19/04/2005, 00.00
ISRAELE-VATICANO

Benedetto XVI, la chiarezza della fede, unità per i cattolici e base del dialogo con ebrei e islam

P. Jaeger: "Solo partendo da una ferma conoscenza della fede il dialogo con altre religioni è fruttuoso".

Gerusalemme (AsiaNews) – L'elezione di Benedetto XVI è la più grande, l'unica consolazione al dolore lasciato nel nostro cuore dalla morte di Giovanni Paolo II. P. David-Maria A. Jaeger, giurista francescano in Israele, commenta così ad AsiaNews la nomina del nuovo pontefice. "Questa scelta è di fondamentale importanza soprattutto per la cattolicità – spiega p. Jaeger - perché nessuno come Ratzinger ha saputo esprimere e proclamare con chiarezza quella che è la fede della Chiesa". Secondo p. Jaeger attorno a questa proclamazione "chiara" si concentra "un fattore di unità ritrovata tra tutti i fedeli di Cristo".

Il religioso è convinto che la solidità della fede del nuovo papa darà un apporto fondamentale al dialogo con le altre confessioni cristiane e con le religioni non cristiane, in particolare ebraismo e islam. Il francescano, esperto giuridico dei rapporti tra Santa Sede e Stato di Israele, ha aggiunto che "solo partendo dal possesso di una sicura conoscenza e accettazione della stessa fede cristiana e cattolica possiamo sperare in un dialogo interreligioso che dia frutti". "Il dialogo - spiega - non è possibile e non è fruttuoso se i partecipanti non hanno una conoscenza, una coscienza e una concezione chiara e completa della propria fede".

Per quanto riguarda i negoziati tra Santa Sede e Israele, in corso da 13 anni, p. Jaeger, vicino ai tavoli delle trattative, si dice ottimista: "Giovanni Paolo II non ha avuto la possibilità di vedere il compimento di questa sua grandissima iniziativa, mi auguro però che tra non molto lo possa fare Benedetto XVI". Già anni fa la stampa aveva rivelato che il card. Ratzinger aveva fatto parte del ristretto comitato di cardinali con i quali Giovanni Paolo II si sarebbe consultato prima di decidere la firma dell'Accordo fondamentale con lo Stato di Israele, nel 1993. "Per questo sono fiducioso: il papa Benedetto XVI entra nell'esercizio delle funzioni già informato dei problemi e degli argomenti principali dei rapporti con Israele, che spero siano uno degli argomenti, che lui e la sua curia seguiranno con attenzione".

Proprio in questi giorni sono in corso ulteriori negoziati tra Vaticano e Israele.
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