Nel primo anniversario della scomparsa di Bergoglio due ricordi che dalle Filippine e dalla regione del Golfo oggi afflitta dalla guerra ne ricordano lo sguardo attento a chi attraversando il mondo in cerca di futuro porta con sé anche una testimonianza cristiana. Card. David: "Portano luce nel mondo non per strategia, ma per fedeltà ovunque la vita li conduca". Mons. Martinelli: "Il suo incoraggiamento sia segno di pace anche nelle difficoltà di oggi".
La religiosa, vincitrice del Ramon Magsaysay Award, è scomparsa il 14 aprile scorso all’età di 85 anni. Nel 1986 ha fondato la missione di Nostra Signora della Pace e istituito cliniche sanitarie gratuite, che hanno curato decine di migliaia di bisognosi in modo gratuito. La sua compassione celebrata come uno dei pilastri sui quali “fondare la nazione”.
Il card. Suharyo da Jakarta: 'Uno stile di vita sobrio è un dovere morale, prima ancora che una risposta alla crisi energetica". Nelle Filippine il card. David su un atto di devozione popolare trasformatosi nel maltrattamento di un animale: "Giusto criticarlo, ma ci insegni davvero il rispetto per ogni vita umana". Il card. Ranjith a Colombo: "Anche in politica la leadership sia servizio, non dominio sugli altri".
Il 6 aprile a Bantayan installate strutture artificiali per ripristinare la biodiversità marina e sostenere un modello di gestione responsabile del mare. Il progetto è promosso dall’arcivescovo Alberto S. Uy e dalla Caritas di Cebu. Creati habitat per i pesci e rafforzati mezzi di sussistenza locali, in linea con gli insegnamenti dell'enciclica Laudato Si’.
Nelle Filippine oltre sei milioni di persone all'Alay Lakad, il pellegrinaggio notturno di Antipolo, mentre nella provincia di Quezon un gruppo di contadini ha intrecciato i racconti della Passione con la propria lotta per la difesa delle terre. Nell'Arunachal Pradesh i giovani vivono il Triduo pasquale pregando per l'armonia religiosa in India. Il Consiglio ecumenico delle Chiese della Corea diffonde una preghiera sulla ferita della divisione tra Nord e Sud invitando alla conversione.
Le migliaia di persone impiegate nelle grandi navi, soprattutto filippini, indiani e indonesiani, non possono sbarcare o essere rimpatriate, mentre chi doveva partire è improvvisamente rimasto senza lavoro. Tra gli equipaggi cresce la pressione psicologica e l’incertezza spiega ad AsiaNews p. Paulo Prigol, missionario scalabriniano: “Il costo umano viene ignorato, il business resta la priorità”.