27/02/2013, 00.00
VATICANO – IRAQ
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Sacerdote irakeno: Paese unito e dialogo con l’islam, nel solco di Benedetto XVI

All’ultima udienza generale del pontefice anche un gruppo di preti dal nord e dalla capitale dell’Iraq. L’attenzione al Medio oriente sottolineata dal Sinodo, dal viaggio in Libano e dall’introduzione della lingua araba. I cristiani non incidono per numero, ma per la qualità della loro presenza.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Benedetto XVI ha sempre "guardato con molta attenzione alle Chiese del Medio Oriente", a conferma dell'importanza di una minoranza religiosa che resta un "fattore di unità" in un contesto frammentato e diviso. Così un sacerdote irakeno, accordo in piazza San Pietro per assistere all'ultima udienza generale di papa Ratzinger, ha voluto sottolineare l'estrema attenzione riservata a un'area del mondo particolare, teatro di violenze e guerre, ma allo stesso tempo foriera di grandi esempi di fede e testimonianza. Un'attenzione e una sensibilità confermati anche dal fatto che il Pontefice "ha voluto introdurre la lingua araba nelle udienze".  

P. Basel Yaldo, sacerdote caldeo del Pontificio Collegio di Sant'Efrem, nativo di Baghdad, ha partecipato all'udienza (nella foto) in compagnia di p. Samer e p. Nehad, entrambi di Mosul, nel nord dell'Iraq, confermando idealmente il progetto di unità di cui sono protagonisti i cristiani irakeni. "Siamo molto grati al Papa - sottolinea p. Basel - per quanto ha fatto per la Chiesa in Iraq e nella regione mediorientale, a cominciare dall'ultimo viaggio apostolico compiuto proprio in uno dei Paesi della regione, il Libano". La nostra presenza, aggiunge anche a nome degli altri due sacerdoti, è un "atto di ringraziamento a Sua Santità".

Il sacerdote ricorda l'attenzione di papa Ratzinger che ha promosso un Sinodo delle Chiese del Medio oriente e ha riaffermato, in più occasioni, la centralità dei cristiani nella regione. "Siamo un fattore di unità del Paese, sin dall'antichità" racconta p. Basel, "fin dal primo secolo dopo Cristo quando San Tommaso ha gettato le basi per la fondazione della prima Chiesa. Siamo fieri di essere cristiani del Medio oriente e vogliamo essere di esempio agli altri". E aggiunge: "Non è questione di minoranza e maggioranza, ma soprattutto di qualità della nostra presenza nel Paese".

Per il futuro dell'Iraq, p. Basel è speranzoso e intravede "buone prospettive" partendo dall'elezione del nuovo Patriarca, sua Beatitudine Mar Louis Raphael I, che saprà continuare il lavoro di dialogo e collaborazione con la maggioranza musulmana, come indicato da Benedetto XVI. "Il Papa nel rapporto con l'islam - conclude il sacerdote irakeno - ha cercato un dialogo schietto e sincero. Egli ha compiuto molti passi nel cammino di dialogo con il mondo islamico, ma è una strada ancora lunga da percorrere".(DS)

 

 

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