03/06/2021, 11.29
EGITTO
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Egitto: oltre la democrazia, economia e istruzione le basi per il progresso (II Parte)

di A.M.A.*

In primo piano lo sviluppo urbano e i mega-progetti, fra cui la nuova capitale amministrativa. Dalla pandemia di Covid-19 un crollo nel turismo che ha causato forti perdite alle casse dello Stato. Il ruolo dell’esercito come garante e la posizione del Paese nello scacchiere internazionale. Cresce la voglia di condividere e adoperarsi per la costruzione del futuro. 

Il Cairo (AsiaNews) - La realizzazione della nuova e monumentale capitale amministrativa, costruita a una sessantina di chilometri a est del Cairo, conferma che il processo di urbanizzazione non accenna a placarsi. Tre anni fa lo Stato egiziano ha dato prova di orgoglio per aver saputo erigere la più grande moschea e la più imponente cattedrale del Paese in un solo anno. Lo stesso presidente Abdel Fatah al-Sisi ha partecipato alle messe di Natale e di Pasqua alla cattedrale in onore di papa Tawadros, il capo della Chiesa copta ortodossa, oltre ad aver partecipato alle preghiere musulmane in occasione di due delle principali feste islamiche.

Ed è sempre lì che si è celebrato il funerale di Mubarak. Prima di morire l’ex leader e i suoi due figli sono stati liberati di prigione e prosciolti da ogni accusa, come segno del celebre spirito di tolleranza egiziano. 

Al Cairo molti viali e strade sono state allargate per rendere più agevole il collegamento con la nuova capitale, anche se ciò ha comportato la cancellazione di parte del famoso cimitero orientale di  Mameluke, o la rimozione di un numero compreso fra 15 e 20mila alberi, alcuni con oltre un secolo di vita alle spalle, nel bel sobborgo di Heliopolis fondato nel 1905 dal barone belga Empain. Sui principali incroci sono stati realizzati oltre 12 cavalcavia. Le strade e i viali allargati si sono trasformati in vere e proprie superstrade o autostrade impossibili da attraversare per i pedoni. Si sono verificate così tante morti, che le autorità civili hanno deciso di costruire passerelle con scale mobili che non sempre funzionano, quindi vi sono ancora oggi pedoni, in larga maggioranza anziani e disabili, che cerano di attraversare le autostrade!

Si possono vedere anche le baraccopoli che si estendono tutto intorno al viale periferico che circonda Il Cairo per una lunghezza di quasi settanta chilometri. Al punto che è stato creato un ministero per gli Insediamenti di baraccopoli, affidato a donna per un paio di anni! Ad oggi, molte donne sono state nominate ministre, giudici, governatrici o capi di province, alcune di queste anche cristiane. Vi è anche in atto un tentativo concreto per incoraggiare le donne a candidarsi alle elezioni parlamentari. Il numero delle donne in Parlamento è passato da quindici a cinquanta, ma è ancora ben lontano dal numero complessivo che supera i 500. 

Fra gli altri progetti, troviamo anche diversi nuovi musei provinciali e aeroporti. Dobbiamo qui ricordare e citare il Grande museo egizio, che aprirà entro fine anno accanto alle Piramidi, e il museo della Civiltà egizia, inaugurato di recente con le mummie dei faraoni. Accanto al GEM, si trova l’aeroporto Sphynx, che permetterà ai futuri visitatori stranieri di evitare di attraversare le affollate vie del Cairo per raggiungere il museo e da lì dirigersi alla volta di Luxor, Assuan, il mar Rosso e il Sinai. 

Altro progetto alle porte è l’allargamento del canale di Suez, per consentire il passaggio contemporaneo nelle due direzioni delle imbarcazioni. 

La pandemia di nuovo coronavirus e la mancanza di turisti hanno colpito in modo pesante l’Egitto e la sua economia. La battaglia contro i movimenti fondamentalisti è tuttora in corso, soprattutto nel Nord Sinai dove gli estremisti attaccano le comunità cristiane alcune delle quali, proprio in seguito alle violenze, hanno deciso di lasciare il Sinai per la Valle del Nilo. Un pesante attacco ha colpito anche una moschea Sufi, causando centinaia di vittime, nel mirino del movimento wahhabita che rimprovera e condanna il sufismo e tutto ciò che non è conforme in modo radicale al loro modo di intendere la fede islamica.

