07/05/2020, 12.15
CINA-VATICANO
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È morto mons. Giuseppe Zhu Baoyu, vescovo emerito di Nanyang

di Peter Zhao

Lo scorso febbraio aveva contratto il Covid-19, ma era guarito. Per lungo tempo aveva lavorato nella Chiesa sotterranea. Nel 2011 si è fatto riconoscere dal governo. Ha passato molti anni in carcere e nei campi di lavoro forzato e di rieducazione.

Nanyang (AsiaNews) – Questa mattina è morto mons. Giuseppe Zhu Baoyu, vescovo emerito di Nanyang (Henan). Aveva 99 anni. Tre mesi fa, in febbraio, si era ammalato di Covid-19, ma era riuscito a guarire, diventando la persona cinese più anziana a superare la crisi. La sua guarigione era divenuta un caso in Cina e il “Quotidiano del popolo” gli aveva dedicato un articolo e un video.

Viveva da tempo nell’episcopio di Nanyang, come vescovo emerito, insieme al vescovo ordinario, mons. Pietro Jin Lugang. Per il governo cinese, però, mons. Zhu era il vescovo ordinario e mons. Jin era solo il coadiutore. In realtà la Santa Sede aveva accolto le dimissioni di mons. Zhu per motivi di età già nel 2010.

Di lui non ci sono molte notizie. La diocesi di Nanyang ha diffuso alcune scarne annotazioni.

Mons. Zhu Baoyu, è originario di Pushan nell’Henan, ed è nato il 2 luglio 1921. Rimasto orfano del padre quando aveva 6 anni, viene accolto insieme alla madre nell’orfanotrofio di Jingang. A 8 anni riceve il battesimo e studia presso la scuola elementare Ximan. Nel 1946 comincia a studiare teologia presso il seminario di Kaifeng (Henan) e nel 1957 viene ordinato sacerdote da mons. Giuseppe Fan Xueyan di Baoding. Nel 1964, a causa della fede, è costretto ai lavori forzati. Nel 1967 ha incominciato il proprio servizio presso la parrocchia di Pushan. Nel 1981 è stato condannato a 10 anni di carcere e di rieducazione con l’accusa di essere contro-rivoluzionario.

Dal 1988 al 1992 ha servito in diverse parrocchie, e il 19 marzo 1995 in occasione della festa di San Giuseppe, suo patrono, è stato ordinato vescovo ausiliare della diocesi di Nanyang. La cerimonia di consacrazione è stata presieduta dal vescovo Jin Dechen. I concelebranti erano mons. Zhang Huaixin e mons. Shi Jingxian.

Il 23 novembre 2002 diviene vescovo ordinario della diocesi di Nanyang. Per tutto questo periodo egli è stato membro della comunità non ufficiale. Nel 2010 egli dà le dimissioni, accettate dal Vaticano, che nomina mons. Jin Lugang come ordinario. Ma subito dopo le dimissioni, mons. Zhu ha chiesto – altri dicono “ha ricevuto pressioni” – per essere riconosciuto ufficialmente. Il governo lo ha insediato come vescovo ordinario, non tenendo conto delle sue dimissioni presentate al Vaticano. Alcune fonti dicono che la mossa di mons. Zhu aveva come scopo quella di avere più forza nell’esigere dal governo il ritorno delle proprietà della Chiesa, sequestrate durante la Rivoluzione culturale. Solo un anno fa Pechino ha riconosciuto per lui mons. Jin Lugang come vescovo coadiutore.

La diocesi di Nanyang, un tempo affidata ai missionari del Pime, ad oggi conta circa 20mila cattolici, con una ventina di sacerdoti e centinaia di suore della congregazione di san Giuseppe.

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