04/05/2022, 10.46
MYANMAR
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Phnom Penh ai generali birmani: Asean incontri Aung San Suu Kyi

La richiesta è stata mandata nei giorni scorsi dal premier cambogiano Hun Sen in quanto presidente di turno dell'Asean. Anche a marzo la giunta birmana aveva impedito all'inviato dell'organizzazione regionale di vedere la "Signora". In 15 mesi l'esercito ha bruciato oltre 11mila case e ucciso più di 1.800 civili.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Il primo ministro della Cambogia ha chiesto al generale Min Aung Hlaing, capo della giunta birmana, di concedere che l’inviato speciale dell’Asean possa incontrare Aung San Suu Kyi.

Hun Sen, che quest’anno presiede l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico, ha contattato il generale golpista il 2 maggio affermando che è fondamentale che l’inviato diplomatico parli con tutte le parti interessate dal conflitto civile, compresa Suu Kyi, l’ex capo del governo civile, di recente condannata a cinque anni per corruzione.

Il premier cambogiano ha chiesto la collaborazione della giunta per favorire una seconda visita del diplomatico dell’Asean, il ministro degli Esteri Prak Sokhonn, dopo che la prima, a marzo, non aveva portato a nessun risultato.

A seguito del colpo di Stato del primo febbraio 2021, il Myanmar è sprofondato in un sanguinoso conflitto civile che vede confrontarsi il Tatmadaw (l’esercito birmano) e l'opposizione armata al golpe. Il fronte di resistenza è formato dall'esecutivo in esilio, il Governo di unità nazionale con le proprie forze armate (le Forze di difesa del popolo), e le milizie etniche, presenti in diversi Stati del Paese. 

L’unica iniziativa diplomatica avanzata nei 15 mesi di conflitto e appoggiata dalle organizzazioni internazionali è il piano di pace in cinque punti dell’Asean, che però non ha ancora visto attuazione. I Paesi della regione accusano la giunta birmana di non collaborare: dopo che il ministro degli Esteri della Malaysia, Saifuddin Abdullah, ha rivelato di aver avuto contatti con il Governo di unità nazionale, i militari golpisti lo hanno accusato di collaborare con “gruppi terroristici”. 

L’Asean da mesi impedisce la partecipazione del generale Min Aung Hlaing ai summit dell’organizzazione regionale fino a che non verrà avviato un processo di pace, eventualità che sembra ancora lontana, sebbene la giunta affermi di aver accettato l’accordo in cinque punti, che prevede la fine delle violenze, l’invio di assistenza umanitaria e una mediazione tra le parti in conflitto.

Nelle scorse settimane Min Aung Hlaing ha provato a dialogare con i leader delle milizie etniche: il 22 aprile in un discorso televisivo si è rivolto a loro chiedendo colloqui faccia a faccia. Nel discorso non erano inclusi il Governo di unità nazionale e il suo braccio armato. Le milizie etniche hanno rifiutato la proposta del generale.

Secondo i dati raccolti dall’Assistance Association for Political Prisoners, la giunta militare finora ha ucciso oltre 1.800 civili e arrestato più di 10mila persone, mentre il gruppo di ricerca Data for Myanmar sostiene che i soldati birmani abbiano bruciato almeno 11mila case in quasi 300 località diverse del Paese.

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