15/02/2021, 11.51
INDIA
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​I Dalit vogliono che il nuovo arcivescovo di Pondicherry-Cuddalore sia uno di loro (VIDEO)

di Nirmala Carvalho

Manifestazioni pubbliche e appelli al nunzio da parte del Dalit Christian Liberation Movement. Contestano la discriminazione, perché finora sono stati nominati solo arcivescovi non dalit, anche se i dalit sono la maggioranza e rappresentano circa il 75% dei cattolici nell'arcidiocesi.

Mumbai (AsiaNews) – Protestano i cattolici Dalit dell'arcidiocesi di Pondicherry - Cuddalore nel sud dell'India e anche fedeli di altre diocesi del Tamil Nadu che chiedono la nomina di un vescovo Dalit, dopo che il 27 gennaio, papa Francesco ha accettato le dimissioni dell'arcivescovo Antony Anandarayar dal governo dell'arcidiocesi e ha nominato il vescovo Peter Abir Antonysamy di Sultanpet come amministratore apostolico della stessa arcidiocesi.

I cattolici Dalit hanno sollevato la questione della discriminazione di casta in una protesta tenutasi il 29 dicembre 2020. E il 13 febbraio hanno organizzato una manifestazione a Villupuram (nelle foto), nello Stato del Tamil Nadu, chiedendo di nominare un arcivescovo Dalit nell'arcidiocesi di Pondicherry - Cuddalore. Dopo la manifestazione, il Dalit Christian Liberation Movement (DCLM) ha presentato un Memorandum al nunzio apostolico in India.

Nel documento si legge che viene presentato a nome dei cristiani Dalit al termine della loro manifestazione pubblica che sono stati costretti a yenere per ottenere giustizia nella Chiesa cattolica. La gerarchia cattolica in Tamil Nadu e Pondicherry e anche in India è responsabile di questa situazione.

Negli ultimi tre decenni, scrivono, abbiamo ripetutamente lamentato al Nunzio apostolico in India la discriminazione di casta subita dai Dalit all'interno della Chiesa cattolica e abbiamo fatto appello per un intervento che la eliminasse. Per citarne alcune, negli ultimi anni abbiamo scritto diverse lettere al Nunzio: in data 10 marzo 2018, 12 novembre 2018, 7 giugno 2019, 6 settembre 2019, 14 novembre 2019, 20 maggio 2020, 1 giugno 2020, 12 novembre 2020, e da ultimo, quella a mons. Robert D.Murphy del 13 gennaio 2021. In esse e in altre si spiega che noi cristiani Dalit siamo gravemente colpiti dalla prolungata discriminazione di casta e dall'emarginazione all'interno della nostra Chiesa cattolica.

Abbiamo chiarito e giustificato con fatti e cifre la nostra legittima rivendicazione di uguaglianza e diritti all'interno della Chiesa cattolica.

Quello che stiamo dicendo e chiedendo è ben giustificato e accettato dalla stessa politica della CBCI per l'Empowerment dei Dalit nella Chiesa cattolica nel 2016 e della TNBC diversi anni prima. Ma finora non sono state implementate affatto. Quando si tratta di fare veramente giustizia e di dare uguali diritti ai cristiani Dalit, la gerarchia cattolica in India assume una posizione ostile. Quando alziamo la nostra voce contro di essa, interpretano male, disinformano e fuorviano il Nunzio e la Santa Sede sulla nostra rivendicazione e lotta legittima. Sopprimono ipocritamente la nostra voce di vittime. È un'atrocità silenziosa che non è visibile agli estranei. Per quanto tempo dovremmo sopportare pazientemente e in silenzio questo? È un peccato dover scendere in piazza per combatterlo, ma è diventato necessario e inevitabile.

Chiediamo di combattere la disuguaglianza di casta subita da noi all'interno della Chiesa. La stessa CBCI nel Dalit Empowerment nella Chiesa cattolica afferma che "il termine 'Dalit" non indica un'identità di casta.… Non è solo una questione di categoria sociale e culturale, ma anche una categoria teologica".

Negli ultimi 388 anni dell'arcidiocesi i Dalit cattolici hanno subito discriminazioni di casta in tutte le forme e a tutti i livelli. Soprattutto ora, i cattolici dalit dell'arcidiocesi di Pondicherry-Cuddalore hanno organizzato manifestazioni pubbliche con la richiesta di nominare un arcivescovo dalit nell'attuale posto vacante nell'arcidiocesi, cosa che deve essere resa come giustizia storica per la comunità cattolica Dalit. In particolare, finora sono stati nominati solo arcivescovi non dalit, anche se i dalit sono la maggioranza sin dai primi tempi e ora rappresentano circa il 75% dei cattolici nell'arcidiocesi.

