To Lam invita Leone XIV: si riapre il cantiere del viaggio in Vietnam
Il presidente dell'Assemblea nazionale di Hanoi ha consegnato al pontefice una lettera del presidente, oggi saldamente ai vertici del potere in Vietnam. Proprio i contrasti interni sugli equilibri politici locali avevano rallentato la marcia di avvicinamento alla visita tanto attesa dalla comunità cattolica. Presto un viaggio del card. Parolin per arrivare alle relazioni diplomatiche piene. L'ipotesi del 2027 quando il pontefice è già atteso a Seoul per la Gmg.
Città del Vaticano (AsiaNews) -- Proprio in concomitanza con il viaggio apostolico che oggi sta portando per la prima volta un papa in Algeria, per poi proseguire in tre Paesi dell’Africa subsahariana (Camerun, Angola e Guinea Equatoriale), si sta riaprendo il percorso di avvicinamento anche a un’altra visita apostolica attesa ormai da tanti anni: quella di un successore di Pietro in Vietnam.
Papa Leone XIV ha incontrato l’11 aprile in Vaticano il presidente dell’Assemblea nazionale vietnamita, Trần Thanh Mẫn, che gli ha consegnato un messaggio personale di To Lam, il leader incontrastato oggi ad Hanoi, che da qualche giorno ha ulteriormente rafforzato la sua guida ottenendo di essere eletto dal parlamento anche alla presidenza del Paese (come avviene in Cina)
Fonti ufficiali di Hanoi hanno fatto filtrare nei resoconti della stampa vietnamita che nella lettera di To Lam è contenuto un invito a papa Leone a recarsi in visita in Vietnam. Il dettaglio è significativo perché c’era già stato un invito precedente rivolto dalle autorità a papa Francesco nel dicembre 2023. Un passo che giunse pochi mesi dopo la firma nel luglio di quello stesso anno dell’Accordo che, dopo anni di negoziati, aveva aperto la strada alla presenza di un rappresentante permanente della Santa Sede ad Hanoi. Ma quel passo e quell’invito erano stati compiuti dall’allora presidente di Vo Van Thuong, costretto pochi mesi dopo a dimettersi nell’ambito della durissima campagna anti-corruzione che ha portato nei fatti l’ex ministro della sicurezza To Lang a sbaragliare tutta la concorrenza interna al Partito e ad assicurarsi - alla morte del segretario generale Nguyen Phu Trong nel luglio 2024 - la successione nella leadership, confermata dal Congresso del gennaio scorso.
Proprio questa situazione interna ha influito anche sull’evoluzione delle relazioni con il Vaticano. Nel gennaio 2024, infatti, vi era stata la storica visita in Vietnam del segretario per i Rapporti con gli Stati mons. Paul Gallagher; e in quell’anno era dato per imminente anche un viaggio del segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, che avrebbe dovuto sancire il passaggio alle relazioni diplomatiche piene tra Hanoi e la Santa Sede, l’ultimo ostacolo formale che ancora manca per rendere possibile un viaggio papale. Causa le turbolenze interne ad Hanoi, quel viaggio non si è però mai realizzato. Anche se una delegazione del governo vietnamita aveva comunque poi partecipato sia ai funerali di papa Francesco sia alla cerimonia di inizio pontificato di Leone XIV.
Adesso - secondo quanto riferito da fonti vietnamite – il presidente dell’Assemblea nazionale Mẫn a margine dei colloqui vaticani si è detto convinto che “la prossima 13ª riunione del Gruppo di lavoro congiunto (tra il Vietnam e il Vaticano ndr) contribuirà al processo di elevazione delle relazioni a pieni rapporti diplomatici”. Ha affermato inoltre che “il Partito e lo Stato creano costantemente condizioni favorevoli affinché la comunità cattolica possa praticare la propria fede contribuendo al contempo alla nazione, seguendo l’orientamento di ‘vivere il Vangelo nel cuore della nazione’”, felicitandosi anche del fatto che diversi cattolici sono stati eletti tra i deputati della 16ª Assemblea nazionale e nei Consigli popolari per il mandato 2026-31. Incontrando infine il card. Parolin ha rinnovato anche a lui l’invito a visitare il Vietnam e il porporato gli avrebbe risposto che è sua intenzione compiere questo viaggio “presto”.
Stando sempre al resoconto delle autorità vietnamite, da parte sua Leone XIV avrebbe espresso a Trần Thanh Mẫ il suo sincero ringraziamento e i suoi sentimenti positivi verso il Vietnam e il suo popolo, sottolineando il desiderio di visitare nel prossimo futuro il Paese del Sud-Est asiatico. Ha ricordato che una statua della Madonna di La Vang raffigurata nel tradizionale abito vietnamita è stata collocata due anni fa nei Giardini vaticani, e la sua presenza – ha osservato il papa - gli ricorda sempre il Vietnam. Si è infine detto grato alle autorità vietnamite per aver facilitato il funzionamento stabile ed efficace del Rappresentante pontificio residente della Santa Sede ad Hanoi, auspicando scambi e interazioni più frequenti per approfondire ulteriormente i rapporti bilaterali, in linea con gli interessi condivisi e le aspirazioni della comunità cattolica.
I cattolici vietnamiti desiderano da tanto tempo una visita del papa: già Giovanni Paolo II avrebbe voluto recarsi ad Hanoi e c’erano stati anche dei contatti in questo senso. Di un possibile viaggio ad Hanoi aveva parlato espressamente papa Francesco nel settembre 2023, di ritorno dalla Mongolia. Rispondendo a una domanda in proposito il pontefice aveva detto: “Se non ci andrò io, ci andrà sicuramente Giovanni XXIV…”, alludendo al suo successore. Quel desiderio potrebbe dunque realizzarsi presto, forse nel 2027, anno in cui in agosto Leone XIV è già atteso in Asia per la Giornata mondiale della gioventù in programma a Seoul.
10/05/2025 08:44





