07/07/2017, 08.53
SIRIA - STATI UNITI
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Raqqa, oltre 200 civili uccisi nei raid aerei della coalizione a guida Usa contro l’Isis

Il bilancio è riferito all’ultimo mese, dall’ingresso delle forze arabo-curde nella roccaforte del Califfato. Fra le vittime vi sono anche 38 bambini e 28 donne. Portavoce della coalizione smentisce il dato e parla di “fonti singole, non affidabili”. Decine di migliaia di civili ancora intrappolati in e usati come scudi umani. 

 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - I raid aerei della coalizione a guida statunitense, impegnata nell’offensiva finale contro Raqqa, roccaforte dello Stato islamico (SI) in Siria, hanno provocato nell’ultimo mese la morte di almeno 224 civili. È il primo, sommario bilancio delle vittime fra la popolazione locale dall’ingresso delle Forze democratiche siriane (Sdf) - un’alleanza arabo-curda sostenuta da Washington - nella cosiddetta capitale del “Califfato” a inizio giugno. 

Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, una ong con base a Londra e una fitta rete di informatori sul territorio, “almeno 224 civili, fra cui 38 bambini e 28 donne, sono stati uccisi nei raid aerei della coalizione operativa a Raqqa, dall’ingresso delle Sdf in città”. Il conteggio dei morti è riferito solo agli attacchi aerei, ma non tiene conto delle vittime delle operazioni militari sul terreno, di quanti sono morti colpiti dalle mine o mentre cercavano di abbandonare la città. 

La coalizione critica il rapporto e nega un numero così elevato di vittime civili. Le voci “critiche”, sottolinea un portavoce, non sono state fatte secondo “valutazioni dettagliate” e i dati sul numero di vittime si basano su “fonti singole, non affidabili”. 

Tuttavia anche un altro gruppo conferma le vittime: secondo quanto riferiscono gli attivisti di "Raqa is Being Slaughtered Silently" - gruppo che in forma anonima racconta da tempo i massacri dello SI nella roccaforte siriana - nelle ultime settimane decine di civili sono deceduti sotto i colpi dell’artiglieria, i bombardamenti e le esplosioni. 

Nei giorni scorsi le forze arabo-curde, sfruttando la copertura garantita dai raid aerei statunitensi, hanno aperto una breccia di 25 metri nelle mura della Città Vecchia. La città rappresenta uno snodo strategico per le milizie di Daesh [acronimo arabo per lo SI, ex Isis], che ancora oggi possono contare sulla presenza di circa 4mila miliziani a sua difesa.

Dalla scorsa settimana Raqqa, situata sulla riva nord-est del fiume Eufrate, è circondata per intero dai soldati delle Forze democratiche siriane. Decine di migliaia di civili sarebbero tuttora intrappolati all’interno della città, usati come scudi umani dai jihadisti per ripararsi dagli attacchi aerei e di terra. Quanti sono riusciti sinora a fuggire raccontano di cecchini dell’Isis che colpiscono chiunque cerchi di lasciare la zona.

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