Papa: garantire stato di diritto in Venezuela. Prevalga il bene del popolo
Leone XIV all'Angelus sugli sviluppi in America Latina: "Superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace". Auspicato rispetto di "diritti umani e civili". Sul Giubileo 2025 che chiude tra due giorni: "Speranza è incarnazione di Dio", che chiede "promozione della fraternità e della comunione".
Città del Vaticano (AsiaNews) - Oggi, prima domenica del 2026, a due giorni dalla chiusura del Giubileo 2025, papa Leone XIV si è affacciato alle 12 per la recita dell’Angelus su una piazza San Pietro coperta di nuvole. Nel commento alla Parola del giorno, Prevost ha ricordato che “fondamento della nostra speranza” - tema che ha accompagnato l’Anno Santo - “è l’incarnazione di Dio”. Poi, guardando ad alcune ferite del mondo - l’attacco statunitense al Venezuela e la strage a Cras-Montana, Svizzera - ha invitato “ad avere fede nel Dio della pace”; pregando ed essendo “solidali con le popolazioni che soffrono a causa delle guerre”.
Il pontefice ha affermato di seguire con “animo colmo di preoccupazione” il recente sviluppo in Venezuela - l’attacco Usa e la coincidente cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, che ora si trovano a New York. Il papa ha sottolineato che è “il bene dell’amato popolo venezuelano” a dover prevalere “sopra ogni altra considerazione” nella transizione attuale. L’auspicio di Leone XIV è che tale priorità induca “a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto”.
Uno stato di diritto, com’è “inscritto nella Costituzione” venezuelana, ha aggiunto. Sottolineando che strade di giustizia e pace prevedono il rispetto di “diritti umani e civili di ognuno e di tutti”. E un lavoro “per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”. Il papa ha chiesto preghiere per la difficile situazione, affidandosi all’intercessione della Madonna di Coromoto e dei santi José Gregorio Hernández e Suor Carmen Rendiles. Figure di grande devozione popolare in Venezuela.
Leone XIV, prima della recita della preghiera mariana, ha espresso vicinanza “a quanti sono nel dolore” a causa della tragedia a Crans-Montana, Svizzera. “Assicuro la preghiera per i giovani defunti, per i feriti e per i loro familiari”, ha affermato. È di 47 persone morte e oltre 100 ferite il bilancio della strage di Capodanno avvenuta in un locale, avvolto repentinamente dalle fiamme.
Prima dell’Angelus, il pontefice ha rinnovato gli auguri per le festività del periodo natalizio. Ricordando che la chiusura della Porta Santa di San Pietro tra due giorni, nel giorno dell’Epifania, che decreterà la chiusura del Giubileo, aperto da papa Francesco il 24 dicembre 2024, sarà vissuta ancora “immersi” nel “Mistero del Natale”. Che la speranza è “l’incarnazione di Dio” lo ricorda anche il prologo del Vangelo di Giovanni (Gv 1,1-18). Essa “non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, affinché non siamo mai soli nella traversata della vita”, ha affermato papa Leone XIV.
Nel commento alla Parola del giorno, il papa ha sottolineato che la condivisione di Dio del cammino con l’umanità è la sua “opera”. “Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi”, ha detto. “La venuta di Gesù nella debolezza della carne umana, se da una parte ravviva in noi la speranza, dall’altra ci consegna un duplice impegno, uno verso Dio e l’altro verso l’uomo”, ha aggiunto, scendendo nel dettaglio.
Il primo impegno riguarda la chiamata a “ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta”. Per fare ciò è importante “verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno”, ha continuato.
Con coerenza, il secondo impegno “chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri”. In quanto ogni “creatura umana” è riflesso di Dio. “Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana”, ha detto Prevost.
26/10/2025 13:43