Il 29 dicembre i cattolici dalit hanno svolto una manifestazione a Pondicherry, sede dell'arcivescovo, e alla fine della manifestazione una delegazione ha incontrato l'arcivescovo uscente Antony Anandarayar e ha ribadito la richiesta di nominare un arcivescovo dalit dopo di lui. Il vescovo ha categoricamente assicurato che sarà nominato solo un arcivescovo dalit e ha detto di aver già scritto al Nunzio apostolico in India e al Vaticano raccomandando vivamente la stessa cosa. Allo stesso modo, l'arcivescovo Antony Pappusamy di Madurai, presidente del Consiglio episcopale del Tamil Nadu (TNBC), ha assicurato lo stesso ai leader cristiani dalit nell'incontro virtuale con loro il 6 ottobre 2020 e ha promesso di scrivere al Nunzio. Ma nonostante le loro assicurazioni e il nostro appello per la giustizia, il vescovo Peter Abir Antonysamy della diocesi di Sultanpet in Kerala è stato nominato amministratore apostolico dell'arcidiocesi dal 27 gennaio.

Ciò ha gravemente deluso e frustrato i cattolici Dalit non solo nell'arcidiocesi ma anche in altre diocesi del Tamil Nadu.

Mons. Peter Abir è vescovo da soli sette anni e appartiene al Consiglio episcopale del Kerala. Anche il dalit vescovo da diciotto anni nel Tamil Nadu è stato ignorato. La nostra preoccupazione è molto forte in quanto il vescovo Peter Abir appartiene alla stessa casta dell'arcivescovo Antony Anandarayar e dell'arcivescovo Antony Pappusamy, presidente della TNBC, che ora sono i principali responsabili nel raccomandare il nuovo arcivescovo di Pondicherry-Cuddalore, e la loro affinità per casta ci è ben nota.

La manifestazione dei cristiani dalit vuole indicare la nostra preoccupazione per la nomina del vescovo Peter Abir per il reale intervento che c'è dietro, se si cerca come al solito di impedire la nomina di un arcivescovo dalit. È nostra esperienza che la gerarchia indiana ammette che è vera la discriminazione di casta verso i cristiani Dalit e che le nostre richieste sono giuste, ma quando si tratta di fare giustizia e riconoscere i nostri diritti cerca solo di impedirlo.

Così una delegazione del nostro DCLM ha incontrato il 7 febbraio l'amministratore apostolico Peter Abir per conoscere i passi da lui intrapresi per la nomina di un arcivescovo Dalit, come assicurato dall'arcivescovo uscente, oltre che dal presidente della TNBC. Abbiamo chiesto che si assuma la responsabilità di adempiere alle assicurazioni fornite da loro e abbiamo anche fatto appello a lui e ad altri vescovi non dalit di non accettare la posizione di arcivescovo di questa arcidiocesi, se venisse offerta, ma invece di raccomandare la scelta di un arcivescovo dalit e di mostrare la loro solidarietà per l’uguaglianza dei dalit all'interno della Chiesa.

L'amministratore apostolico Peter Abir Antonysamy è stato evasivo sulla questione e non sembrava disposto a spiegare al Nunzio e in Vaticano la realtà della discriminazione di casta. Questo è molto deludente e siamo molto preoccupati per la cospirazione di casta per impedire la nomina di un arcivescovo Dalit.

Noi cattolici Dalit siamo frustrati e ci sentiamo delusi e tormentati dalla gerarchia cattolica di casta dominante. Abbiamo perso completamente fiducia nei vescovi perché li troviamo poco affidabili. Quindi, se anche questa volta un arcivescovo dalit non verrà nominato nell'arcidiocesi di Pondicherry-Cuddalore, siamo determinati a prendere misure come le seguenti:

Portare la questione dell'intoccabilità e della discriminazione di casta e all'interno della Chiesa cattolica al governo indiano per il suo intervento.

Sollevare questi problemi in modo appropriato nelle alte corti e nella Corte suprema dell'India, poiché sono contrari alla costituzione dell'India.

Mettere in discussione la rilevanza e la correttezza della Nunziatura apostolica in India poiché protegge e promuove il dominio di casta all'interno della Chiesa cattolica e pratica la discriminazione contro i dalit nelle nomine di vescovi, arcivescovi e cardinali in India.

Organizzare lotte nello Stato e a livello nazionale per attirare l'attenzione del Papa e chiedergli pubblicamente di intervenire per porre fine alla discriminazione di casta contro i dalit all'interno della Chiesa cattolica indiana.

La Gerarchia cattolica indiana è pienamente responsabile di questa situazione e le vittime cattoliche Dalit non sono da biasimare.

Tuttavia desideriamo credere che il Nunzio apostolico prenderà seriamente atto della situazione e farà in modo che giustizia sia fatta almeno in questo frangente .. Ci appelliamo con fervore e umiltà a Vostra Eccellenza e, attraverso i vostri buoni uffici, alla Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli in Vaticano per la nomina di un arcivescovo Dalit nell'arcidiocesi di Pondicherry-Cuddalore.

Essendo opportuno e urgentemente necessario spiegare di persona a Vostra Eccellenza, chiediamo fraternamente di incontrare la nostra delegazione a Delhi o altrove il prima possibile.

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