24/05/2022, 08.42
TURKMENISTAN
Invia ad un amico

Turkmenbaši, ospedale appena inaugurato chiude per tangenti

di Vladimir Rozanskij

La corruzione dilagante nel Paese adombra la prima uscita per un’inaugurazione ufficiale del presidente Serdar Berdymuhamedov, figlio del predecessore. Un'inchiesta giornalistica ha rivelato che nella modernissima struttura sanitaria erano previsti pagamenti in nero per tutto: cure, operazioni, posti-letto e assunzioni.

Ashgabat (AsiaNews) - Il nuovo presidente del Turkmenistan, Serdar Berdymuhamedov, si era recato di persona il 15 aprile scorso ad inaugurare un modernissimo ospedale polifunzionale a Turkmenbaši, la città del “padre di tutti i turkmeni”, così chiamata in onore del primo presidente Saparmirat Nyyazov. È bastata un’inchiesta di Radio Azatlyk sulle mazzette distribuite tra i funzionari della sanità turkmena per l’occasione, per chiudere tutto mentre si svolge la verifica di uno speciale nucleo investigativo anti-corruzione arrivato dalla capitale Ašgabat, con membri della Procura generale e della Corte dei conti.

Le notizie che filtrano parlano di una serie di arresti tra il personale dell’ospedale e non solo, a partire dal primario-direttore generale Takhir Annataganov, che sovrintendeva al mercimonio dei posti di lavoro, assegnati con giri di tangenti. Nel khjakimlyk (comune) di Turkmenbaši si è diffuso il panico quando si è saputo dell’ira del giovane presidente a causa delle inchieste giornalistiche, in quella che era la sua prima uscita per un’inaugurazione di una importante struttura sociale. Il personale direttivo era stato scelto dopo un’accurata selezione da parte del ministero della salute, e Annataganov era stato nominato già a febbraio, due mesi prima dell’apertura, trasferendolo dal vecchio ospedale cittadino. Egli aveva ricevuto in passato diverse onorificenze, fino a quella di “dottore del popolo” del 2020.

Secondo le confidenze raccolte da Azatlyk, circa 20 giovani medici della regione di Balkan, che hanno concluso da poco gli studi all’università statale “Murad Garryev”, hanno pagato 200mila manat (oltre 100mila euro) di tangente per ottenere il lavoro al nuovo ospedale. Anche 34 infermiere sono state costrette a pagare una somma di 100mila manat, mentre i semplici impiegati hanno dovuto sborsare almeno 40mila manat. Sono cifre notevoli anche per un Paese come il Turkmenistan, con una tradizione radicata di corruzione, e soprattutto senza precedenti in una istituzione medica di livello regionale.

Il sistema governato da Annataganov prevede pagamenti in nero per tutto: cure, operazioni, posti-letto e - appunto - assunzioni. “Senza soldi non ti fanno neanche una visita di controllo”, racconta una delle fonti ai giornalisti di Turkmen.news, agenzia ufficiale che si è a sua volta attivata dopo l’indagine indipendente di Azatlyk. Diversi funzionari della sanità pubblica confermano le accuse contro il primario, che sembra essere indicato come il capro espiatorio di tutta la corruzione in campo medico, e ora rimane in attesa della conclusione delle indagini in una cella di Ašgabat.

In realtà la corruzione in Turkmenistan è diffusa da molti anni in tutti gli ambiti lavorativi e sociali, e ai cittadini tocca dare mazzette anche solo per ottenere un posto da spazzino per le strade, e per qualunque incarico legato alla pubblica amministrazione. Secondo l’indice di percezione del fenomeno dell’organizzazione Transparency International, nel 2021 il Paese risultava al 169° posto in questo campo su 180 Paesi del mondo.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
La farsa delle elezioni turkmene
15/03/2022 08:54
Cambio al vertice in vista ad Ashgabat (per evitare il peggio)
18/02/2022 08:57
Ashgabat prepara la successione dinastica
22/09/2021 08:52
Nuovo libro del presidente turkmeno: promuove la ‘felicità’ di Stato
12/10/2021 08:46
Bambini scomparsi e Covid: due drammi negati dal regime turkmeno
02/07/2021 08:59


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”