte le creature grazie all’azione riconciliatrice di Gesù Cristo, azione che si è attuata nella sua morte in croce”, ha aggiunto. Ciò si sperimenta nell’assemblea riunita per la celebrazione liturgica, dove “le diversità sono relativizzate, ciò che conta è trovarsi insieme perché attratti dall’Amore di Cristo, che ha abbattuto il muro di separazione tra persone e gruppi sociali”, ha detto Leone XIV.
“La condizione dell’umanità è una frantumazione che gli esseri umani non sono in grado di riparare, benché la tensione verso l’unità abiti il loro cuore”, ha affermato il papa. “In questa condizione si inserisce l’azione di Gesù Cristo, il quale, mediante lo Spirito Santo, vince le forze della divisione e il Divisore stesso”. E ancora: “Trovarsi insieme a celebrare, avendo creduto all’annuncio del Vangelo, è vissuto come attrazione esercitata dalla croce di Cristo[…]; è sentirsi convocati insieme da Dio”.
Questa “convocazione” non è destinata a un gruppo ristretto di persone, “ma è destinata a diventare esperienza di tutti gli esseri umani”, ha aggiunto. A tal proposito, all’inizio della Lumen gentium, si afferma: “La Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”. “Sacramento” indica “che la Chiesa è nella storia dell’umanità espressione di quanto Dio vuol realizzare”; in essa vi è il “disegno di Dio”, il “mistero”.





