04/10/2005, 00.00
india
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Un albero per ogni vittima dello tsunami

di Nirmala Carvalho
Nel Tamil Nadu in 24 ore sono stati piantati 174.542 alberi, uno per ogni scomparso. Il progetto è portato avanti anche dale Ong: si spera che le piante divengano anche un "muro ecologico" contro il mare.

Nagapattinam (AsiaNews) – Per ricordare le vittime dello tsunami del 26 dicembre scorso nel Tamil Nadu sono stati piantati 174.542 alberi, uno per ogni scomparso. L'impresa è stata compiuta in 24 ore da 300 abitanti dei villaggi di Naaluvedapatti e Pushpavanam (distretto di Nagapattinam, Stato del Tamil Nadu, sud dell'India), che hanno battuto così il record precedente di 80.244 alberi piantati in 23 ore a Naaluvedapatti.

Il Tamil Nadu è lo Stato indiano che ha subito di più la "domenica nera" con 8.010 vittime, di cui 6.025 nel solo distretto di Nagapattinam. Una piccola città di pescatori, Nagapattnam, ha perso a causa della furia della natura quasi tutti i bambini, troppo piccoli per resistere alla furia dell'oceano.

La gente si aspetta che queste piante creino un muro ecologico. I casuarina (alberi australiani), le palme e gli alberi dell'eucalipto piantati nel 2002 a Naaluvedapatti hanno sostenuto l'urto delle onde ed hanno protetto questo piccolo villaggio dalla distruzione. Qui in tutto ci sono state solo 7 vittime. Un altro villaggio a 60 km da Nagapattinam, abitato da 6 mila persone, è stato salvato da un'altra barriera verde: le vittime sono state solo 19.

Padre Xavier, rettore del santuario di Nostra Signora della Salute a Velankanni, un'altra zona devastata dallo tsunami, ha detto ad AsiaNews: "Anche le Organizzazioni non governative (Ong) portano avanti questo progetto ambientale. Queste piante e questi alberi formeranno mangrovie per proteggere la vita e i beni dei villaggi, non soltanto nei confronti di un altro possibile tsunami, ma anche contro la furia dei monsoni".

P. Xavier ha ricordato anche le vittime dello tsunami che erano in pellegrinaggio al santuario. "È stata un'acqua portatrice di morte per centinaia di pellegrini che la domenica dopo Natale affollavano il santuario. In quel momento si sarebbe dovuta celebrare una messa nella nostra chiesa, ma il nostro santuario si è improvvisamente trasformato in un cimitero".

"Le mura di cinta del santuario – continua il rettore - che sono state piegate dalla forza del vento sono state ricostruite, e le lesioni alle mura riparate, ma i danni che hanno subito i pellegrini non potranno essere ripagati". "Le vite dei pellegrini – spiega - sono state strappate via quando stavano assistendo alla messa. Nello stesso momento, la gente del posto si stava prendendo cura dei pellegrini attraverso Ong della Chiesa, come la Caritas. I sopravvissuti hanno ancora bisogno di chiudere con questo trauma, e questo li porta a ritornare al santuario di Valinkanni."

"Il 26 dicembre 2005 – conclude - in occasione dell'anniversario dello tsunami, commemoreremo le vittime. Ogni anno migliaia di pellegrini vengono al santuario per celebrare la festività di Nostra Signora di Lourdes. Quest'anno la celebrazione sarà diversa, organizzeremo un incontro di preghiera interreligioso. Tutti coloro che sono riusciti a scappare dalla furia delle onde o che desiderano commemorare i loro cari sono invitati. Inoltre innalzeremo nel cimitero delle vittime dello tsunami un'enorme colonna di pietra, con incisi passaggi provenienti da testi sacri di differenti religioni."

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