26/01/2015, 00.00
EGITTO - ISLAM
Invia ad un amico

Ancora sangue in piazza Tahrir a quattro anni dalla rivoluzione anti-Mubarak

Uccise 15 persone negli scontri con la polizia. Ucciso anche un poliziotto. Decine di feriti e centinaia di arresti. Una donna, attivista di sinistra, è stata uccisa il giorno prima al Cairo. Una ragazza di 18 anni uccisa ad Alessandria. La polizia accusa i militanti islamisti. Attentato bomba in un quartiere della capitale e sul delta del Nilo.

Il Cairo (AsiaNews) -  Almeno 15 persone sono state uccise ieri in diversi scontri fra manifestanti e polizia nel giorno in cui l'Egitto ricorda il quarto anniversario delle rivolte della "primavera araba" che ha portato alla caduta del rais Hosni Mubarak. Le tensioni sono nate già il giorno prima, quando al Cairo, è stata uccisa l'attivista Shaimaa el-Sabbagh giunta nella capitale da Alessandria per criticare la mancanza di libertà che domina sotto il generale Al-Sisi, accusato di aver compiuto "il funerale della rivoluzione", instaurando, dopo la caduta di Mubarak e di Mohamed Morsi, un regime ancora più aspro di prima.

Al Sisi giustifica invece il pugno duro verso le manifestazioni come una necessità per ridare sicurezza e ordine al Paese, con un'economia allo sfascio e con attacchi continui dei movimenti islamisti.

Ieri a piazza Tahrir prima si sono radunati centinaia di manifestanti pro-Sisi; poi sono giunti centinaia di gruppi laici, amici di el-Sabbagh.  Secondo fonti della polizia, militanti islamisti si sono infiltrati nella manifestazione attaccando le forze dell'ordine. La polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili, uccidendo almeno 15 persone e arrestandone 150.  Anche fra i poliziotti vi è un morto e 11 feriti.

Sempre ieri, una bomba esplosa nel quartiere di Alf Maskan ha ferito quattro poliziotti e un civile. Due sospetti militanti islamisti si sono uccisi facendosi saltare vicino a un traliccio dell'elettricità nella provincia di Baheira, sul delta del Nilo. Il 23 gennaio una ragazza di 18 anni era stata uccisa ad Alessandria durante una manifestazione.

Al Sisi giustifica la sua mano ferma sulla dissidenza (islamista e laica) come l'unica strada per far rivivere l'economia, azzoppata dai grandi raduni di massa degli scorsi anni e dalla catastrofica gestione di Morsi e ricorda che egli è stato eletto con il 90% dei voti della popolazione. Ma alcuni giorni prima dell'uccisione di al-Sabbagh, parlando all'accademia della polizia, ha ammesso che vi sono stati errori da parte delle forze di sicurezza, pur accusando le proteste di fomentare l'instabilità. Dalla caduta di Morsi, nel luglio 2013, soldati e poliziotti hanno ucciso più di 1400 manifestanti islamisti e oltre 15mila persone sono state arrestate.

 

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Bombe, elezioni, condanne: l'Egitto cerca la sua strada
03/03/2015
Secondo giorno di voto per la nuova costituzione egiziana. Ieri 9 morti
15/01/2014
Enorme dispiego di sicurezza per il voto sulla costituzione egiziana
14/01/2014
Siria, dalla primavera araba alla guerra fra sunniti e sciiti
07/12/2012
Medio oriente: crollano aspettative di vita per guerre e rivolte
27/08/2016 08:43