03/03/2026, 12.01
INDONESIA
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Sumatra: dalla Caritas nuove case alle vittime dell'alluvione di novembre

di Mathias Hariyadi

Consegnate in un villaggio della reggenza di Tapanuli Centrale le prime due abitazioni per le migliaia di famiglie costrette da mesi a vivere in rifugi temporanei. Firmato un memorandum tra la Chiesa cattolica e le autorità locali per la collaborazione nella ricostruzione dopo il disastro. Obiettivo: ridare dignità, sicurezza e speranza.

Jakarta (AsiaNews) - Con la consegna delle prime strutture il 26 febbraio, la Rete Caritas Indonesia (KARINA-KWI) ha lanciato ufficialmente il “Movimento Case della compassione”, un’iniziativa volta a offrire abitazioni permanenti e dignitose alle famiglie colpite dalle devastanti alluvioni che hanno interessato Sumatra alla fine di novembre 2025. Il progetto ha preso avvio nel villaggio di Kebun Pisang, nel distretto di Badiri, nella reggenza di Tapanuli Centrale, con la consegna di due case completate a famiglie dei villaggi di Pangaribuan e Sijungkang, nel distretto di Andam Dewi, provincia di Sumatra Settentrionale.

Le inondazioni e le frane del 25 novembre 2025 hanno provocato distruzioni su vasta scala in tre province, danneggiando gravemente o distruggendo completamente oltre 158mila abitazioni. Migliaia di famiglie sono state costrette a vivere per mesi in rifugi temporanei, con pesanti conseguenze sulla sicurezza, sulla salute e sulla stabilità sociale delle comunità colpite.

Il “Movimento Case della compassione” si inserisce in un più ampio programma di recupero abitativo promosso dalla Caritas Indonesia insieme alla Caritas-PSE della Diocesi di Sibolga. Caritas Indonesia svolge un ruolo di coordinamento e supervisione, mentre la Caritas locale è responsabile dell’attuazione concreta dei progetti sul territorio. Il programma rappresenta inoltre un esempio di collaborazione interdiocesana a livello nazionale.

Il lancio ufficiale dell'iniziativa è stato preceduto dalla firma di un memorandum d’Intesa tra Caritas Indonesia e il Governo della Reggenza di Tapanuli Centrale, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione nella fase di ricostruzione post-disastro. Le autorità locali hanno espresso gratitudine per il contributo offerto dalla Chiesa, sottolineando come la sua presenza abbia accelerato il ritorno delle comunità alla normalità.

Il processo di costruzione delle abitazioni si basa su una valutazione accurata dei bisogni, realizzata a partire dai dati governativi e da visite dirette ai potenziali beneficiari. Le case sono destinate alle famiglie che hanno perso completamente la propria abitazione durante le alluvioni. In conformità con le normative nazionali, le nuove costruzioni vengono realizzate al di fuori delle zone classificate come a rischio di disastro. Nei casi in cui le abitazioni precedenti si trovassero in aree ad alto rischio, le famiglie vengono ricollocate su terreni di proprietà privata, regolarmente documentati.

Il programma, che si svilupperà nei prossimi 18 mesi, prevede un costo stimato di circa 60 milioni di rupie indonesiane (circa 3mila euro ndr) per ogni unità abitativa. Le case comprendono due camere da letto e un bagno e sono progettate secondo standard antisismici stabiliti dall’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri. Le strutture sono realizzate con acciaio leggero, coperture in zincalume resistenti alla corrosione e pareti in mattoni leggeri. Il design consente eventuali ampliamenti futuri, offrendo alle famiglie la possibilità di migliorare gradualmente la propria abitazione.

Il progetto si ispira al principio del “building back better”, ovvero ricostruire in modo più sicuro e resiliente rispetto al passato, adattando le soluzioni abitative ai rischi specifici di ciascuna area. Più che un semplice intervento edilizio, il “Movimento Case della compassione” vuole essere un segno concreto di solidarietà e vicinanza alle famiglie più vulnerabili.

Caritas Indonesia ha rivolto un appello ai fedeli, alla società civile e al settore privato affinché sostengano l’iniziativa. Costruire centinaia o migliaia di case rappresenta una sfida significativa, ma ogni contributo può fare la differenza. L’obiettivo non è soltanto fornire un tetto, bensì restituire dignità, sicurezza e speranza a comunità duramente provate dal disastro.

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