05/10/2022, 11.59
VATICANO
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Papa: l'esame di coscienza ci insegna le password della vita spirituale

Proseguendo nell'udienza generale la catechesi sul discernimento il pontefice ha invitato i fedeli a riscoprire questa pratica quotidiana tramandata dalla tradizione cristiana. Nel giorno della festa di santa Faustina Kowalska l'invito a cercare la salvezza nella misericordia anche di fronte al dramma della guerra in Ucraina. L'esempio di san Francesco per la consacrazione a Dio, il servizio agli uomini e la fraternità con le creature.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Conoscere davvero se stessi è un passaggio indispensabile per accogliere la volontà di Dio nella nostra vita. Lo ha detto oggi papa Francesco rivolgendosi ai pellegrini presenti in piazza San Pietro per l’appuntamento settimanale dell’udienza generale.

Proseguendo la catechesi sul tema del discernimento ha spiegato come questa dimensione della vita cristiana, insieme alla preghiera, richieda anche “la conoscenza di sé stessi, coinvolge le nostre facoltà umane: la memoria, l’intelletto, la volontà, gli affetti. Spesso non sappiamo discernere perché non ci conosciamo abbastanza, e così non sappiamo che cosa veramente vogliamo”. “Alla base di dubbi spirituali e crisi vocazionali - ha proseguito Francesco - si trova non di rado un dialogo insufficiente tra la vita religiosa e la nostra dimensione umana, cognitiva e affettiva. La dimenticanza della presenza di Dio nella nostra vita va di pari passo con l’ignoranza su noi stessi”.

Conoscersi non è difficile, ma richiede “un paziente lavoro di scavo interiore”. " Richiede la capacità di fermarsi, di 'disattivare il pilota automatico', per acquistare consapevolezza sul nostro modo di fare, sui sentimenti che ci abitano, sui pensieri ricorrenti che ci condizionano, e spesso a nostra insaputa. Richiede anche di distinguere tra le emozioni e le facoltà spirituali. 'Sento' non è lo stesso di 'sono convinto'; 'mi sento di' non è lo stesso di 'voglio'”.

E per descrivere questo lavoro il pontefice ha utilizzato l’immagine di un’esperienza comune per quanti su un computer devono accedere a dati personali o preziosi: “Anche la vita spirituale - ha detto - ha le sue ‘password’: ci sono parole che toccano il cuore perché rimandano a ciò per cui siamo più sensibili. Il tentatore, cioè il diavolo, conosce bene queste parole-chiave, ed è importante che le conosciamo anche noi, per non trovarci là dove non vorremmo”. Saper riconoscere queste password è infatti la strada “per proteggerci da chi si presenta con parole suadenti per manipolarci, ma anche per riconoscere ciò che è davvero importante per noi, distinguendolo dalle mode del momento o da slogan appariscenti e superficiali”.

Su questo Francesco ha indicato come un grande aiuto la pratica dell’esame di coscienza al termine di ogni giornata che la tradizione cristiana ha sempre raccomandato: “rileggere con calma quello che capita nella nostra giornata – ha spiegato il papa - imparando a notare nelle valutazioni e nelle scelte ciò a cui diamo più importanza, cosa cerchiamo e perché, e cosa alla fine abbiamo trovato. Soprattutto imparando a riconoscere che cosa sazia il mio cuore. Perché solo il Signore può darci la conferma di quanto valiamo. Ce lo dice ogni giorno dalla croce: è morto per noi, per mostrarci quanto siamo preziosi ai suoi occhi. Non c’è ostacolo o fallimento che possano impedire il suo tenero abbraccio”. 

Nei saluti ai gruppi presenti in piazza San Pietro l’odierna festa di santa Faustina Kowalska è diventata poi l’occasione per tornare ancora una volta sul dramma della guerra in Ucraina. “Tramite lei - ha ricordato Francesco rivolgendosi ai polacchi, connazionali della Kowalska - Dio indicò al mondo di cercare la salvezza nella sua misericordia. Ricordiamolo soprattutto oggi, pensando specialmente alla guerra in Ucraina. Come ho detto domenica scorsa all'Angelus, confidiamo nella misericordia di Dio, che può cambiare i cuori, e nella materna intercessione della Regina della Pace”.

Ai pellegrini italiani, infine, il pontefice ha ricordato le festa di san Francesco d’Assisi, celebrata ieri: “Invito tutti ad imitarlo - ha detto -: il suo esempio di consacrazione a Dio, di servizio agli uomini e di fraternità con le creature, guidi il vostro cammino”.

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