16/08/2020, 12.47
VATICANO
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Papa: La ‘fede grande’ della donna cananea, una 'pagana'

Portare “la propria storia, segnata anche dalle ferite, ai piedi del Signore domandando a Lui di guarirla, di darle un senso”. Il ricordo del Libano e della Bielorussia: “Faccio appello al dialogo, al rifiuto della violenza e al rispetto della giustizia e del diritto”. Anche durante le ferie, ricordarsi di “tante famiglie che non hanno il lavoro, che lo hanno perso e non hanno da mangiare”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel commentare il vangelo di oggi (Matteo 15,21-28) davanti ai pellegrini radunati in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus, papa Francesco si è soffermato sull’esclamazione di Gesù alla cananea che gli chiede con insistenza che Egli guarisca sua figlia: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri” (v. 28).

Francesco ha spiegato: “Quale è la fede grande? La fede grande è quella che porta la propria storia, segnata anche dalle ferite, ai piedi del Signore domandando a Lui di guarirla, di darle un senso”.

Poi con un lungo intervento a braccio, Francesco ha aggiunto: “Ognuno di noi ha la propria storia e non sempre è una storia pulita; tante volte è una storia difficile, con tanti dolori, tanti guai e tanti peccati. Cosa faccio, io, con la mia storia? La nascondo? No! Dobbiamo portarla davanti al Signore: “Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi!”. Questo è quello che ci insegna questa donna, questa brava madre: il coraggio di portare la propria storia di dolore davanti a Dio, davanti a Gesù; toccare la tenerezza di Dio, la tenerezza di Gesù. Facciamo, noi, la prova di questa storia, di questa preghiera: ognuno pensi alla propria storia. Sempre ci sono delle cose brutte in una storia, sempre. Andiamo da Gesù, bussiamo al cuore di Gesù e diciamoGli: “Signore, se Tu voi, puoi guarirmi!”. E noi potremo fare questo se abbiamo sempre davanti a noi il volto di Gesù, se noi capiamo come è il cuore di Cristo: un cuore che ha compassione, che porta su di sé i nostri dolori, che porta su di sé i nostri peccati, i nostri sbagli, i nostri fallimenti.

Ma è un cuore che ci ama così, come siamo, senza trucco. “Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi!”. E per questo è necessario capire Gesù, avere familiarità con Gesù. E torno sempre al consiglio che vi do: portate sempre un piccolo Vangelo tascabile e leggete ogni giorno un passo. Portate il Vangelo: nella borsa, nella tasca e anche nel telefonino, per vedere Gesù. E lì troverete Gesù come Lui è, come si presenta; troverete Gesù che ci ama, che ci ama tanto, che ci vuole tanto bene. Ricordiamo la preghiera: “Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi!”. Bella preghiera. Il Signore ci aiuti, tutti noi, a pregare queste bella preghiera che ci insegna una donna pagana: non cristiana, non ebrea, ma pagana.

La Vergine Maria interceda con la sua preghiera, perché cresca in ogni battezzato la gioia della fede e il desiderio di comunicarla con la testimonianza di una vita coerente, che ci dia il coraggio di avvicinarci a Gesù e dirGli: “Signore, se Tu vuoi, puoi guarirmi!”.

 

Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco ha ricordato la drammatica situazione del Libano, ma si è soffermato in particolare a quella della Bielorussia, dove continuano ad esserci manifestazioni che contestano il risultato delle elezioni che ha dato la vittoria ad Alexandr Lukashenko per il sesto mandato. Nei giorni scorsi si sono avuti scontri, arresti e la morte di alcuni manifestanti. All’opposizione che lo accusa di brogli, Lukashenko risponde con l’accusa che le dimostrazioni sono organizzate da potenze straniere.

“Seguo – ha detto Francesco - con attenzione la situazione post-elettorale in questo Paese e faccio appello al dialogo, al rifiuto della violenza e al rispetto della giustizia e del diritto. Affido tutti i bielorussi alla protezione della Madonna, regina della pace”.

Un ultimo pensiero, il papa lo ha dedicato a chi è in vacanza. “Questi giorni – ha detto - sono giorni di ferie: possano essere un tempo per ritemprare il corpo, ma anche lo spirito mediante momenti dedicati alla preghiera, al silenzio e al contatto distensivo con la bellezza della natura, dono di Dio. Questo non ci faccia dimenticare i problemi che ci sono per il Covid: tante famiglie che non hanno il lavoro, che lo hanno perso e non hanno da mangiare. Le nostre pause estive siano anche accompagnate dalla carità e dalla vicinanza a queste famiglie”.

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