17/02/2026, 08.34
KIRGHIZISTAN
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Zaparov rimuove il capo dei servizi di sicurezza a Bishkek

di Vladimir Rozanskij

Messo da parte il generale Tašiev, rtenuto il vero uomo forte del Paese nell'ultimo quinquennio. Secondo quanto raccontato in un'intervista dallo stesso presidente alcuni parlamentari avrebbero cominciato ad alimentare contrapposizione tra lui e il responsabile del Gnkb. la sigla locale dell'ex-Kgb, in un Paese che nell'era post-svoietica ha già vissuto diversi colpi di Stato. 

Bishkek (AsiaNes) - Il presidente del Kirghizistan, Sadyr Žaparov, ha spiegato in un’intervista al sito ufficiale Kabar le sue intenzioni di riformare il Comitato di sicurezza nazionale Gknb, dopo aver rimosso il suo segretario, il generale Kamčybek Tašiev, l’uomo forte del Paese dell’ultimo quinquennio e considerato inseparabile dal rapporto con lo stesso Žaparov. Tašiev guidava “l’ex-Kgb” kirghiso dal 2020, un anno prima dell’elezione a presidente di Žaparov, di cui appariva il tutore e per molti aspetti il vero detentore del potere nel Paese.

Nell’intervista il presidente ha infatti ribadito di essere stato eletto nel 2021, dopo i disordini dell’anno precedente, con la maggioranza dei voti e di essere il legittimo capo dello Stato, che gode della fiducia del popolo e che ha il compito di garantire l’integrità della struttura statale, l’unità dell’intero popolo e la capacità di collaborare di tutti i funzionari dello Stato. Confermando i suoi sentimenti di amicizia con Tašiev, egli assicura che “gli interessi dello Stato e del popolo sono più importanti della carriera o dell’amicizia”.

Žaparov racconta che “tutto è cominciato al Žogorku Keneš, quando alcuni gruppi hanno cominciato a chiedere ai propri deputati: voi da che parte state, da quella del generale o da quella del presidente?”. Questa contrapposizione si è poi diffusa in tutto il Paese, dal parlamento ai consigli comunali, con raccolte di firme per andare ad elezioni anticipate e in questo modo “generando confusione in tutta la società kirghisa”. La scelta di rimuovere Tašiev si è resa necessaria per riportare la situazione sotto controllo, ed evitando una nuova spirale di conflitti interni fino all’ennesimo colpo di Stato, come avvenuto regolarmente negli ultimi trent’anni in Kirghizistan, dopo la fine dell’Unione Sovietica.

Il presidente ritiene di “aver salvato la vita del suo amico”, che sarebbe potuto diventare la vittima sacrificale dei nuovi disordini che si stavano preparando. Molti infatti esortavano a “passare dalla parte del generale”, ciò che avrebbe terremotato le strutture statali portando a imprevedibili conseguenze. Nell’intervista si assicura che non esiste una “squadra di Tašiev” che si confronta con la “squadra di Žaparov”, e che tutti i funzionari dello Stato sono scelti unicamente per le loro capacità, “dopo attente verifiche”. Si nega categoricamente che ci fosse un accordo per assegnare a Tašiev la presidenza in successione a Žaparov, affermando che “il Kirghizistan è un Paese democratico, ogni cittadino ha il diritto di esprimere la propria scelta su chi deve guidare il Paese, non decidono due o tre persone”. In ogni caso, è stato chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi senza ambiguità sulla questione, e alle forze dell’ordine di svolgere indagini a tutti i livelli per individuare i maggiori responsabili della vicenda.

Nell’intervista si afferma comunque che “il Gknb ha adempiuto pienamente alla missione che gli era stata affidata, si può dire che ha fatto anche di più di quello che gli era chiesto”. D’altra parte “lo Stato è un organismo vivente, che deve continuamente crescere e cambiare”, e le sfide alla sicurezza nazionale sono sempre differenti, tanto da imporre “una riforma qualitativa”. Il mondo cambia e gli istituti nazionali devono adeguarsi e rinnovarsi, anche se Žaparov assicura che alcuni compiti come la lotta alla corruzione e alla criminalità non saranno certo messi da parte.

Žaparov ha quindi nominato come nuovo segretario del Consiglio di sicurezza il colonnello Adilet Orozbekov, 48 anni, laureato all’università del Kirghizistan in diplomazia e diritto internazionale, e diplomato anche all’accademia dell’Fsb in Russia. Principale esperto nella lotta al terrorismo del Gknb, egli ha lavorato anche in strutture di politica estera e come rappresentante kirghiso a Pechino nell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai, e appare come un volto nuovo del Kirghizistan impegnato per garantire la sicurezza interna, e contribuire a quella internazionale.

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