29/05/2006, 00.00
NEPAL
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Proteste degli indù per la "laicità" del Nepal

di Prakash Dubey

Decine di migliaia di manifestanti hanno marciato a Birgunj, nel sud del Paese. Per un attivista democratico indù dietro le proteste c'è la mano dei monarchici.

Kathmandu (AsiaNews) – Attivisti indù protestano contro la scelta del governo di dichiarare il Nepal "Stato laico". Alcune persone hanno manifestato a Kathmandu, ma la situazione più critica si è registrata nel sud del Paese. Il 25 maggio a Birgunj, una città industriale, alcune decine di migliaia di manifestanti hanno marciato per le strade con in mano tridenti e bandiere gialle e hanno urlato slogan contro i partiti democratici. Le manifestazioni hanno paralizzato il traffico e l'economia della città.

Secondo i leader indù ed i manifestanti, la decisione del governo ad interim di dichiarare laico il Paese tradisce le aspettative dell'80% della popolazione. Bharat  Keshar Singh, capo della Federazione mondiale indù (Whf), dichiara che la decisione del parlamento "non solo è illegale ma è una cospirazione ai danni del Paese". "La maggior parte degli indù non ha mai creato nessun problema a chi è di un'altra religione. La laicità,  invece, può causare gravi problemi", aggiunge Swami Dhruva, un predicatore indù.

"È vero che gli indù nepalesi si distinguono per il rispetto che riconoscono alle altre religioni – dichiara Mohit Bahadur, un attivista per la democrazia indù – ma è anche vero che la laicità è già presente nelle nostre vite quotidiane, quindi non ci dovrebbe essere nessun risentimento alla decisone del parlamento. Ritengo che queste proteste non sono la risposta naturale degli indù, ma dietro vedo la mano dei monarchici che non accettano il nuovo potere esecutivo del primo ministro Koirala".

Re Gyanendra è stato costretto a lasciare il potere esecutivo un mese fa, dopo 3 settimane di scioperi e manifestazioni. Secondo quanto dichiarato dal neo Ministro delle finanze Ram Sharan Mahat, il re potrà essere ancora un "simbolo di unità" e potrà rivestire ruoli cerimoniali, ma solo se accetterà le decisioni del nuovo esecutivo. Il re dovrà inoltre diminuire in modo drastico le spese. Il ministro dichiara che re Gyanendra ha sprecato per ragioni personali molte delle risorse economiche del Paese nei 14 mesi in cui ha guidato l'esecutivo. Gli vengono contestati molti viaggi, in modo particolare in Africa, e prenotazioni cancellate all'ultimo momento. È stato calcolato che il re negli ultimi 9 mesi di governo abbia speso 10 milioni di dollari.

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