07/09/2012, 00.00
PAKISTAN – ITALIA

“Felice per la liberazione di mia figlia”: ad AsiaNews, la gioia del padre di Rimsha Masih

Dario Salvi
Intervista alla famiglia della minorenne accusata di blasfemia, rilasciata oggi su cauzione. Misrek Masih: “mi è crollato il mondo addosso. Ho avuto paura”. Egli ringrazia gli attivisti di Apma per il lavoro svolto. La fede in Gesù “mi ha aiutato a ritrovare la speranza”. Il grazie speciale di Paul Bhatti a Shahbaz, che “mi ha indicato la strada da seguire”.

Roma (AsiaNews) -"Sono felicissimo per la liberazione di mia figlia" e "ringrazio di cuore" gli attivisti cattolici di Apma e il ministro Paul Bhatti che "hanno lavorato tantissimo per il suo rilascio". È quanto sottolinea in un'intervista ad AsiaNews Misrek Masih, padre di Rimsha, la minorenne cristiana affetta da problemi mentali, arrestata nei giorni scorsi con l'accusa di blasfemia. Questa mattina i giudici del tribunale di Islamabad hanno deciso il rilascio su cauzione della ragazza, finita in carcere ad agosto perché avrebbe profanato alcune pagine del Corano (cfr. AsiaNews 07/09/2012 Paul Bhatti: "felicità e soddisfazione" per il rilascio (su cauzione) di Rimsha Masih). In realtà si è trattato di un'accusa montata ad arte da un imam locale, che ha agito col proposito di creare risentimento verso la comunità cristiana e requisirne le proprietà. Dopo giornate cariche di tensione e paura, la famiglia può festeggiare il rilascio (dietro pagamento di una cauzione di circa 4mila euro) in attesa di riabbracciare la propria figlia.

AsiaNews ha contattato Paul Bhatti, consigliere speciale del premier per l'Armonia nazionale, che da un luogo protetto e sicuro ha permesso di ascoltare a caldo le parole e le emozioni della famiglia della minorenne accusata di blasfemia. "Siamo felici - commenta Misrek, il padre, con un filo di voce rotta dall'emozione - per la felice conclusione della vicenda". Sentimenti condivisi da tutta la famiglia, dalla madre, dalle sorelle, in particolare la più piccola di soli sette anni, Neha, che ripete: "Siamo felicissimi, siamo felicissimi che mia sorella ritorna a casa".

Ripensando al dramma che ha colpito la famiglia, Misrek Masih commenta: "Quando ho saputo dell'accusa - che ha determinato anche la fuga di 600 famiglie cristiane dal sobborgo della capitale dove vivevano - mi è cascato il mondo addosso. Ho avuto paura". Nonostante tutto, la fede in Gesù - la famiglia Masih è cattolica - lo ha aiutato a ritrovare un po' di sicurezza perduta. "La speranza e la fede in Cristo sono forti - aggiunge il padre di Rimsha - ed è lui che ci ha portato la salvezza attraverso il lavoro del ministro e di quanti si sono impegnati per ottenere la libertà di mia figlia". E attraverso  Paul Bhatti, sottolinea, "la carità di Gesù è diventata un segno visibile".

Egli desidera inoltre rivolgere attraverso AsiaNews uno "speciale ringraziamento" a tutti i membri e gli attivisti di All Pakistan Minorities Alliance (Apma), l'associazione fondata da Shahbaz Bhatti e ora guidata dal fratello Paul dopo l'assassinio del ministro cattolico per le Minoranze, massacrato a colpi di pistola dai fondamentalisti islamici nel marzo 2011. "Un grazie speciale ad Apma - conclude Misrek - insieme al governo pakistano e alle forze di polizia".

Infine, un pensiero particolare di Paul Bhatti, che in questo momento di gioia vuole ricordare il fratello Shahbaz. "È lui a guidare il mio lavoro - afferma il consigliere speciale per l'Armonia nazionale - ed è stato proprio Shahbaz a indicarmi la strada da seguire perché il caso si risolvesse in modo positivo". Al plauso per l'operato del governo e delle forze di polizia, il politico cattolico pakistano con grado di ministro federale unisce un pensiero per quanti in Italia sostengono la sua opera. "Voglio ricordare - conclude - il vescovo di Vittorio Veneto [comune in provincia di Treviso] e tutta la Comunità di Sant'Egidio".

 

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