26/02/2015, 00.00
FILIPPINE
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Sulu, scontri fra esercito filippino e milizie di Abu Sayyaf: 14 morti e 19 feriti

Iniziato ieri, il conflitto fra i due fronti è proseguito fino alla mattinata di oggi. La battaglia è concentrata attorno alla cittadina di Patikul, in un’area montagnosa. Due vittime e 16 feriti anche fra i militari filippini. Prosegue l’offensiva dell’esercito di Manila contro i miliziani.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - È di almeno 14 islamisti uccisi e altri 19 feriti il bilancio degli scontri, iniziati ieri mattina, fra l'esercito filippino e le milizie di Abu Sayyaf (Asg) nella provincia di Sulu, nel sud delle Filippine, nella Regione Autonoma del Mindanao Musulmano (Armm). Secondo fonti militari, in precedenza sono morti due soldati governativi e altri 16 sono rimasti feriti, nel corso di una battaglia che ha visto opposte 300 milizie del gruppo estremista a una forza congiunta formata dai Rangers filippini e dalle Forze speciali. 

I combattimenti iniziati ieri sono proseguiti anche nella mattinata di oggi e hanno interessato la cittadina di Patikul, situata in una zona montagnosa della provincia di Sulu. 

Rowena Muyuela, portavoce del Comando di Mindanao occidentale, afferma che combattimenti sporadici si sono susseguiti per tutta la giornata; intanto le forze governative proseguono la loro offensiva contro il gruppo terrorista, responsabile in passato di sequestri, attentati e decapitazioni in tutto l'arcipelago.

Composto da centinaia di isole situate nel braccio di mare che separa le Filippine dalla Malaysia, l'arcipelago di Sulu è divenuto negli anni una delle roccaforti di Abu Sayyaf, movimento terrorista filippino vicino ad al-Qaeda e responsabile di diversi attentati. Fra questi l'attacco alla cappella del Sacro Cuore di Jolo avvenuto il 25 dicembre 2010 proprio durante le celebrazioni per il Natale.

Le milizie di Abu Sayyaf sono il gruppo più piccolo a livello numerico, ma il più pericoloso e sanguinario fra i movimenti musulmani che si battono per l'indipendenza del sud delle Filippine, la sola nazione asiatica a larga maggioranza cristiano cattolica. Sarebbero circa 500 i componenti del gruppo, concentrati attorno a Basilan e Jolo. Esso mantiene stretti legatmi con la Jemaah Islamiah, un movimento radicale pan-asiatico responsabile di attentati in Indonesia, fra cui la strage del 2002 a Bali costata la vita a oltre 200 persone, soprattutto turisti stranieri. 

 

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