15/11/2005, 00.00
INDONESIA
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Parenti e amici delle 3 cristiane decapitate chiedono giustizia

Ieri hanno manifestato a Jakarta davanti al parlamento: "Non vogliamo vendetta, solo un po' di giustizia".  Scarcerati i 5 uomini sospettati di essere coinvolti nel triplice omicidio a Poso.

Jakarta (AsiaNews/Jp) – Amici e parenti delle 3 ragazze cristiane decapitate il mese scorso da uomini mascherati a Poso – Sulawesi centrali – hanno manifestato ieri a Jakarta, davanti alla Camera dei Rappresentanti (il parlamento) per chiedere ai parlamentari di fare il possibile per catturare i responsabili dei barbari omicidi.

"Chiediamo ai servizi di sicurezza – ha spiegato il portavoce del gruppo, David Malewa - di investigare in modo serio sul caso". David è il fratello dell'unica sopravvissuta all'attacco di Poso, Noviana Malewa, la quale ha riportato serie ferite.

"Non vogliamo vendetta - continua il portavoce - abbiamo già perdonato i colpevoli della morte delle nostre figlie e sorelle. Ma può lo Stato darci un poco di giustizia?". La richiesta si è fatta più forte dopo il rilascio dei 5 detenuti, tra cui un ex poliziotto, sospettati di essere coinvolti nel triplice omicidio. Il motivo della scarcerazione è stato: insufficienza di prove. "Se gli assassini non verranno trovati - avverte David Malewa - muoveremo azioni legali contro la polizia".

Le 3 studentesse sono state decapitate il 29 ottobre scorso, mentre andavano a scuola. Dopo poco più di una settimana, l'8 novembre, due uomini armati di pistola hanno sparato in faccia da breve distanza a due 17enni, Ivone Maganti e Siti Nuraini. Le vittime sono ricoverate in condizioni molto critiche presso il Kota General Hospital di Poso.

David, insieme a una dozzina di altri amici e parenti delle 3 studentesse - Theresia Morangke, 15 anni, Alfita Poliwo, 17 anni, e Yarni Sambue, 15 anni – sono giunti a Jakarta rispondendo all'invito per partecipare all'evento "Una preghiera per la nazione", svoltosi ieri.

Durante la sua visita nella capitale, il gruppo ha incontrato i leader di diverse organizzazioni religiose, come l'Indonesian Communion of Churches e i rappresentanti esteri di alcuni Paesi vicini come l'Australia.

Dal 1998 al 2001 le Sulawesi sono state teatro di scontri fra cristiani e musulmani. Molti temono che queste violenze siano segno di una ripresa del conflitto religioso. Secondo personalità islamiche e cristiane locali, gli assassini non sono musulmani di Poso e hanno agito su ordine di qualche gruppo intenzionato a seminare il caos nella regione.

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