Wen Jiabao fra le vittime della neve, forse causata dal suo governo
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il premier cinese Wen Jiabao si è recato ieri nella provincia settentrionale dell’Hebei, gravemente colpita nei giorni scorsi da due tormente di neve che hanno causato 38 vittime, decine di feriti e danni enormi alla circolazione provinciale. Ma nel Paese si discute delle responsabilità del governo, che per far piovere a Pechino avrebbe indotto artificialmente alcuni cambiamenti climatici. Secondo alcune fonti governative, infatti, le tre tempeste di neve che hanno colpito la capitale negli ultimi 11 giorni sarebbero state indotte artificialmente, attraverso il “bombardamento” di alcuni agglomerati nuvolosi lo scorso 1° novembre.
Le nevicate sono state fortissime e in anticipo rispetto alla media stagionale; nel nord del Paese hanno intrappolato nel ghiaccio centinaia di migliaia di automobili, bloccato autostrade e fatto crollare le cantine di due scuole. Nel crollo sono morti quattro studenti. A causa della gravità della situazione, l’Ufficio di pubblica sicurezza di Shijiazhuang (capitale dell’Hebei) ha creato un Centro di comando per la festione dell’emergenza: la priorità è quella di ristabilire la circolazione nelle strade.
Ma l’opinione pubblica cinese si interroga sull’origine del disastro ambientale. L’Ufficio per la modificazione ambientale di Pechino ha ammesso in un primo momento che la prima forte nevicata è stata indotta, e il quotidiano governativo China Daily ha scritto ieri – citando un anonimo funzionario governativo – che anche la seconda tormenta è stata provocata dall’uomo. Inoltre, l’Ufficio meteorologico della capitale ha ammesso che entrambe “sono state troppo pesanti, per essere l’inizio di novembre”.
Il maltempo ha bloccato di fatto sei province: Shaanxi, Shanxi, Hebei, Henan, Hubei e Shandong. Migliaia di voli interni sono stati cancellati, rendendo molto difficile allontanarsi dalle zone colpite dalla neve. Wen Jiabao si è recato a Shijizhuang per controllare le operazioni di sostegno alla popolazione: ha visitato i passeggeri in attesa nella stazione ferroviaria e poi si è recato al confine con lo Shanxi.
Secondo le autorità governative provinciali, nel corso delle tormente sono crollate più di 1.200 case, e altre 1.900 sono state danneggiate. I danni ammontano a circa 44 milioni di euro. Gli esperti di meteorologia commentano in maniera negativa le variazioni climatiche indotte dal governo. Secondo Xiao Gang, professore presso l’Istituto di fisica atmosferica dell’Accademia cinese delle scienze, “nessuno può dire quanto si cambia il cielo se si manipola il tempo. Non dovremmo dipendere troppo da espedienti artificiali per avere pioggia o neve, perché questi sparano in aria troppe incertezze”.
30/12/2019 11:58





