Papua: attacco armato contro un volo civile, morti due piloti
Un piccolo aereo della compagnia Smart Air è stato colpito da colpi d’arma da fuoco dopo l’atterraggio in una pista remota della Papua indonesiana. I due piloti, feriti mentre tentavano di fuggire nella foresta, sono deceduti. L’episodio riaccende le preoccupazioni per la sicurezza dei collegamenti aerei nelle “zone rosse” dell’entroterra, segnate dalla presenza di gruppi armati separatisti.
Jayapura (AsiaNews) – La sicurezza dei voli nell’entroterra della Papua indonesiana è tornata sotto i riflettori dopo l’uccisione di due piloti in un attacco armato contro un piccolo aereo civile. L’episodio, avvenuto mercoledì 11 febbraio presso la pista di atterraggio di Korowai Batu, ha riacceso le preoccupazioni riguardo i collegamenti aerei nelle aree più isolate della regione, spesso designate come “zone rosse” per la presenza di gruppi armati separatisti che chiedono l’indipendenza della Papua occidentale dall’Indonesia.
Secondo le autorità locali, un velivolo della compagnia Smart Air è stato colpito da colpi d’arma da fuoco poco dopo l’atterraggio. L’aereo proveniva dall’aeroporto di Tanah Merah, nella reggenza di Boven Digoel, nella Papua meridionale. A bordo si trovavano due membri dell’equipaggio e 13 passeggeri, tra cui un neonato.
Il capo della polizia di Boven Digoel, AKBP Wisnu Perdana, ha confermato l’accaduto: “È vero che intorno alle 11:00 ora locale l’aereo con 13 passeggeri è stato colpito da colpi d’arma da fuoco e sia il pilota sia il co-pilota sono morti”.
Il comandante Egon Erawan e il co-pilota Baskoro avrebbero tentato di fuggire nella foresta dopo che l’aereo era diventato bersaglio di un “gruppo criminale armato” (KKB), come l’hanno descritto le autorità. Entrambi sono poi deceduti per le ferite riportate.
Il pilota era riuscito a inviare un messaggio di emergenza tramite un dispositivo GPS agli operatori di volo, segnalando che l’aereo era sotto attacco e che l’equipaggio stava fuggendo nella foresta per mettersi in salvo.
Il capo delle relazioni pubbliche della polizia nazionale, ispettore generale Johnny Eddizon Isir, ha spiegato che il messaggio è stato inviato subito dopo l’atterraggio. “La situazione è diventata immediatamente caotica. Pilota, co-pilota e passeggeri hanno cercato di scendere e di mettersi in salvo”, ha dichiarato ai giornalisti.
Giovedì mattina 12 febbraio le forze di sicurezza hanno avviato un’operazione congiunta per evacuare i corpi dall’area attorno alla pista, considerata ad alto rischio. Le salme sono state trasferite nella reggenza di Mimika, mentre l’aereo ha riportato diversi danni: la porta è stata trovata aperta e tre finestrini risultano infranti.
Attualmente i corpi si trovano all’ospedale generale regionale di Mimika (RSUD Mimika) per le procedure di identificazione e autopsia, prima del trasferimento a Jakarta. “Questa mattina entrambe le vittime sono state evacuate dalla pista di Korowai al RSUD Mimika”, ha dichiarato Kombes Yusuf Sutejo, responsabile delle relazioni pubbliche dell’operazione di sicurezza Damai Cartenz.
“Le misure di sicurezza sono state adottate per garantire la protezione del perimetro da eventuali membri rimasti del gruppo responsabile dell’attacco. La dedizione di questi due piloti nel servire rotte difficili nell’entroterra è una vera forma di servizio”, ha affermato Yusuf.
L’episodio riporta l’attenzione sulle difficoltà dei collegamenti aerei nelle aree più remote della Papua, dove i piccoli voli civili rappresentano spesso l’unico mezzo di trasporto per comunità isolate, ma operano in un contesto di sicurezza fragile e di tensioni legate al conflitto separatista nella regione.
15/04/2024 13:46
29/04/2021 12:45





