Pellegrinaggi alla Mecca: indagato per corruzione ex ministro indonesiano
Yaqut Cholil Qoumas e un collaboratore indagati per la gestione delle quote aggiuntive concesse all'Indonesia per l'Hajj 2024. Avrebbero favorito pellegrini speciali a scapito dei regolari, causando perdite statali stimate in 64 milioni di dollari. Sequestrati beni e indagati potenziali flussi illeciti.
Giacarta (AsiaNews) - La Commissione per l’eliminazione della corruzione (KPK) dell'Indonesia ha ufficialmente indicato l’ex ministro degli Affari religiosi Yaqut Cholil Qoumas come indagato in un presunto caso di corruzione riguardante l’assegnazione di quote aggiuntive per il pellegrinaggio dell’Hajj per il 2024.
La KPK ha anche segnalato l’ex collaboratore speciale di Yaqut, Ishfah Abidal Aziz, come indagato nello stesso caso. “Le lettere di notifica di indagine sono state formalmente consegnate. Ulteriori provvedimenti, tra cui la citazione in giudizio e la potenziale detenzione, saranno annunciati in un secondo momento”, ha detto il portavoce KPK Budi Prasetyo, secondo i media indonesiani.
La KPK spiega che il caso ruota attorno alla distribuzione di 20mila quote aggiuntive per l’Hajj - l’annuale pellegrinaggio islamico verso La Mecca - concesse all’Indonesia dall’Arabia Saudita nel 2024, a seguito degli sforzi diplomatici dell’allora presidente Joko Widodo. Le quote extra erano destinate ad accorciare la lista d’attesa, notoriamente lunga in Indonesia, che in alcune regioni supera i 20 anni. La quota di pellegrini indonesiani era di 221.000, salita a 241.000 dopo l'assegnazione aggiuntiva.
Tuttavia, gli investigatori della KPK sostengono che la quota aggiuntiva sia stata suddivisa equamente tra pellegrini regolari (10mila) e pellegrini speciali (10mila), invece di dare priorità ai primi. La politica ha suscitato polemiche in quanto avrebbe violato la legge n. 8/2019 sull’amministrazione dell’Hajj e dell’Umrah, che limita le quote speciali dell’Hajj a un massimo dell'8% della quota nazionale totale. Sulla base della quota del 2024, l’assegnazione speciale dell'Hajj non avrebbe dovuto superare tale soglia legale.
La KPK ha osservato che, in pratica, nel 2024 l’Indonesia ha assegnato 213.320 posti per l’Hajj regolare e 27.680 per l'Hajj speciale, cifre che secondo gli investigatori hanno superato il limite consentito. Di conseguenza, almeno 8.400 pellegrini regolari, alcuni dei quali avevano atteso più di 14 anni, avrebbero perso l’opportunità di partire per La Mecca quell’anno.
L’agenzia anticorruzione stima che le perdite preliminari dello Stato derivanti dal presunto schema ammontino a circa 1.000 miliardi di rupie (circa 64 milioni di dollari), anche se la cifra potrebbe aumentare con il proseguire delle indagini. La KPK ha sequestrato diversi beni, tra cui proprietà immobiliari, veicoli di lusso e contanti in varie valute estere che si ritiene siano collegati al caso.
Gli investigatori sospettano una collusione tra funzionari del Ministero degli Affari Religiosi e operatori turistici specializzati in pellegrinaggi a La Mecca, presumibilmente formalizzata attraverso il Decreto Ministeriale n. 130/2024, che autorizzava la ripartizione al 50% della quota aggiuntiva. La KPK sta inoltre indagando su potenziali flussi finanziari illeciti collegati al decreto.
Attraverso la sua avvocata Mellisa Anggraini, Yaqut ha dichiarato di rispettare il processo legale e di voler continuare a collaborare con gli investigatori. “Il nostro cliente ha ottemperato in modo trasparente a tutte le citazioni e le procedure fin dall’inizio”, ha affermato. Sia Yaqut che Ishfah sono stati accusati ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge anticorruzione, sull’abuso di potere con conseguenti perdite per lo Stato. La KPK ha dichiarato che le indagini sono ancora in corso e potrebbero estendersi ad altre parti.
22/02/2016 12:52
05/10/2018 10:04