Alle insidie ​​dell’attuale regime dobbiamo aggiungere la battaglia contro gli oppositori, il soffocamento e la riduzione al silenzio delle voci degli intellettuali, oltre all’imprigionamento di un numero imprecisato di persone senza alcuna accusa o giudizio. Questo sta purtroppo ostacolando la reputazione del regime.

Le forze armate non sono solo l’istituzione preposta alla difesa del Paese, ma sono anche il principale motore di promozione nei campi dell’edilizia, dell’industria, del commercio, dell’agricoltura, della medicina, dell’industria alimentare e di tutti i possibili campi della vita. L’esercito garantisce stabilità in un Paese in cui l’aumento della popolazione è uno dei più elevati al mondo, con possibilità limitate di coprire i fabbisogni.

La produzione di cotone, che è sotto il monopolio dello Stato, è diminuita di qualità negli ultimi tre o quattro decenni. Da alcuni anni vengono fatti grandi sforzi per aumentare la qualità, per tornare ai livelli di un tempo in cui il cotone egiziano era fra i più rinomati.

Sul piano economico, l’Egitto è riuscito a migliorare notevolmente la situazione disastrosa di dieci anni fa. Lo Stato ha raddoppiato il salario minimo. L’assicurazione medica si sta diffondendo fra la popolazione, mentre la pandemia ha purtroppo peggiorato la situazione sotto il profilo sanitario. Ci si potrebbe meravigliare del fatto che la diffusione della pandemia di Covid-19 non sia enorme. In effetti, i numeri ufficiali non coprirebbero la reale portata della circolazione virale, perché le persone colpite cercano farmaci per conto proprio e tendono a non pubblicizzare la malattia. Nelle zone popolari e nelle baraccopoli, i medici affermano che le persone sono avvezze a un numero così elevato di virus che nemmeno il Covid riesce a prendere piede. Da oltre tre mesi il vaccino viene offerto a titolo gratuito. Nella prima fase con il cinese Sinofarm, oggi sono disponibili anche AstraZeneca, Moderna e Sputnik.

L’Egitto sta affrontando anche un problema idrico che può mettere in pericolo il suo futuro. Per la diga etiope eretta sul Nilo Azzurro e per la protervia dell’Etiopia che rifiuta ogni accordo con il Sudan e l’Egitto. Sorprende - forse nemmeno troppo - il fatto che questa diga in Etiopia sia realizzata con la collaborazione di Israele e Qatar, due nemici “virtuali” dell’Egitto. 

La vita non è facile per l’enorme popolazione del Paese, i prezzi sono alti, le opportunità di lavoro per i giovani sono scarse, ma almeno non si soffre la fame e si sentono tutti gli sforzi fatti per un livello di vita migliore. Altra battaglia quella contro la corruzione, ereditata e radicata nella mente delle persone da decine di migliaia di anni. 

A livello internazionale, l’Egitto sta riacquistando la propria statura e posizione, soprattutto con il recente cessate il fuoco tra Israele e Hamas, di cui al-Sisi è stato un attore attivo e di successo. Il quadro generale e le circostanze della situazione in Egitto restano ancora complicate. Non è una questione di democrazia, che non si raggiunge con una semplice decisione, ma necessita di anni di educazione, consapevolezza ed esperienza sul campo.

L’Occidente ha raggiunto il suo livello di democrazia dopo centinaia di anni di lotte ed esperimenti. Per una nazione in cui il tasso di alfabetizzazione è ancora basso e il carico doganale alto, l’obiettivo principale è garantire pane a tutti e quindi assistenza sanitaria, istruzione, formazione e potenziale lavorativo, unite a un’economia consolidata e un migliore livello di vita negli anni a venire.

La speranza per il futuro è essenziale. Gli egiziani hanno la conoscenza e la capacità di protestare. Le persone sono consapevoli e desiderose di uscire dalla passività e dal letargo in cui sono state immerse per secoli. Cresce la voglia di condividere e adoperarsi per la costruzione del futuro. Il percorso è ancora lungo per raggiungere una tappa consolidata. Ma l’importante è camminare e avanzare su questa strada. È facile accusare un capro espiatorio di essere responsabile di tutti i problemi, ma è molto difficile muoversi in modo positivo. Ci vorranno ancora altri dieci anni per analizzare la situazione e valutarne gli sviluppi.

Fine seconda e ultima parte (per la prima clicca qui)

* Anonimo e modesto testimone-analista, pseudonimo di uno studioso ed esperto di primo piano di questioni mediorientali

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