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  • » 15/09/2009, 00.00

    CINA - VATICANO

    È morto mons. Bartolomeo Yu, vescovo sotterraneo di Hanzhong



    Testimone della fedeltà al papa, è stato punto di riferimento per sacerdoti e religiose della Chiesa clandestina e della Chiesa ufficiale. Ha subito arresti e isolamento. Ha molto lavorato per la riconciliazione con la Chiesa ufficiale insieme a mons. Li Duan di Xian. Una messa funebre per Giovanni Paolo II è stata la cerimonia di riconciliazione fra lui e il vescovo ufficiale di Hanzhong, mons. Luigi Yu Runshen.

    Roma (AsiaNews) – Mons. Bartolomeo Yu, vescovo non ufficiale della diocesi di Hanzhong (Shaanxi) è morto ieri alle 9.30 del mattino, all’età di 90 anni, dopo un lungo periodo di malattia. Mons. Yu è uno dei testimoni della libertà della Chiesa, che ha sempre resistito al potere dell’Associazione patriottica, che vuole costituire una Chiesa indipendente da Roma. Per questo ha subito periodi di prigionia e di arresti domiciliari.

    Mons. Bartolomeo Yu Chengti è stato uno degli ultimi sacerdoti cinesi ordinati da un vescovo straniero, mons. Giuseppe Maggi, del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), prima di essere espulso, con tutti i missionari stranieri negli anni ’50 in seguito alla presa di potere di Mao Zedong.

    Il Pime aveva ricevuto il mandato di evangelizzare lo Shaanxi meridionale già nel 1888. Hanzhong è divenuta vicariato apostolico nel 1924 e poi diocesi nel 1944.

    Mons. Bartolomeo Yu è stato ordinato vescovo della Chiesa clandestina nel 1981, in seguito all’ordinazione del vescovo ufficiale Luigi Yu Runshen. La zona di Hanzhong ha una lunga tradizione di comunismo radicale e l’Associazione patriottica ha sempre spadroneggiato sulla vita e le attività della Chiesa cercando di soffocarla lentamente.

    Mons. Bartolomeo Yu è stato il testimone della fedeltà al papa, facendo rinascere attorno a sé le comunità cristiane. Dal luogo in cui viveva, Gulupa (Chenggu), ha fatto nascere molte vocazioni sacerdotali sotterranee e molte vocazioni religiose femminili non ufficiali, distribuendone la presenza e l’evangelizzazione soprattutto nelle periferie e nelle povere campagne.

    Un fatto importante è che anche sacerdoti della Chiesa ufficiale, vedendo che il vescovo patriottico Luigi Yu non osava fare il passo per chiedere una riconciliazione con il papa, andavano da lui a farsi consigliare e aiutare, per vivere la vocazione in obbedienza alla Chiesa. Intanto mons. Bartolomeo Yu costruiva una sempre maggiore unità fra Chiesa ufficiale e Chiesa sotterranea grazie all’amicizia con lo scomparso mons. Antonio Li Duan, arcivescovo di Xian.

    Una svolta nella diocesi di Hanzhong è avvenuta prima della morte di Giovanni Paolo II, quando anche mons. Luigi Yu ha chiesto la riconciliazione con il pontefice. Proprio una messa funebre per il papa polacco defunto è stata la cerimonia di riconciliazione fra i due vescovi, che hanno celebrato insieme l’eucaristia per la prima volta dopo decenni.

    Negli ultimi tempi mons. Bartolomeo Yu si era ammalato ed è stato varie volte ricoverato in ospedale. All’isolamento per la sua malattia si è spesso aggiunto l’isolamento dettato dalla polizia, che lo ha costretto per lunghi periodo agli arresti domiciliari.

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