20/01/2022, 14.52
VATICANO
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Papa: il rispetto per le persone e non le leggi del mercato regolino la concorrenza

E’ “fondamentale la trasparenza dei processi decisionali e delle scelte economiche. Consente di evitare una concorrenza sleale, che in campo economico e lavorativo spesso significa perdita di posti di lavoro, sostegno al lavoro nero o al lavoro sottopagato”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La concorrenza deve spingere a fare meglio dell’altro, non a eliminarlo e per questo è “fondamentale la trasparenza dei processi decisionali e delle scelte economiche. Consente di evitare una concorrenza sleale, che in campo economico e lavorativo spesso significa perdita di posti di lavoro, sostegno al lavoro nero o al lavoro sottopagato”. L’incontro con una delegazione dell'Ance, associazione italiana di costruttori edili ha dato occasione oggi a papa Francesco di indicare la lettura cristiana dei valori di “concorrenza e trasparenza; responsabilità e sostenibilità; etica, legalità e sicurezza”.

In un “periodo difficile” come quello che si sta vivendo, Francesco ha detto che “in questi momenti è importante attingere alle motivazioni, alle scelte fondanti”. Di qui è passato alla parabola della casa costruita sulla roccia. Gesù, nelle parole del Papa, paragona i ciarlatani a coloro che costruiscono le case su un terreno sabbioso, mentre il buon costruttore sa che alla prima inondazione una casa del genere è destinata ad essere spazzata via. “La sua parabola però continua con il rovescio della medaglia: ‘Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, […] è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia’ (vv. 47-48). L’immagine è ancora più interessante se pensiamo che un tale costruttore non solo ha fatto la cosa giusta nel momento presente, ma ha difeso la casa da possibili alluvioni future. Uno potrebbe dire: ma non è mai successo! Sì, però potrebbe succedere. È quello a cui assistiamo con il cambiamento climatico”.

Nell’insegnamento di Gesù, insomma “il credente è uno che non si limita ad apparire esteriormente cristiano, ma opera fattivamente da cristiano. Ed è proprio questa ‘coerenza operativa’ che gli consente di edificare sé stesso non solo nei tempi normali della vita, ma di restare tale anche nei momenti difficili. Questo significa pure che la fede non ci mette al riparo dalle intemperie, però, accompagnata dalle buone opere, ci fortifica e ci rende capaci di resistervi”.

E’ sulla base della conservazione dei valori cristiani, che Francesco ha affermato che “nella logica utilitaristica del mercato può spingere alla contrapposizione fino all’eliminazione dell’altro. Illude che si possa vincere sull’altro o che la sconfitta dell’altro sia da mettere in conto nell’andamento dell’economia. Quando ciò accade, si mette a repentaglio il tessuto sociale di fiducia che permette al mercato stesso di funzionare adeguatamente. La concorrenza dev’essere stimolo a fare meglio e bene, non volontà di dominio e di esclusione. Per questo è fondamentale la trasparenza dei processi decisionali e delle scelte economiche. Concorrenza e trasparenza, insieme. Consente di evitare una concorrenza sleale, che in campo economico e lavorativo spesso significa perdita di posti di lavoro, sostegno al lavoro nero o al lavoro sottopagato. Si finisce così per favorire forme di corruzione che si alimentano nel torbido dell’illegalità e dell’ingiustizia. E questa non è una strada giusta: è una strada che ammala, non va bene”.

“Responsabilità e sostenibilità. Mai come in questo tempo sentiamo parlare di sostenibilità: chiama in causa la capacità di rigenerazione di ogni ecosistema. Nel settore edilizio è fondamentale l’utilizzo di materiali che offrano sicurezza alle persone. Nello stesso tempo, bisogna evitare di sfruttare l’ambiente cooperando a rendere invivibili alcuni territori particolarmente sfruttati. Ogni impresa può offrire il proprio contributo responsabile perché il lavoro sia sostenibile. Inoltre, la sostenibilità ha a che fare con la bellezza dei luoghi e con la qualità delle relazioni”.

Propri il riferimento alla bellezza dei luoghi ha spinto Francesco a sostenere che nella progettazione di case o interi quartieri, oltre al ricorso alla discipline tecniche “ha ancora più valore servire un altro tipo di bellezza: la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco. Anche per questo è tanto importante che il punto di vista degli abitanti del luogo contribuisca sempre all’analisi della pianificazione urbanistica. Possa il vostro lavoro aiutare le comunità a rafforzare legami di solidarietà, di cooperazione, di aiuto reciproco”.

Francesco, infine, ha raccomandato la tutela delle persone che lavorano. “Lo scorso anno i morti sul lavoro sono stati tanti, troppi. Non sono numeri, sono persone. Anche i cantieri edili hanno conosciuto tragedie che non possiamo ignorare. Purtroppo, se si guarda alla sicurezza dei luoghi di lavoro come a un costo, si parte da un presupposto sbagliato. La vera ricchezza sono le persone”, “senza di esse non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia. La sicurezza dei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane, che hanno valore inestimabile agli occhi di Dio e anche agli occhi del vero imprenditore. Per questo, la legalità va vista come tutela del patrimonio più alto che sono le persone. Lavorare in sicurezza permette a tutti di esprimere il meglio di sé guadagnando il pane quotidiano. Più curiamo la dignità del lavoro e più siamo certi che aumenterà la qualità e la bellezza delle opere realizzate”.

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