23/12/2018, 12.07
VATICANO
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Papa: Appello per l’Indonesia colpita da un nuovo tsunami

Il disastro avvenuto fra Java e Sumatra. “Solidarietà e il sostegno della Comunità Internazionale”. “Il Vangelo della visita di Maria ad Elisabetta ci prepara a vivere bene il Natale, comunicandoci il dinamismo della fede e della carità”. “Vivere un Natale estroverso, ma non disperso: al centro non ci sia il nostro ‘io’, ma il Tu di Gesù e il tu dei fratelli”. Un pensiero per “tutti coloro che sono lontani dalla loro famiglia e dalla loro terra”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il “pensiero” e la preghiera di papa Francesco sono per le “popolazioni dell’Indonesia, colpite da violente calamità naturali, che hanno causato gravi perdite in vite umane, numerosi dispersi e senzatetto e ingenti danni materiali”. Stamane verso le 4 (ora di Jakarta) un’eruzione e delle frane sottomarine hanno causato uno tsunami nel Sanda Strait che collega l’isola di Java e quella di Sumatra. Il bilancio provvisorio è di oltre 160 morte e quasi 800 feriti.

Parlando oggi ai pellegrini dopo la preghiera dell’Angelus in piazza san Pietro, Francesco ha aggiunto: “Invito tutti ad unirsi a me nella preghiera per le vittime e i loro cari. Sono spiritualmente vicino agli sfollati e a tutte le persone provate, implorando da Dio sollievo nella loro sofferenza. Faccio appello perché non manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità Internazionale”. E subito dopo ha invitato i pellegrini a recitare un'Ave Maria.

In precedenza, il pontefice si è soffermato sul vangelo della domenica (4a di Avvento, C, Luca 1,39-45), che racconta l’incontro fra Maria ed Elisabetta.

“Questo episodio – ha spiegato - ci aiuta a leggere con una luce del tutto particolare il mistero dell’incontro dell’uomo con Dio. Un incontro che non è all’insegna di strabilianti prodigi, ma piuttosto all’insegna della fede e della carità. Maria, infatti, è beata perché ha creduto: l’incontro con Dio è frutto della fede. Zaccaria invece, che non ha creduto, è rimasto sordo e muto, per crescere nella fede durante il lungo silenzio: senza fede si resta inevitabilmente sordi alla voce consolante di Dio; e si resta incapaci di pronunciare parole di consolazione e di speranza per i nostri fratelli”.

“La fede, a sua volta, si alimenta nella carità. L’evangelista racconta che «Maria si alzò e andò in fretta» (v. 39) da Elisabetta. ‘Si alzò’: un gesto pieno di premura. Avrebbe potuto rimanere a casa per preparare la nascita di suo figlio, invece si preoccupa prima degli altri che di sé stessa, dimostrando nei fatti di essere già discepola di quel Signore che porta in grembo. L’evento della nascita di Gesù è cominciato così, con un semplice gesto di carità; del resto, la carità autentica è sempre frutto dell’amore di Dio”.

“Il Vangelo della visita di Maria ad Elisabetta ci prepara a vivere bene il Natale, comunicandoci il dinamismo della fede e della carità. Questo dinamismo è opera dello Spirito Santo: lo Spirito d’Amore che fecondò il grembo verginale di Maria e che la spinse ad accorrere al servizio dell’anziana parente. Un dinamismo pieno di gioia, come si vede nell’incontro tra le due madri, che è tutto un inno di gioiosa esultanza nel Signore, che compie grandi cose con i piccoli che si fidano di Lui.  La Vergine Maria ci ottenga la grazia di vivere un Natale estroverso, ma non disperso: al centro non ci sia il nostro ‘io’, ma il Tu di Gesù e il tu dei fratelli, specialmente di quelli che hanno bisogno di una mano. Allora lasceremo spazio all’Amore che, anche oggi, vuole farsi carne e venire ad abitare in mezzo a noi”.

Dopo l’appello per l’Indonesia, sottolineando la bellezza del ritrovarsi in famiglia durante le feste di Natale, Francesco ha avuto un pensiero per “tutti coloro che sono lontani dalla loro famiglia e dalla loro terra”.  “Cari fratelli e sorelle – ha detto - il nostro Padre celeste non vi dimentica e non vi abbandona. Se siete cristiani, vi auguro di trovare nella Chiesa una vera famiglia, dove sperimentare il calore dell’amore fraterno. E a tutti che sono lontani dalle loro famiglie, cristiani e non cristiani, dico: le porte della comunità cristiana sono aperte, Gesù nasce per tutti e dona a tutti l’amore di Dio”.

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