Quetta: altro attentato in Belucistan, oltre 20 morti e 70 feriti
Mentre il premier Shehbaz Sharif è in Cina e Islamabad continua a proporsi come mediatore tra Stati Uniti e Iran, il Pakistan deve affrontare la crescente instabilità interna. L’attacco suicida contro un treno nella capitale del Belucistan secondo gli analisti conferma il rafforzamento dell’insurrezione armata e le difficoltà del governo nel garantire la sicurezza. Pechino ha chiesto anche la creazione di una forza speciale.
Quetta (AsiaNews) - Anche se sta cercando di risolvere le guerre degli altri, Islamabad fatica a contenere i propri conflitti interni. Due giorni fa il primo ministro Shehbaz Sharif è atterrato in Cina per continuare a svolgere il ruolo di mediatore nella guerra tra Stati Uniti e Iran. Ma nel frattempo il Paese deve anche fare i conti con la crescente instabilità interna dopo che ieri a Quetta, capitale del Belucistan, un attentato suicida rivendicato dai gruppi indipendentisti contro un treno ha causato almeno 24 morti e oltre 70 feriti, perlopiù civili.
Sharif è arrivato a Hangzhou per una visita di quattro giorni durante la quale incontrerà i vertici diplomatici cinesi. Anche il capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, oggi è atteso in Iran.
Ma a livello interno due insurrezioni armate continuano a destabilizzare il Paese: da una parte i Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), i talebani pakistani, sono attivi nelle aree al confine con l’Afghanistan, dall’altra la lotta armata separatista in Belucistan sta diventando sempre più sofisticata e su larga scala.
L’esplosione di ieri a Quetta è avvenuta poco dopo le 8 del mattino nei pressi di Chaman Phatak, mentre il convoglio viaggiava tra il Quetta Cantonment (quartiere amministrato dalle forze armate) e la stazione centrale. Secondo le autorità locali, un veicolo imbottito di esplosivo si è lanciato contro il treno provocando una detonazione che ha fatto deragliare diversi vagoni, incendiato le automobili vicine e danneggiato alcuni edifici circostanti. Tra le vittime ci sono civili, membri delle forze di sicurezza e un’intera famiglia composta da padre, madre e due figli.
Le immagini diffuse sui social media mostrano vagoni rovesciati, veicoli carbonizzati e una densa colonna di fumo nero sopra la città. I testimoni hanno descritto scene di panico: “Io e la mia famiglia siamo saltati giù dal letto dopo aver sentito il boato. Si sentivano urla e pianti di donne e bambini ovunque”, ha raccontato all’AFP Mohammad Rahim, residente della zona. Un altro testimone, Abdul Basit, ha riferito che “la gente ha iniziato subito a correre per cercare riparo”.
Il governo provinciale del Belucistan ha dichiarato lo stato d’emergenza nei principali ospedali di Quetta, richiamando medici e personale sanitario per assistere i feriti. Le forze di sicurezza hanno isolato l’area mentre la polizia, le unità antiterrorismo e gli artificieri hanno avviato le indagini.
Il portavoce del governo provinciale, Shahid Rind, ha definito l’attacco “un atto codardo contro civili innocenti”, sostenendo che “i terroristi vogliono destabilizzare la pace nel Belucistan”. Anche il primo ministro Shehbaz Sharif ha condannato l’attentato promettendo di continuare la lotta contro il terrorismo “in tutte le sue forme”.
L’attentato è stato rivendicato dal Baluchistan Liberation Army (BLA), principale gruppo separatista della regione che da decenni conduce una guerriglia contro lo Stato pakistano accusando Islamabad di sfruttare le risorse naturali del Belucistan senza redistribuirne i benefici alla popolazione locale.
Negli ultimi tempi il gruppo ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture ferroviarie, le basi militari e soprattutto gli interessi cinesi legati al Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). La regione, ricca di gas e minerali, ospita il porto di Gwadar, uno dei principali snodi commerciali dei piani infrastrutturali di Pechino.
Proprio il timore di nuovi attentati contro il personale cinese ha spinto il governo pakistano a presentare oggi in Parlamento un progetto di legge per creare una nuova “Wapda Security Force”, una forza speciale incaricata di proteggere dighe, centrali elettriche e grandi progetti infrastrutturali, soprattutto quelli che coinvolgono lavoratori cinesi.
Nel 2021 e nel 2024 due attentati avevano colpito il progetto idroelettrico di Dasu, nel Khyber Pakhtunkhwa, nei quali morirono tecnici cinesi e pakistani. Gli attacchi avevano portato alla sospensione temporanea dei lavori e aumentato le pressioni di Pechino su Islamabad affinché rafforzasse le misure di sicurezza. La nuova forza avrà competenze molto ampie e godrà di forti tutele legali, tra cui un’immunità quasi totale per gli agenti.
Gli analisti militari sostengono che l’attuale crisi in Belucistan sia la peggiore che la regione abbia affrontato negli ultimi anni. Attacchi continui, blocchi stradali e sabotaggi mirati al settore minerario dimostrano un rafforzamento delle milizie, già evidente lo scorso anno dopo l’assalto del treno Jafar Express. Molti temono che la stessa situazione si ricrei anche nel nord-ovest, dove i TTP hanno intensificato gli attentati contro la polizia e l’esercito nelle aree tribali al confine con l’Afghanistan, creando una situazione sempre più difficile da gestire per il governo.
08/02/2022 11:59





