18/05/2006, 00.00
THAILANDIA - ASIA
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Vescovi asiatici: Cristo e non la carriera sia l'ideale di sacerdoti e seminaristi

Nel corso dei lavori della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche, il segretario generale mons. Quevedo invita il clero "ad imitare Cristo contro il carrierismo" ed a essere "la Sua viva testimonianza nella formazione dei seminaristi".

Hua Hin (AsiaNews) – Il ruolo dei sacerdoti nel continente asiatico e l'importanza della formazione dei seminaristi - oltre alla moralità ed all'esempio che il clero deve sempre esprimere nei confronti dei fedeli - sono i temi principali dell'incontro della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc). L'incontro, iniziato il 15 maggio scorso, si svolge nella Casa salesiana di Hua Hin, in Thailandia, e dura cinque giorni.

L'arcivescovo Orlando Quevedo, segretario generale della Fabc, ha "deciso di concentrarsi sulla corretta formazione dei sacerdoti" nel corso del suo intervento, pronunciato in occasione dell'apertura formale dei lavori davanti a circa 80 direttori di seminari maggiori.

Il prelato ha sottolineato come vi siano "molte luci" nel mondo sacerdotale, ma che allo stesso modo vi sono anche "alcune ombre, che oscurano e sfigurano la figura dei preti". "Dobbiamo avere coscienza – ha spiegato – di quale grande oltraggio e scandalo provano i fedeli nello scoprire casi in cui alcuni sacerdoti hanno violato il celibato". "La gente – ha detto mons. Quevedo, ex presidente della Conferenza episcopale delle Filippine – è profondamente addolorata dall'incongruenza fra ciò che alcuni preti dicono e quello che poi fanno".

I fedeli sono poi "rattristati dal dover essere testimoni della mediocrità pastorale di alcuni fra gli ordinati e la loro voglia di vivere il ministero come uno status quo". Secondo l'arcivescovo, "alcuni fra noi si sono piegati alla tentazione dei benefici e della sicurezza correlati al sacerdozio ed hanno abbandonato il loro idealismo e spirito di sacrificio. Il sacerdozio non deve essere visto come una carriera o uno stile di vita, ma come identificazione ed imitazione di Cristo".

"I fedeli – ha aggiunto l'arcivescovo di Cotabato – fanno commenti sprezzanti sulla 'Chiesa dei poveri' quando vedono un sacerdote con l'ultimo gadget elettronico o la nuova autovettura. Questo può creare un effetto onda con gravi conseguenze per l'immagine e la credibilità della Chiesa". "Il numero di questi fallimenti – ha comunque detto – è insignificante a confronto delle migliaia di sacerdoti che lavorano in Asia, ma la notorietà che attira questo basso numero è tristemente sproporzionata".

Una volta esposte le sfide del clero asiatico, mons. Quevedo ha "invitato i direttori spirituali a preparare al meglio i seminaristi" ed ha sottolineato "alcune aree nella formazione sacerdotale" che "meritano maggiore attenzione". Fra queste vi è la necessità di una "continuità che tenga conto di tutti gli aspetti" all'interno dei seminari e di "una sistematica assistenza nel corso dello sviluppo della formazione spirituale nel corso degli anni".

Se è vero che in questa formazione "il principale agente è lo stesso candidato", è "molto importante" che il formatore "sia viva testimonianza del Buon pastore, alla cui immagine il seminarista si deve sempre ispirare. Oltre all'insegnamento, il vostro ruolo è quello di essere un modello per tutti i giovani".

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