15/03/2021, 08.57
CINA
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Una grande tempesta di sabbia soffoca Pechino

È la peggiore degli ultimi 10 anni. Impennata degli indicatori d’inquinamento. I progetti di rimboschimento del governo non sembrano risolvere il problema. Il Paese produce il 28% delle emissioni mondiali di anidride carbonica. Xi Jinping: “decarbonizzazione” entro il 2060.  

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La più grande tempesta di sabbia degli ultimi 10 anni ha investito Pechino e le province limitrofe, rendendo l’aria irrespirabile e facendo impennare gli indicatori d’inquinamento.

Oltre che per la capitale, l’Amministrazione meteorologica ha annunciato l’allerta per 11 province occidentali e settentrionali. Le autorità hanno invitato la popolazione a rimanere in casa e a indossare protezioni.

In marzo e aprile dal deserto di Gobi spirano venti che ricoprono buona parte del Paese con una spessa coltre giallognola. Stamane le concentrazioni di polveri inquinanti PM10 hanno raggiunto la soglia di 500 microgrammi per metro cubo: in alcuni distretti il livello è arrivato a 8mila. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda un limite giornaliero di 50 microgrammi.

Il centro di monitoraggio ambientale della capitale ha registrato anche altissimi livelli delle polveri PM2,5, nocive soprattutto per i polmoni. Il dato di 732 microgrammi eccede in modo preoccupante il limite consigliato dalle autorità sanitarie cinesi (35 microgrammi per metro cubo) e dall’Oms (25 microgrammi)

Le sabbie stagionali che dal desterto di Gobi arrivano a Pechino amplificano i problemi d’inquinamento della capitale, già circondata da un fitto anello di aree industriali. Per bloccare le tempeste stagionali, il governo ha lanciato da anni progetti di rimboschimento, che non sembrano però ottenere risultati.

La scorsa settimana, in coincidenza con l’annuale sessione dell’Assemblea nazionale del popolo, uno spesso strato di smog aveva ricoperto la capitale. Il Paese produce il 28% delle emissioni mondiali di anidride carbonica. Il presidente Xi Jinping ha promesso che esse saranno azzerate entro il 2060.

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