Papa: 'Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza'
Leone XIV dopo l'Angelus ricorda Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu Diệp (1897-1946), sacerdote beatificato il 2 luglio in Vietnam, ucciso "in odio alla fede". "Sua intercessione sostenga chi vive la persecuzione". Rinnovata la vicinanza alla popolazione del Venezuela. Il commento al Vangelo: "Stile di Dio è rivelarsi ai piccoli".
Città del Vaticano (AsiaNews) - Alle 12 di oggi papa Leone XIV si è affacciato dal Palazzo Apostolico Vaticano per il primo Angelus di luglio. Dopo la preghiera mariana, il pontefice ha ricordato Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu Diệp (1897-1946), sacerdote beatificato il 2 luglio in Vietnam, nel Santuario di Tac Say. Il beato, ucciso "in odio alla fede", offrì la sua vita in cambio della morte di oltre settanta persone, arrestate e rinchiuse dai miliziani caodaisti.
"In un contesto di prevaricazione e di violenza, si pose come difensore dei diritti della gente e non abbandonò i suoi parrocchiani", ha esclamato stamane il papa. "La sua intercessione e la sua preghiera sostengano gli operai del Vangelo che anche oggi si trovano in situazioni di persecuzione".
Prevost, salutando i pellegrin in piazza San Pietro del Coro dell’Università di Mérida, in Venezuela, ha espresso rinnovata vicinanza alla popolazione colpita da terribili sismi. "Ricordo sempre nelle mie preghiere le vittime del terremoto e tutto il popolo venezuelano: che il Signore lo sostenga in questo momento così difficile".
Prima della recita dell'Angelus, il papa ha commentato come di consueto il Vangelo del giorno (Mt 11,25-30). Ad ascoltare la sua riflessione sulla sapienza di Gesù erano circa 18mila persone fedeli, raccolte in piazza San Pietro. Leone XIV ha parlato dello "stile" di Dio: "Rivelarsi 'ai piccoli', mentre resta nascosto 'ai sapienti e ai dotti'". Questi ultimi "non riconoscono la presenza di Cristo": la "sapienza umana" è segnata da "arroganza" e "superbia".
Invece, la sapienza di Dio è altra. Si rivela "nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica". Così come recita il versetto 28: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi". Andare a Lui "significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce", ha spiegato. "Il dono di sé per amore è [...] la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti".
Il papa ha quindi affermato che il "peso" della croce può essere "leggero" e "dolce". Ma come è possibile? "Perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura", ha detto. Nella "passione" di Gesù, la "stanchezza mortale" dell'umanità trova "conforto e riscatto".
"Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza".
31/05/2026 13:50




