30/11/2022, 10.01
GIAPPONE
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Tokyo vuole aumentare l'export di armi

di Guido Alberto Casanova

Entro la fine dell'anno potrebbe essere concluso un accordo con Italia e Regno Unito per la produzione di aerei militari. Finora la Costituzione giapponese ha impedito la sola vendita di armamenti all'estero. Ma una riforma potrebbe mettere fine alle preoccupazioni degli industriali della difesa.

Tokyo (AsiaNews) - Il Giappone è nelle fasi finali dei negoziati con il Regno Unito e l’Italia per lo sviluppo e la produzione di aerei militari di nuova generazione, che dovrebbero entrare in servizio verso il 2035 per rimpiazzare quelli attualmente in uso. L’accordo, che dovrebbe essere concluso entro la fine dell’anno, coinvolge Mitsubishi Heavy Industries, la britannica BAE Systems e l’italiana Leonardo. Ma l’importanza dell’accordo va oltre lo sviluppo congiunto, perché potrebbe ridare slancio al dibattito interno sul divieto auto-imposto di esportare armi.

Fin dagli anni ’60 il Giappone ha adottato una politica che limita l’esportazione di materiale a uso militare, in maniera coerente con la posizione pacifista iscritta nella Costituzione. In anni recenti alcune delle restrizioni sono state allentate, ma in sostanza oggi il Giappone non può ancora esportare tecnologia militare offensiva. Quando quest’anno l’Ucraina ha richiesto a Tokyo di fornire missili anti-carro per contrastare l’invasione russa, il Giappone non era nella condizione, a livello legale, di poter fornire quegli armamenti.

Le industrie nipponiche della difesa possono esportare i propri prodotti solo a scopi di sviluppo e produzione con altri Paesi, ma non possono venderli all’estero. Ciò restringe il mercato a un solo acquirente: le Forze armate nazionali. Sempre più società si stanno ritirando dal settore della difesa, spinte dall’incertezza sul futuro derivante da minori acquisti di armi da parte dell'esercito e dall’aumento di importazioni dall’estero, soprattutto dagli Stati Uniti.

Impossibilitate a riprodurre un’economia di scala che permetterebbe di compensare gli alti costi di produzione, molte aziende del settore ritengono che le prospettive economiche siano preoccupanti. Sicuramente è un timore per il governo giapponese, che per garantire la propria sicurezza nazionale sostiene sia necessario mantenere in salute il settore industriale della difesa

L’accordo con Regno Unito e Italia va in questa direzione, dal momento che la collaborazione coi due giganti europei potrebbe permettere all’industria giapponese di avvicinarsi a nuovi clienti. Per raccogliere a pieno i frutti della collaborazione, però, il governo punta a rivedere le linee guida sull’export di armi: secondo una fonte governativa sentita da Kyodo News, una riforma permetterebbe l’invio di armi a condizione che queste sostengano la deterrenza del Paese acquirente e allo stesso tempo contribuiscano anche alla sicurezza del Giappone.

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