06/08/2016, 12.35
PAKISTAN
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“Lo spirito della GMG non finisce”: il ritorno a casa dei giovani pakistani

di Kamran Chaudhry

Il prossimo 2 settembre i partecipanti alla Giornata mondiale condivideranno la loro esperienza con i loro coetanei a Faisalabad. Haroon Tariq, 19 anni, racconta di come il viaggio gli abbia cambiato la vita: “L’incontro con i giovani da tutti il mondo è stato affascinante. Ci trattavamo da vecchi amici perché Gesù ci unisce”.

 

Faisalabad (AsiaNews) – I giovani pakistani tornati dalla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia sono pronti a diffondere nel proprio Paese il messaggio di misericordia annunciato da papa Francesco. Il 2 settembre è in programma un incontro della gioventù pakistana a Faisalbad, in cui essi potranno condividere i racconti del loro viaggio coi i loro coetanei. In quell’occasione si terranno anche le consultazioni nazionali delle commissioni per la pastorale giovanile.

Pervez Roderick, segretario della Commissione nazionale per la pastorale giovanile, afferma: “Lo spirito della GMG rimarrà. Con le nuove prospettive che hanno fatte proprie, i rappresentanti di ogni diocesi potranno condividere i loro pensieri sulla misericordia con ragazzi di tutto il Pakistan”.

Roderick racconta con gioia dei giorni trascorsi in Polonia con la delegazione pakistana: “Il nostro gruppo ha avuto il privilegio di partecipare a tutte le attività, incluse la cerimonia di benvenuto, le classi di catechismo, la Via crucis, la veglia di sabato notte e la messa conclusiva”. Gli organizzatori dell’evento hanno fatto in modo che “la delegazione del Pakistan fosse sempre visibile nelle prime file vicino a papa Francesco. Li ringraziamo molto per avere dato un’immagine positiva del nostro Paese, infestato dalla guerra. Mons. Sebastian Shah, arcivescovo di Lahore, ha potuto parlare della situazione della Chiesa in Pakistan in una chiesa polacca”.

La delegazione pakistana, guidata da Roderick, è tornata in patria il 4 agosto scorso. Secondo il segretario, il momento più bello della GMG è stata l’attesa della messa papale insieme a persone provenienti da 110 Paesi del mondo.

Haroon Tariq, 19 anni, racconta di come il viaggio in Polona e l’incontro con gli altri giovani sia stato importante per lui: “Una sera stavamo cenando e una ragazza mi ha chiesto in che momento della vita io avessi detto di sì a Gesù. Sono sempre andato a messa la domenica ma non ci avevo mai pensato. Il rifletterci mi ha fatto commuovere, in special modo alla veglia, quando mi sono presentato davanti a Gesù”.

Tariq, che appartiene al movimento dei Focolari, è stato colpito dal modo in cui persone sconosciute e straniere lo trattavano alla GMG: “I giovani mi guidavano come se fossimo vecchi amici. Potevo sentire la presenza di Gesù, eravamo tutti uniti”. La misericordia sperimentata in Polonia, afferma, “può fare meraviglie in Pakistan, che sta attraversando molte sfide. D’ora in poi voglio impegnarmi per mostrare il volto misericordioso dei cristiani, con i malati e gli anziani”.

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