14/04/2026, 12.03
INDIA
Invia ad un amico

Proteste degli operai a Noida: l'Uttar Pradesh aumenta i salari minimi

di Nirmala Carvalho

La decisione è stata presa dopo giorni di proteste, sfociate anche in violenze, nelle aree industriali di Noida, che ospitano anche gli stabilimenti della Samsung. La misura arriva in risposta alle richieste degli operai, che denunciano condizioni di lavoro precarie e stipendi insufficienti, ma si inserisce nel contesto più ampio dell'attuazione delle nuove riforme del lavoro.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - Lo Stato indiano settentrionale dell’Uttar Pradesh ha aumentato i salari minimi dei lavoratori impiegati nel polo industriale di Gautam Buddha Nagar dopo giorni di proteste generate anche in episodi violenti. Ieri 13 aprile migliaia di operai erano scesi in piazza nelle zone industriali di Noida, in particolare nelle aree di Phase 2, Sector 63 e Sector 84 - che ospitano le unità della Samsung -, denunciando condizioni di lavoro difficili, salari insufficienti e presunti abusi lavorativi.

In poco tempo le manifestazioni sono sfociate in scontri, incendi e atti di vandalismo, compresi veicoli che sono stati dati alle fiamme. Da tempo i lavoratori chiedono un salario minimo di 20mila rupie al mese (circa 230 euro) e turni di lavoro di otto ore, e ne giorni scorsi hanno ricordato anche come non ci siano stati aumenti negli ultimi anni.

La settimana scorsa anche l’Haryana, che ospita aziende che si occupano di produzione automobilistica, ha varato un aumento del 35% del salario minimo. L’aumento salariale appena approvato in Uttar Pradesh sarà applicato retroattivamente a partire dal 1° aprile - hanno spiegato fonti governative - e porterà la retribuzione dei lavoratori non qualificati di Noida a circa 147 dollari al mese, rispetto agli attuali 121 dollari circa.

Le proteste, però, si inseriscono anche in un contesto più ampio che riguarda l’approvazione dei nuovi codici sul lavoro, una riforma che ha unificato 29 normative precedenti in quattro testi principali: il Codice sui salari (2019), il Codice sulle relazioni industriali (2020), il Codice sulla sicurezza sociale (2020) e quello sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (2020).

Secondo il governo le modifiche puntano a rendere più efficiente il sistema normativo, favorire la formalizzazione del lavoro e bilanciare le esigenze di imprese e lavoratori. In particolare, è previsto l’obbligo di redigere lettere di assunzione, l’estensione della copertura previdenziale e norme più rigorose in materia di sicurezza sul lavoro.

Tuttavia, nelle aree a rapida industrializzazione come Gautam Buddha Nagar (che comprende Noida e Greater Noida) l’attuazione delle riforme è stata disomogenea e ha evidenziato un divario con la realtà quotidiana dei lavoratori. Il sistema produttivo locale si basa infatti in larga parte sulla manodopera di persone migranti, spesso assunte tramite intermediari, una situazione che ha reso difficile l’estensione dei benefici previsti dai Codici del lavoro.

E nonostante le nuove norme prevedano maggiore trasparenza, la formalizzazione dei contratti e un’estensione della sicurezza sociale, molti lavoratori continuano a sperimentare precarietà e ritardi nei pagamenti. I codici, inoltre, innalzano la soglia per i licenziamenti senza previa approvazione governativa e impongono condizioni più rigorose per gli scioperi. Disposizioni che hanno alimentato tra gli operai la percezione di una minore tutela.

Le recenti proteste non sono quindi solo mosse da rivendicazioni del momento, ma anche da un diffuso senso di insicurezza rispetto al nuovo quadro normativo. Anche le differenze salariali con regioni vicine (come l’Haryana) hanno contribuito ad accrescere l’ansia e il malcontento che si sono scatenati in risposta ai mutamenti del regime lavorativo. 

La situazione a Gautam Buddha Nagar riflette tutte le sfide che da tempo l’India affronta nel settore lavorativo: la diffusione del lavoro tramite appalto che riduce la responsabilità diretta delle aziende, le continue disparità salariali, che favoriscono l’emigrazione, la competizione e il malcontento e la limitata capacità di controllo da parte delle autorità sull’applicazione delle norme in un contesto di rapida espansione industriale.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Cina: per fermare le proteste sociali, Shenzhen aumenta i salari minimi
01/06/2006
Filippine, Primo maggio fra proteste pacifiche contro il governo
02/05/2005
Taiwan, raggiunto l'accordo: aumentano i salari minimi
03/09/2014
Il Capo dell'esecutivo “consente” lo sfruttamento dei lavoratori
08/05/2007
Ergastolo per la coppia musulmana di Noida. Uccisero figlia e domestico nepalese
27/11/2013


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”